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Tassi, cosa succede ai mutui dopo il rialzo record della Bce

Come atteso da buona parte degli analisti, la Banca Centrale Europea ha deciso di alzare i tassi ufficiali dello 0,75% in un solo colpo, portando così il tasso di finanziamento all'1,25%. Una situazione che minaccia di appesantire la rata per i mutuatari a tasso variabile.

09/09/2022
simbolo dell'euro davanti la bce
Rialzo tassi da parte della Bce

Si è concretizzata l’ipotesi più pessimistica. La Banca Centrale Europea ha deciso di alzare i tassi d’interesse dello 0,75%, una stretta che non ha precedenti da quando esiste la moneta unica. Solo due mesi fa vi era stato un primo rialzo di mezzo punto percentuale, dopo undici anni di tassi a zero, per cui da oggi in avanti il costo del denaro passa all’1,25%. Una situazione che avrà conseguenze non solo sulle imprese, ma anche sulle famiglie.

Rate più care

Secondo una stima dell’Unione Nazionale Consumatori, basata sull’importo e la durata medio di un mutuo, chi ha in essere un mutuo a tasso variabile da qui in avanti si troverà a pagare all’incirca 53 euro in più al mese.

In realtà dare delle cifre oggi rischia di essere fuorviante per almeno due ragioni. In primis perché l’Euribor, che è il benchmark dei mutui a tasso variabile, segue sì le decisioni della Bce sui tassi, ma con tempistiche non sempre coincidenti. Ad esempio molti analisti avevano già messo in conto un maxi rialzo e i tassi di mercato avevano cominciato a muoversi in questa direzione.

Le specificità dei contratti

Poi occorre considerare anche un altro aspetto. Il sistema di rimborso dei mutui prevede che nei primi anni la rata sia composta soprattutto dagli interessi e meno dal capitale, e viceversa man mano che ci si avvicina alla scadenza. La conseguenza è che il rialzo dell’Euribor va a pesare maggiormente sui contratti recenti (quelli nei quali gli interessi incidono tanto) rispetto ai più datati (nei quali resta da pagare soprattutto la quota capitale).

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Le conseguenze del rialzo tassi da parte della Bce

Detto questo, non c’è da attendersi grandi sconvolgimenti, dato che rispetto alle medie storiche i tassi sui mutui restano su livelli particolarmente contenuti. E, quanto alla tipologia di contratto, il variabile resta ancora più conveniente del fisso. Per arrivare a un pareggio ci vorranno altri rialzi, e quindi con ogni probabilità degli anni. Non è nemmeno detto che ciò avverrà, dato che proprio il rialzo dei tassi da parte della Bce tende a rallentare la crescita economica, con il rischio concreto di entrare in recessione già nell’ultimo trimestre dell’anno. Il raffreddamento dell’economia solitamente porta con sé un contenimento dei prezzi applicati ai beni di consumo.

I perché della scelta

“Allora perché la Bce è stata così brusca?” potrebbe chiedersi qualcuno. Oggi per i banchieri centrali la priorità è combattere l’inflazione, che ad agosto nell’Eurozona ha raggiunto il 9,1% (8,9% in Italia) e, a questo fine, sono anche disposti ad accelerare la caduta in recessione. In caso contrario, è la convinzione diffusa, il calo del Pil avverrebbe ugualmente proprio a causa del carovita, ma la sua durata sarebbe più lunga in quanto si produrrebbe un circolo vizioso – prezzi più alti, lavoratori che chiedono stipendi più elevati, aumento del costo dei servizi e di conseguenza prezzi ancora più alti – da cui si faticherebbe a uscire. Insomma, meglio rallentare ora sperando che la frenata sia di breve durata.

Cosa fare dopo il rialzo dei tassi

Per qualsiasi informazione in merito è possibile rivolgersi alla propria banca per ottenere indicazioni più precise. Se poi la rata dovesse risultare insostenibile si può trattare con la stessa per rimodulare il piano di rimborso, ad esempio allungando la durata del mutuo a fronte di una rata mensile più leggera.

Per i nuovi contratti in questo momento è ancora più importante comparare le offerte di mutuo e farsi consigliare da esperti indipendenti per essere sicuri di scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze.

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A cura di: Luigi dell'Olio

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