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Tassi, quando partiranno i tagli e cosa accadrà ai mutui?

Nessun segnale di fumo, per ora, da Francoforte. Nonostante il forte rallentamento dell'inflazione nel corso degli ultimi mesi, la Bce mantiene fermi i tassi di interesse, mentre quelli sui mutui cominciano a scendere, anche se per ora solo marginalmente.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari

conti con calcolatrice e simbolo percentuale
Prospettive per i tassi per i prossimi mesi

Il rischio maggiore è di lasciarsi andare a un ottimismo eccessivo. Nonostante le conferme che l’inflazione è in forte rallentamento rispetto ai picchi di qualche trimestre fa, la Banca centrale europea per ora non si esprime in merito all’avvio dell’allentamento monetario. Anche se il mercato ha cominciato a muoversi, limando i tassi applicati ai mutui, soprattutto quelli a tasso fisso. Ecco i parametri per capire chi ha ragione e come orientarsi da qui in avanti.

Il calendario della Bce e come interpretare i messaggi

La prossima riunione della Bce è in programma il 21 febbraio, ma è uno di quegli incontri che non prevedono la conferenza stampa a margine, per cui appare scontato che non vi saranno interventi sulla politica monetaria. Diverso, invece, lo scenario per l’incontro del 7 marzo, anche se pure in quel caso appare difficile che possa essere disposto il primo taglio dei tassi ufficiali. Non è escluso, però, che Christine Lagarde fornisca qualche indicazione sulle mosse future, dando così dei segnali al mercato, che tradizionalmente si muove già sulle aspettative.

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L’inflazione non fa più paura

I dati relativi all’inflazione di gennaio indicano che la fiammata si è esaurita. In Italia il carovita è salito dello 0,8% nel confronto a un anno, che è due decimi in più rispetto a quanto registrato a dicembre, ma comunque un livello modesto. In Francia e Germania, le altre due grandi economie dell’Eurozona, il carovita continua ad avere un passo sostenuto, ma meno che in passato. Berlino ha registrato un incremento del 3,1% dal 3,8% di dicembre, registrando una flessione oltre le attese degli economisti (3,2%), mentre nel caso di Parigi si è passati dal 4,1% al 3,4%.

Considerando tutta l’area della moneta unica, il dato preliminare è del 2,7%, due decimi in meno rispetto a quanto rilevato a dicembre. Non siamo ancora al 2%, che costituisce – a termini di statuto – l’obiettivo che la Bce è chiamata a perseguire, ma la tendenza appare evidente. Tanto che il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, solitamente considerato tra i falchi della politica restrittiva, ha detto che “la bestia avida dell’inflazione è stata domata”. Mentre non si registrano novità da parte di uno dei più duri nel consiglio direttivo della Bce, l’olandese Klaas Knot, che a più riprese nelle scorse settimane ha ribadito la necessità di attendere gli sviluppi sui salari, giudicati “l’unico tassello mancante” sull’inflazione. Effettivamente in alcuni Paesi del Centro Europa vi è stato un balzo in avanti degli stipendi sul finire dello scorso anno, ma limitato e comunque non ha riguardato l’intera Eurozona.

Cosa sta accadendo sul mercato e come muoversi

Intanto il mercato ha cominciato a muoversi. “Oggi nel mercato dei mutui c’è un cauto ottimismo: il miglior tasso fisso su un mutuo acquisto a 20 anni si attesta al 2,7% e le surroghe tornano ad essere convenienti, permettendo di risparmiare fino a 15mila euro su un mutuo da 120mila euro a 25 anni”, ha spiegato in una recente analisi Alessio Santarelli, Direttore Generale del Gruppo MutuiOnline. Il quale si attende un primo calo dei tassi entro la fine del primo semestre.

Guardando all’andamento dell’Euribor, oggi la maggior parte degli analisti stima che l’allentamento monetario partirà ad aprile o, al massimo a maggio. Intanto, dalle rilevazioni di MutuiOnline.it emerge che dal mese di ottobre i tassi medi fissi hanno registrato una discesa di 73 punti base, passando dal 4,08% al 3,35%, e attualmente sul mercato è possibile trovare tassi addirittura al 3,10%, e al 2,70% per i mutui green. Quindi oggi acquistando un immobile in classe A o B è possibile ridurre il tasso d'interesse sul mutuo fino allo 0,40%. Tendenze che appaiono destinate a rafforzarsi nel prossimo futuro.

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