Mutui: il ritorno del tasso misto
Il tasso misto torna attrattivo dopo una lunga fase di appannamento, a vantaggio del fisso. In un contesto caratterizzato da inflazione altalenante, tassi d’interesse in discesa e incertezze geopolitiche, il tasso misto può essere una soluzione per chi desidera una certa libertà di scelta.
In una stagione di grandi cambiamenti dal punto di vista economico, nel campo dei mutui si prospetta il ritorno in auge del tasso misto. Messo da parte nell’ultimo biennio, caratterizzato invece dal dominio assoluto del tasso fisso, torna a fare capolino dopo l'ulteriore calo del costo del denaro nell’ambito dell’Eurozona.
Tasso misto: una formula ibrida tra fisso e variabile
Prima una premessa per chi ha poca confidenza in materia. Si tratta di una formula di finanziamento ibrida che consente di modificare il tipo di tasso (da fisso a variabile o viceversa) dopo un periodo di tempo stabilito al momento della stipula, secondo modalità concordate con la banca.
La variazione può avvenire più volte - fino al massimo indicato nel contratto di accensione del mutuo - senza costi aggiuntivi per il mutuatario. Anche se il passaggio richiede alcuni punti di attenzione.
Introdotto per offrire maggiore flessibilità, il tasso misto rappresenta una risposta all’esperienza di volatilità vissuta in passato: dal picco del 2008 fino al biennio 2022-2023, il tasso variabile ha messo in difficoltà chi non disponeva di un reddito in grado di assorbire gli aumenti. L’aumento della rata è stato repentino e diversi mutuatari si sono trovati nell’impossibilità di fronteggiare le nuove incombenze.
Quando è possibile cambiare la tipologia di tasso di un mutuo?
La possibilità di modificare il tasso in corso d’opera consente oggi di reagire in modo più dinamico agli sviluppi del mercato. In un contesto caratterizzato da inflazione altalenante, tassi d’interesse in discesa e incertezze geopolitiche, il tasso misto può essere una soluzione per chi vuole mantenere una certa libertà di scelta e adattarsi all’andamento di Euribor® e IRS, gli indici di riferimento rispettivamente per il mutuo a tasso variabile e il mutuo a tasso fisso.
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, nel primo trimestre di quest’anno il mutuo misto è stato scelto dallo 0,2% dei richiedenti, contro un picco del 2% registrato nel terzo trimestre 2023.
Si tratta di un prodotto di nicchia, consigliato a chi segue da vicino l’andamento dei mercati e sa cogliere il momento giusto per cambiare tasso. Al contrario, non è adatto a chi preferisce non occuparsi troppo di finanza personale.
Tra le offerte oggi disponibili, spiccano opzioni che prevedono una partenza da tasso fisso, per poi passare al variabile. La proposta più conveniente per un mutuo green ventennale da 150 mila euro presenta un TAEG del 2,37%, in linea con il miglior tasso fisso green attualmente disponibile. Il tasso variabile puro, invece, supera ancora di poco il 3%. Per i mutui standard, le condizioni del misto e del tasso fisso risultano complementari, con un TAEG del 3,17%.
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La flessibilità nel cambio di tasso di un mutuo e i costi
Come detto, non esiste una regola comune in termini di flessibilità nel passaggio da una formula di finanziamento all’altra. Alcuni istituti permettono fino a quattro cambi di tasso durante la durata del mutuo, ma questa flessibilità si paga: in media, il tasso misto risulta più alto di circa mezzo punto rispetto a un prodotto senza opzioni di modifica.
Tuttavia, l’attuale contesto lo rende particolarmente interessante: partire con il fisso per poi passare al variabile, che potrebbe scendere ulteriormente grazie ai tagli della BCE e al rallentamento economico nell’Eurozona, è una scommessa non così azzardata a considerare lo scenario attuale.
Dopo un biennio in cui i fissi risultavano più convenienti dei variabili, oggi si intravede una normalizzazione del mercato. L’Euribor® a 3 mesi è sceso attorno al 2,19%, mentre gli IRS di riferimento a lungo termine oscillano tra il 2,49% e il 2,62%. Nonostante i mutui ancora non riflettano pienamente questa inversione di tendenza, è probabile che lo faranno entro la fine dell'anno.
Sorpasso in vista per il tasso variabile sul fisso
Il taglio di aprile da parte della BCE avvicina il riequilibrio tra tasso variabile e fisso. Quest’ultimo resta per ora più conveniente, con un TAN medio del 2,82% e una rata mensile di 818 euro. Ma, secondo le nostre previsioni, l’Euribor® dovrebbe scendere sotto il 2% già ad agosto. A fronte di un IRS stabile, il sorpasso del variabile potrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno. Anche se poi molto dipenderà dalle strategie commerciali delle singole banche.
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