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In un contesto difficile, gli italiani puntano sulla casa: tutti i numeri

Le difficoltà della congiuntura non frenano l'amore degli italiani per il mattone. Neanche il rialzo dei tassi, che attualmente riguarda l'opzione del fisso, ha finora avuto ricadute negative. Un andamento che fa ben sperare anche per il prossimo futuro.

17/05/2022
casette rosse posizionate su pile di monete crescenti
Le famiglie italiane continuano a investire nel mattone

Nonostante tutto, l’immobiliare continua a vivere un momento d’oro nel nostro Paese. La domanda d’acquisto non si è fermata e la risalita dei tassi per chi sottoscrive un mutuo non incide più di tanto, anche perché gli interessi da pagare sono ben al di sotto del tasso di inflazione.

Un terzo di compravendite in più

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa segnala che il 2021 si è chiuso con 749mila compravendite di abitazioni, vale a dire il 34% in più rispetto al 2020 e il 24% in più del 2019, l’ultimo anno pre-pandemico. E il merito non è solo delle grandi città, che erano state il motore all’inizio della ripresa, anzi a livelli di transazioni i comuni non capoluogo hanno fatto meglio.

Così, se a Milano le case compravendute sono cresciute del 24,4% rispetto al 2020, in provincia il progresso è stato del 31,7%. Numeri diversi, ma dinamica analoga a Roma tra capoluogo (+31,4%) e provincia (+39,5%).

Torna la domanda d’investimento

I dati non comprendono la prima parte di 2022, ma gli analisti sottolineano che il trend positivo sta proseguendo, grazie anche al ritorno della domanda per investimento. Con l’inflazione che ad aprile è arrivata al 6,8%, dunque, gli italiani puntano sul mattone che evidentemente viene percepito come una difesa maggiore dall’erosione del patrimonio altrimenti inevitabile se si lasciassero i soldi fermi sul conto corrente.

Tornando ai dati acquisiti, lo studio segnala che nella seconda metà del 2021 i prezzi sono saliti rispetto al primo semestre, “confermando quindi l’ottimo stato di salute del mercato”. Le grandi città hanno registrato un recupero dei prezzi dell’1,8%, i capoluoghi di provincia dell’1,9% e l’hinterland delle grandi città dell’1,3%, con i picchi delle città situate nelle vicinanze di Firenze (aumento medio dei prezzi nell’ordine del 3,7%), Verona (+3,2%, grazie soprattutto alla domanda sostenuta nei pressi del lago di Garda) e Milano (+2,2%, soprattutto Rho, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese e Vimodrone).

A premiare queste realtà anche l’offerta immobiliare di nuova costruzione e la possibilità di acquisto di soluzioni più ampie e indipendenti a prezzi concorrenziali. In provincia di Roma vanno bene alcuni comuni della costa laziale (Anzio e Ladispoli per citarne alcune) e dei Castelli Romani (Monteporzio Catone e Monte Compatri).

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Le sorprese di Livorno e Trieste

Tra le città maggiormente in crescita, segnala Tecnocasa, c’è Livorno (+8,3% i prezzi nel 2021 rispetto al 2020), grazie anche a importanti lavori di riqualificazione e potenziamento del porto. Si conferma l’ottimo trend di Trieste che ormai da diversi semestri evidenzia un recupero dei valori immobiliari, con acquisti da parte di investitori nazionali e internazionali. Bene anche Pesaro, Ravenna e Trento.

Il rialzo dei tassi non frena gli acquisti

La domanda, rilevano gli operatori del mercato, resta sostenuta nonostante il rialzo degli interessi per chi sceglie il tasso fisso. Attualmente, segnala l’Osservatorio di Mutuionline.it, l’Irs ventennale viaggia a un soffio dal 2%, rispetto allo 0,6% di fine 2021, mentre l'Euribor (riferimento tassi variabili) continua a restare in territorio negativo assestandosi sul –0,50%.

In questo scenario è ipotizzabile un ritorno d’interesse per i mutui a tasso variabile, considerato per altro che è sempre possibile rottamare il vecchio mutuo e sottoscriverne un altro in caso di rialzo dei tassi ufficiali che renda di difficile sostenibilità il finanziamento in corso.

Non sembra, invece, vicina la fine della corsa a sottoscrivere finanziamenti per l’acquisto di immobili, considerato che si tratta comunque di tassi nettamente inferiori al tasso d’inflazione. Con i soldi fermi sul conto corrente che si erodono al tasso de 5-6% annuo, un mutuo al 2% circa è ancora una grande opportunità.

A cura di: Luigi dell'Olio

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