Mutui: il calo dei tassi spinge gli investimenti immobiliari nel 2024
Il mercato immobiliare si prepara alla ripresa. Per il Cbre, previsto un aumento fino al 10% nel 2024. Perché, con il calo dei tassi, i mutui saranno più convenienti. La maggior attenzione alla sostenibilità fa crescere la domanda di mutui green. Ecco come trovare i più vantaggiosi.
Il mercato immobiliare scalda i motori in vista della ripresa. Le stime del Cbre, società leader nel mondo nei servizi di commercial real estate e investimenti, sono positive. Un’iniezione di fiducia che arriva dall’atteso calo dei tassi ipotizzato per l’estate 2024. Con la discesa degli interessi, infatti, gli analisti prevedono l’avvio di un effetto domino: una ripartenza dei mutui (più convenienti sia a tasso fisso che variabile) che trainerà anche le compravendite di abitazioni.
Prestiti per acquistare casa che stanno vivendo una stagione difficile, dopo i dieci rialzi consecutivi del costo del denaro da parte della BCE, una mossa dell’Istituto centrale di Francoforte per contrastare l’inflazione alta nell’Eurozona.
Immobiliare: crescita prevista fino al +10% nel 2024
Nel 2024 ci sarà un rilancio dell’immobiliare. Lento nel primo semestre. Più veloce nella seconda parte dell’anno. Uno scenario disegnato per l’Europa e per l’Italia, tenendo conto delle dovute differenze. In linea generale, gli esperti del Cbre, nella presentazione dell’Outlook 2004, hanno spiegato che gli investimenti nel Vecchio Continente, dopo un crollo verticale del 45% nel 2023, dovrebbero veleggiare verso un recupero nel 2024 che oscillerà fra il 5% e il 10%.
Dati ottimistici che però non sgomberano il cielo dalle nubi. Jos Tromp, a capo della ricerca e data intelligence di Cbre per l’Europa, ha evidenziato una cifra preoccupante: 114 miliardi di euro è l’ammontare del capitale stimato del deficit di finanziamento del debito immobiliare in Europa nel periodo 2024-2027.
Prezzi in salita (+2%) per il residenziale in Italia
E l’Italia? Anche nel nostro Paese nel 2024 si pronostica “un recupero degli investimenti, favorito dal raggiungimento di nuovi equilibri sulle aspettative di prezzo degli operatori ma anche dal miglioramento delle condizioni di accesso al credito”, ha detto Giulia Ghiani, responsabile delle attività di ricerca e data intelligence di Cbre per l’Italia. L’esperta ha fatto poi notare che, per il comparto “tricolore”, i volumi sono calati del 44% nel 2023 per un controvalore di 6,6 miliardi di euro. Più in dettaglio: si stima che i prezzi del residenziale cresceranno del +2% nel 2024 rispetto al 2023. Mentre i permessi di costruzione previsti quest’anno sono 55.000 circa, con un -10% rispetto agli scorsi 12 mesi.
Parola d’ordine: sostenibilità. E i mutui green volano
Sempre a proposito di investimenti, secondo l’ultimo trend riscontrato dagli analisti di Cbre, nel 2024 si annuncia “un ulteriore consolidamento del focus su operazioni di valore ambientale e sociale”. In questa prospettiva, si suppone che tanto le banche quanto i risparmiatori si orientino maggiormente verso i mutui green, ossia prestiti per comprare case a elevata efficienza energetica.
Non solo per una più crescente attenzione alla sostenibilità, ma anche perché gli istituti di credito applicano tassi di interesse più convenienti sui mutui “verdi” (2,7% il tasso fisso a febbraio 2024 contro il 3,1% di un mutuo tradizionale). Il motivo? In questo caso, le banche abbassano il tasso perché la garanzia ipotecaria è più solida per un’abitazione con alti standard energetici, in quanto ha meno possibilità di perdere il proprio valore nel corso del tempo.
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