Successione testamentaria, ecco cosa succede al mutuo
Spesso la successione testamentaria comprende - tra le altre cose - asset immobiliari, i quali potrebbero essere gravati da un mutuo, più o meno consistente. Dunque, quali sono i calcoli da fare per capire se c'è convenienza o meno nell'accettare l'eredità?
Cosa succede quando c’è una cessione testamentaria e tra gli asset presenti nel documento figura un immobile acquistato con mutuo ancora in corso? Probabilmente sono in pochi a chiederselo sia per scacciare pensieri non proprio piacevoli, sia perché vedono l’eventualità come remota, eppure non sarebbe male informarsi in merito per non rischiare di arrivare impreparati in caso di necessità.
Cosa prevede la normativa in caso di testamento
La prima cosa da sottolineare – anche se a molti potrà apparire superfluo - è che il mutuo rientra tra le esposizioni debitorie, che si trasmettono agli eredi. Questo significa che la banca erogatrice mantiene il diritto a incassare le rate, con la responsabilità che si trasmette a coloro che subentrano nella titolarità dei rapporti giuridici accesi dal de cuius.
Questo vuol dire che se chi muore lascia solo il coniuge come erede, toccherà a quest’ultimo farsene carico per intero, se c’è anche un figlio, si divide in parti uguali, mentre se ci sono due o più figli, il coniuge si vede trasmettere un terzo delle posizioni attive e passive, con i figli che devono dividersi gli altri due terzi. In sostanza, ogni beneficiario deve farsi carico di pagare la rata per la quota ricevuta.
Al tempo stesso, l’obbligazione è solidale e questo significa che ciascuno degli eredi è obbligato nei confronti della banca per l’intera somma dovuta, quindi la banca può rivolgersi anche a uno solo di essi per ottenere il pagamento. In caso di dubbi sull’entità del patrimonio ereditario e sull’ammontare dei debiti, gli eredi possono tutelare il proprio patrimonio personale attraverso l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. In questo caso il beneficiario non corre il rischio di dover pagare i debiti del defunto di tasca propria, dato che ne risponde soltanto fino a concorrenza dell’attivo incassato, senza gravami extra.
Tenere o meno l’immobile? Ecco i criteri di scelta
Una volta fatto l’inventario del patrimonio e degli eventuali debiti lasciati dal defunto, gli eredi sono chiamati a scegliere. La prima opzione è di tenersi l’immobile e continuare a rimborsare il mutuo secondo il piano originariamente concordato. Il passaggio non è diretto, ma è richiesto un atto pubblico - detto di accollo – per subentrare come intestatari del contratto. Un’altra opzione è invece l’estinzione anticipata, ovviamente possibile se gli eredi hanno già a disposizione la liquidità per saldare quanto resta. Questa strada può essere battuta anche per liberare l’immobile da gravami e venderlo.
C’è poi un’altra strada possibile: se il de cuius ha stipulato una polizza sulla vita direttamente collegata al mutuo, questa può prevedere l’estinzione anticipata alla sua morte. Infine, se i debiti superano gli attivi, gli eredi possono rinunciare alla successione. A quel punto si segue il meccanismo a cascata per la ricerca di un nuovo erede, che avrà a sua volta facoltà di rinuncia. In mancanza di possibili successori, l’eredità va allo Stato, che però risponde dei debiti soltanto entro il valore del patrimonio acquisito.
Conviene acquistare un immobile proveniente da successione?
Proviamo a cambiare prospettiva per cercare di capire come comportarsi in presenza di un immobile che si vorrebbe acquistare e che deriva da successione. A questo proposito è bene ricordare che gli eredi hanno dieci anni di tempo per decidere se accettare o meno la propria quota di successione. Dunque, dalla prospettiva del potenziale acquirente occorre fare sempre molta attenzione per non ritrovarsi in un contenzioso legale che oltre a poter durare anni, potrebbe anche mettere a rischio il proprio investimento. Per la medesima ragione, è difficile che le banche concedano un finanziamento per acquistare un immobile oggetto di successione testamentaria ancora non del tutto definita.
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