Volano le richieste di mutuo negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti si registra un’impennata di domande di mutuo. L'indice che calcola il volume delle richieste di mutuo ipotecario presenta, infatti, nella settimana al 10 gennaio un forte incremento del 30,2%, dopo il +13,5% precedente. Si tratta del livello più alto da ottobre 2009; il forte aumento arriva a distanza di oltre dieci anni.
L'indice riguardante le richieste di rifinanziamento vola, invece, del 43%, mentre quello relativo alle nuove domande segna un incremento del 15,5%. Ad annunciarlo nei giorni scorsi è stata la Mortgage Bankers Associations (MBA), che ha anche precisato che i tassi sui mutui trentennali sono scesi al 3,87% dal 3,91%.
Già nella settimana al 3 gennaio 2020 l’indice che misura il valore delle domande di mutuo ipotecario registrava un incremento del 13,5%, dopo il -5,3% precedente. L'indice relativo alle richieste di rifinanziamento era invece calato dell'8%, mentre quello relativo alle nuove domande segnava un incremento del 5%. I tassi sui mutui trentennali erano scesi al 3,91% dal 3,99%.
Meno domande nell'ultima settimana
Cambio di tendenza nella settimana al 17 gennaio 2020. L'indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra, infatti, un decremento dell'1,21% dopo il forte balzo della settimana precedente (+30,2%) che ha segnato il livello più alto da ottobre 2009. L'indice relativo alle richieste di rifinanziamento scivola dell'1,77%, mentre quello relativo alle nuove domande segna un decremento del 2,01%. Lo rende noto la Mortgage Bankers Associations (MBA) che ha perà precisato che i tassi sui mutui trentennali sono rimasti invariati al 3,87%.
L’amore per il mattone
La passione “a stelle e strisce” per il mattone si era comunque già accesa nei mesi scorsi, quando, nella settimana dal 2 al 9 agosto, le richieste di mutuo hanno presentato un incremento del 21,7% in soli sette giorni, mettendo a segno un +5,3% rispetto alla precedente settimana.
I dati, sempre a cura di Mba – Mortgage bankers association, associazione nazionale statunitense che analizza il settore immobiliare negli Usa, rivelavano in quel periodo anche un indice di rifinanziamento aumentato del 37% rispetto sempre all’ultima settimana di luglio. Una situazione che gli esperti collegarono al crollo dei rendimenti dei T-bond.
Tassi bassi, ondata di rifinanziamento
I tassi di interesse medi sono scesi a livelli molto bassi negli Stati Uniti d’America, così come non avveniva da anni. Una discesa già iniziata la scorsa estate, dove il tasso d'interesse medio dei mutui a tasso fisso a 30 anni con saldi dei prestiti conformi era sceso al livello più basso da novembre 2016. Ad inizio agosto si era scesi al 3,93% dal 4,01% del 2016.
Come funzionano i mutui ipotecari
Con il mutuo ipotecario la garanzia è rappresentata dall’ipoteca sull’immobile. Il contratto ha solitamente una durata compresa tra i 5 e i 30 anni e va stipulato davanti ad un notaio. Si tratta di un prestito usato per l’acquisto di beni immobiliari, poiché, in caso di insolvenza, l’istituto di credito potrà rivalersi sul bene ipotecato.
Una volta trovato il mutuo giusto e rispondente alle proprie esigenze, la banca procederà ad effettuare una perizia per stabilire il valore dell’immobile su cui poi sarà istituita l’ipoteca. Quest’ultima, nella maggior parte dei casi, presenta un valore maggiore dell’importo che sarà concesso in prestito (parliamo del 150%-200%, ma si arriva pure al 300%) per tutelarsi da eventuali perdite di valore dell’immobile e dai possibili rischi di dover recuperare costi imprevisti.
Il notaio provvede ad iscrivere l’ipoteca nei registri immobiliari e, trascorsi 10 giorni, sarà consolidata. In questo modo l’istituto di credito beneficia di un titolo di credito sicuro che avrà una durata di 20 anni. L’ipoteca può essere pure rinnovata per altri 20 anni. Nel momento in cui viene stipulato l’atto di compravendita, la banca erogherà pure il prestito essenziale per l’acquisto.
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