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L’inflazione spinge i prezzi delle case in Europa

In una fase di grande turbolenza sul fronte degli investimenti, il mattone conferma la sua fama di asset rifugio. Secondo uno studio sul tema, il 2022 chiuderà con quotazioni in crescita del 4,5 per cento nelle prime cinque economie del Vecchio Continente.

03/10/2022
freccia che punta in alto oltre i palazzi
Inflazione e crescita delle quotazioni immobiliari

Non solo asset rifugio; il mattone si conferma tra le forme di investimento meno colpite dall’inflazione. Se si guarda ai mercati europei, quasi tutti stanno registrando prezzi delle abitazioni in crescita.

I numeri

Secondo uno studio condotto da Scenari Immobiliari, il 2022 chiuderà con quotazioni in crescita del 4,5% nelle prime cinque economie del Vecchio Continente e nel 2023 vi sarà un ulteriore progresso nell’ordine del 6,5%. Questo nonostante l’andamento non uniforme delle compravendite, attese a una nuova crescita in Germania e in brusco rallentamento in Gran Bretagna.

Quanto all’Italia, è attesa una diminuzione degli scambi nell’ordine del 5,3%, per un ammontare di 700mila compravendite, destinate a scendere a quota 670mila il prossimo anno. In sostanza, per ora le misure straordinarie approvate dai Governi per fronteggiare la crisi energetica reggono, ma nel 2023 ci troveremo a pagare senza sconti le tensioni internazionali in atto.

Segnali in chiaroscurso

Proseguendo nell’analisi in oggetto, le previsioni restano positive per il terziario, che dovrebbe chiudere il 2022 con prezzi in leggera crescita (2,6%) rispetto al 2021. La domanda di spazi per uffici è tornata a crescere come mostra il dato sugli investimenti europei del primo semestre di quest’anno: 21,6 miliardi di euro, che corrispondono a una crescita annua del 29%.

Continua invece a soffrire il retail, anche se nel primo semestre di quest’anno sono tornati a crescere gli investimenti. Componente fondamentale per sperare poi in un rialzo anche delle quotazioni che possa rilanciare un comparto da tempo in sofferenza.

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Tendenza globale

Tornando ai prezzi del residenziale, la tendenza riguarda tutto il mondo. Guardando il Global residential cities index di Knight Frank, l’attesa per l’intero 2022 è di un +4,4% medio, che è inferiore rispetto al +6,1% della previsione elaborata a inizio anno, ma comunque un progresso importante, superiore di un terzo alla media decennale. Anche se, analizzando più in profondità lo studio, si scopre che delle 25 città monitorate, ben undici registrano un sensibile rallentamento rispetto alle previsioni di sei mesi fa.

Le città internazionali che dovrebbero far registrare i maggiori incrementi di prezzo sono Miami e Dubai, entrambe attese a un +12% rispetto al 2021. Bene anche Los Angeles (+10%) ed Edimburgo (+8%), seguite da Dublino (+7%), Lisbona (+5%), New York (+5%), Singapore e Mumbai (intorno al 4%). L’entusiasmo è destinato a perdere vigore il prossimo anno, quando l’incremento è atteso al 2,8%, molto probabilmente al di sotto dell’inflazione, destinata a restare elevata ancora per diversi trimestri. Quanto al 2023, forti crescite sono attese a Miami e Los Angeles, con prezzo stimati rispettivamente a +8% e +7%. A seguire Londra (+6% sul 2022) e Madrid (+5%), Dublino, Shanghai, Lisbona ed Edimburgo (tutte intorno al 4% di progresso).

La situazione in Italia

Pur se su una scala diversa, la tendenza trova conferma anche in Italia. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel secondo semestre l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per abitarci o per investimento, è aumentato del 2,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2021 (era +4,5% nel I trimestre 2022).

Un rialzo attribuibile, soprattutto, all’effetto trascinamento dei valori delle abitazioni nuove che crescono del 12,1% (in forte accelerazione rispetto al +5% del I trimestre). Il nuovo trascina, dunque, il costruito che si attesta a +3,8% (in lieve rallentamento dal +4,4% del trimestre precedente).

Quanto alle macroaree che compongono la Penisola, nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e nel Sud e Isole continuano a registrarsi tassi tendenziali positivi e in accelerazione rispetto al trimestre precedente, mentre al centro la crescita frena leggermente. Milano continua a fare storia a sé, con una crescita dei prezzi nell’ordine dell’8,3%, in accelerazione rispetto al trimestre precedente +6,4% e con un’impennata dei prezzi per le abitazioni nuove (+16,9 per cento). Segue Roma, con un progresso tendenziale del 4,8% rispetto al +3,3% del trimestre precedente.

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A cura di: Luigi dell'Olio

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