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Mutui: tassi fisso e variabile ai minimi. Ma Bce incerta su un nuovo taglio

Tasso fisso ai minimi, Euribor a 3 mesi al 3% e fra un anno al 2%: gli scenari del mercato dei mutui con gli interessi in discesa e la rata mensile più bassa. Corsa a surroga e mutui green. Ma la Bce potrebbe congelare il quarto taglio dei tassi del 2024 previsto a dicembre e scegliere la linea della neutralità.

Alessio Santarelli
A cura di Alessio Santarelli

Esperto di mercati e prodotti finanziari

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Tasso fisso ai minimi, Euribor a 3 mesi al 3%

Mentre i mercati danno già come cosa fatta il quarto taglio dei tassi di interesse del 2024 da parte della Bce nella prossima riunione del 12 dicembre, l’economista tedesca Isabel Schnabel, membro del Consiglio esecutivo della Banca centrale europea, raffredda gli animi, osservando che ci sia poco margine per un’ulteriore riduzione del costo del denaro da parte dell’Eurotower che renda ancor più convenienti i mutui.

Parlando con Bloomberg, la Schnabel spiega che “date le prospettive di inflazione, ritengo che potremo spostarci gradualmente verso la neutralità se i dati in arrivo continueranno a confermare la nostra base”. E raccomanda prudenza: "Metterei in guardia di non andare troppo lontano, cioè in territorio accomodante”.

Interpretando il messaggio lanciato dall’economista tedesca possiamo intuire che la stima di neutralità della Bce oscilli con tassi tra il 2% e il 3%. Motivo per cui, di fronte all’attuale 3,25%, la Schnabel conclude che “potremmo non essere così lontani”.

Mercati, occhi puntati sulle mosse di Francoforte

Le parole della rappresentante del Consiglio esecutivo della Bce suonano come una frenata in arrivo su un nuovo taglio dei tassi a dicembre? È questo l’interrogativo che ora agita i mercati, perché un altro ribasso, non più tardi di inizio novembre, sembrava alle porte, tanto che gli analisti lo davano già per certo e semmai ragionavano sull’entità della diminuzione: un quarto di punto come a giugno e settembre, oppure mezzo punto come a ottobre?

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Inflazione sale negli Usa, la Fed ferma i tagli dei tassi?

Adesso l’uscita della Schnabel spariglia le previsioni. Un cambio di prospettiva che sopraggiunge in contemporanea con le indiscrezioni in arrivo dagli Usa: è probabile che la Fed non voti un nuovo taglio dei tassi nell’incontro del 18 dicembre. Primo, perché l’inflazione negli Stati Uniti è salita al 2,6% in ottobre dal 2,4% in settembre. Secondo, perché la riunione della Federal Reserve è in calendario poco prima dell’insediamento del presidente eletto Donald Trump.

Previsioni: l’Euribor a 3 mesi scenderà al 2% tra un anno

Di fronte a questi scenari, anche i nostri mercati guardano con trepidazione alla prossima mossa di Francoforte, tenendo presente che, secondo le ultime proiezioni, entro ottobre 2025 le curve forward evidenziano che l’Euribor a tre mesi toccherà il 2%, mentre i tassi fissi sono ormai vicini ai minimi, considerato che è improbabile che possano scendere ai livelli che avevano all’epoca del Quantitative Easing.

Istruttorie più brevi e importo dei mutui più alti

Se da un lato il tasso di chiusura delle operazioni proposto agli istituti è aumentato e i tempi di istruttoria si stanno riducendo; dall’altro lato, emerge con sempre maggior forza che le banche hanno desiderio di fare impieghi, così come la somma richiesta per un mutuo sta crescendo al punto che siamo passati dai 130 mila euro di fine 2023 agli attuali 140 mila euro.

Quest’ultimo è un segnale chiaro della maggiore convenienza dei tassi di interesse rispetto a un anno fa, con la conseguenza che spaventano meno e stimolano di più chi sia intenzionato a stipulare un mutuo per acquistare una casa alla luce del fatto che l’importo della rata mensile è piùbasso.&

Salgono le richieste per surroga e mutui green

Con i tassi in discesa, salgono le richieste di surroga del mutuo. Le domande di portabilità del mutuo stanno crescendo e sono arrivate sul portale di MutuiOnline.it a sfiorare nelle ultime settimane il 30%. Una quota importante. È vero che si è ancora lontani dai livelli pre Covid, quando le domande arrivavano a sfiorare il 70%, ma allo stesso tempo si è anche lontani, in positivo, dallo zero del 2022, quando i tassi sui mutui erano alle stelle a causa dei rialzi del costo del denaro votati dalla Bce per arginare un’inflazione allora galoppante non solo in Italia ma anche nell’intera Eurozona.

Sale anche l’appeal dei mutui green. Le richieste per questi finanziamenti ipotecari per comprare una casa sostenibile, in classe energetica A o B, rappresentano quasi il 30% del totale. Questa attrazione per i mutui “verdi” è dettata dall’opportunità di godere di una riduzione del tasso tra i 20 e i 40 centesimi di punto.

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