Mutui oltre il livello pre-Covid
Il settore immobiliare ha resistito alla crisi generale provocata dalla pandemia da Coronavirus e, non appena la situazione sanitaria ha incominciato a dare i primi segnali di assestamento, si è dimostrato pronto alla ripartenza con un boom di ristrutturazioni, mutui e compravendite.
Se c’è un settore che ha saputo resistere alla crisi pandemica ed è stato pronto a ripartire ai primi segnali di rallentamento dell’emergenza sanitaria, questo è stato l’immobiliare. Anzi si può dire che, a fronte delle incertezze crescenti che caratterizzano il quadro macro, gli italiani hanno riscoperto la passione per il mattone. È ripartito il mercato delle compravendite, trainando con sé quello dei mutui e si registra un boom di ristrutturazioni grazie anche ai generosi incentivi statali.
Boom per le erogazioni
Secondo l’ultima rilevazione di Assofin, Crif e Prometeia, nei primi nove mesi del 2021 le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici sono cresciuti del 21,3% rispetto all’analogo periodo del 2020 e addirittura del 36,85 se il confronto viene fatto con gennaio-settembre del 2019.
A trainare il vero e proprio boom del settore sono i mutui con finalità d’acquisto (+39,8% nei primi nove mesi del 2021 rispetto a un anno prima), considerato che la situazione dei tassi – da tempo su valori particolarmente bassi – rende poco conveniente le surroghe (-45,6% nel confronto annuo). O meglio, chi aveva convenienza a sostituire il vecchio mutuo, siglato a condizioni più gravose, lo ha già fatto da tempo.
Lo studio attribuisce il buon andamento dei finanziamenti legati agli acquisti immobiliari soprattutto ai tassi di riferimento ancora ai minimi storici e alla conseguente convenienza dei mutui a tasso fisso oltre che degli incentivi governativi (bonus prima casa, superbonus 110% e agevolazioni per i giovani under 36). Gli stessi driver hanno inciso sulla ripresa dei mutui di ristrutturazione (+15,6%). Andrebbe poi aggiunto un altro aspetto, anzi due: da una parte la buona predisposizione delle banche nel concedere mutui, ai fini di fidelizzare la clientela e alla luce di tassi di insolvenza particolarmente contenuti; l’apertura alla domanda dei giovani, dopo che il Governo ha alzato le garanzie per i finanziamenti concessi agli under 36.
Vince il green
Oltre ai numeri, l’analisi di Assofin, Crif e Prometeia segnala che il settore immobiliare sta fornendo un importante contributo alla transizione green dei consumi, attraverso l’offerta di mutui green (erogati a favore di famiglie consumatrici per l'efficientamento energetico dell’abitazione) che incidono per l’8% sul totale mutui acquisto e per l’11% su quelli per ristrutturazione e/o costruzione di un immobile residenziale.
Un altro aspetto approfondito nello studio è relativo al rischio di credito si colloca, che tocca il minimo storico rispetto al totale dei prestiti alle famiglie, attestandosi a fine settembre all’1,2%.
Nuova era per i prestiti
Più in generale, nel corso dei primi nove mesi il credito al consumo ha visto crescere i flussi del 18,85 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un rimbalzo importante, ma per certi versi scontato, considerato che il 2020 è stato un anno fortemente caratterizzato dai lockdown. Il confronto con i primi nove mesi del 2019 è invece negativo (-9,7%), anche se il gap è andato restringendosi di trimestre in trimestre. A livello settoriale, bene soprattutto i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto, cresciuti del 22,3% rispetto ai primi nove mesi del 2020 e dell’1,4% rispetto all’analogo periodo del 2019. Un dato, quest’ultimo, trainato dai finanziamenti per auto usata e per le due ruote e favorito dagli ecoincentivi volti sia a sostenere il mercato dell’automotive, sia a migliorare la sostenibilità del parco circolante.
Quanto al futuro, la ricerca si attende che i flussi del credito al consumo consolideranno la crescita nel biennio 2022-23, recuperando i livelli pre-Covid. La ripresa sarà guidata dai prestiti finalizzati, favoriti da incentivi per l’efficientamento energetico, mentre sarà più lento il recupero di quelli personali.
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