Sale l'età media di chi compra casa: chi acquista ha 45 anni
In Italia dal 2014 al 2019 l’età media di chi ha comprato un appartamento è cresciuta: si è passati dai 43 anni ai 45 anni. Un trend legato sicuramente al fatto che i giovani siano più predisposti alla locazione, ma scopriamo di più in questo pezzo dedicato.
Sale l’età media di chi acquista casa. A rivelarlo è un’indagine fatta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha analizzato un campione delle compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete. In Italia dal 2014 al 2019 l’età media di chi compra un appartamento è cresciuta: si è passati dai 43 anni ai 45 anni.
Dallo studio emerge, dunque, che è salita la percentuale di chi acquista un immobile e ha un’età maggiore di 45 anni. Un trend legato sicuramente al fatto che i giovani siano ora più predisposti alla locazione sia per le difficoltà, che spesso si registrano per accedere al credito, sia per scelte di natura abitativa.
Altro dato importante è quello relativo ad una maggiore presenza sul mercato degli investitori e di coloro che comprano case vacanza: si tratta sempre di persone dall’età più avanzata e con una certa stabilità economica che può consentire loro di effettuare tali investimenti.
Cos’è cambiato dal 2014
Nel 2014 - secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa - coloro che acquistavano un appartamento ed avevano una fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni rappresentavano il 30,4%. Segno meno, invece, nel 2019 dove la percentuale è scesa al 27,3% per la stessa categoria di utenti.
Parabola discendente anche per la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni. Nel 2014 gli acquirenti di case, appartenenti a questa fascia d’età, rappresentavano il 33,4%; nel 2019, invece, si è passati al 27,0%.
Chi ha acquistato casa, invece, nel 2014 ed aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni è rientrato nel 19,3% dei casi; nel 2019 la percentuale è salita e ha raggiunto il 22,6%. A mostrare il segno più nell’analisi sono anche gli acquirenti che hanno tra i 55 e i 64 anni (si è passati dal 10,9% nel 2014 al 14,1% nel 2019) e anche gli over 65 (si è passati dal 5,9% nel 2014 al 9,1% nel 2019).
Mutui e tipo di impiego: i dati
I mutui più erogati nel secondo trimestre del 2020 sono quelli concessi a coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. È quanto emerge dal più recente Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it che nel mese di aprile vede aumentare i dati che hanno caratterizzato il mercato durante la prima parte dell’anno (si è passati dall’86,4% del primo trimestre del 2020 all’88,9% del secondo trimestre).
Nel secondo trimestre del 2020, inoltre, i mutui erogati ai lavoratori autonomi rappresentano il 5,4% dei casi (nel primo trimestre la percentuale era pari al 7,4%).
Il discorso non cambia più di tanto sul fronte delle richieste di mutui. Quelle fatte da chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato rappresentano l’82,5% nel secondo trimestre del 2020 (nel primo trimestre erano pari all’84,5%). Le richieste presentate dai lavoratori autonomi sono pari al 10,6% (nel primo trimestre la percentuale era pari al 9,1%); le domande di mutui dei liberi professionisti sono leggermente aumentate (si è passati dal 4,1% del primo trimestre al 4,7% del secondo trimestre). Lieve incremento anche per le richieste di mutui da parte dei pensionati (si è passati dall’1,7% del primo trimestre all’1,8% del secondo trimestre).
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