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Immobiliare: gli investitori preferiscono i tagli piccoli

Nel mercato immobiliare durante i mesi estivi c’è stato il ritorno degli acquisti come investimento, che avevano tirato il freno con l’esplosione della pandemia. Ancora privilegiati i piccoli tagli, ritenuti più funzionali da chi vuole mettere a reddito il proprio capitale.

15/01/2021

La crisi economica innescata dalla pandemia da Covid-19 sta rapidamente ridisegnando il mercato immobiliare: sia dal lato dell’offerta, sia per quanto riguarda la domanda. Nel primo caso i venditori cercano di realizzare il più possibile e, in generale, fanno molta fatica a concedere ‘sconti’ rispetto alla quotazione obiettivo.

Non hanno urgenza di chiudere la compravendita, perché spesso sono mossi dal desiderio di soluzioni migliorative. Forti anche del fatto che sono numerose le famiglie che cercano abitazioni più ampie, sulla scorta dell’esperienza cui sono state costrette durante il lockdown, magari immerse nel verde o al massimo con terrazzi. I tassi bassi di interesse favoriscono anche la ricerca della prima casa da parte delle giovani coppie, che possono anche usufruire di condizioni agevolate.

Il ritorno degli acquisti come investimento

In questo contesto chi acquista preferisce le nuove costruzioni, che presentano servizi e innovazioni tecnico-ambientali all’avanguardia, e quindi una gestione più risparmiosa. L’usato, che aveva perso appeal nell’ultimo periodo, sta tuttavia recuperando terreno grazie agli incentivi (superbonus 110%) varati dal Governo a favore delle ristrutturazioni in funzione ‘green’.

A muovere il mercato immobiliare sono anche gli investitori, il cui interesse, dopo un momentaneo appannamento in concomitanza con l’emergenza sanitaria della primavera, è tornato vivace per l’incertezza del mondo della finanza e dell’economia mondiale. Un mercato del credito a favore ha contribuito al loro ritorno.

Il motore della domanda sono gli affitti brevi

Una ricerca di Tecnocasa ha preso in esame proprio il segmento degli investitori nel mercato immobiliare, dove i piccoli tagli sono sempre stati la scelta privilegiata per chi decide di fare un acquisto con la finalità della messa a reddito.

Molti di questi investitori negli ultimi anni hanno infatti optato per gli affitti brevi, una modalità di locazione per cui il piccolo taglio, monolocale e bilocale, è risultata l’opportunità ottimale in termini di rendimento. Come accennato, con l’arrivo del Covid gli investitori hanno rallentato a causa del crollo del turismo e di lavoratori fuori sede e studenti per lo smart working e la DAD.

Il risveglio degli investitori nei mesi estivi

Infatti, spostando l’attenzione sulle compravendite realizzate per investimento, nei primi sei mesi del 2020 rispetto al 2019, nelle grandi città c’è stato un lieve calo: dal 24,9% al 24,7%. Questo, secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, spiegherebbe la contrazione della domanda di piccoli tagli a livello nazionale.

Ampliando tuttavia l’orizzonte temporale a nove mesi gli esperti hanno rilevato che gli acquisti per investimento si sono ripresi e, nelle grandi metropoli, sono passati dal 24,8% al 25%. La ripresa è per altro coincisa con i tre mesi estivi, all’indomani della fine del lockdown e del ritorno alla quasi normalità del Paese.

Attesa per capire l’impatto della seconda ondata

Sono variazioni decisamente contenute ma rendono l’idea di come questo target sia più sensibile alla pandemia. Ed è ancora più interessante notare come i cali maggiori di acquisti per investimento nei primi nove mesi dell’anno si siano avuti soprattutto nelle città del Nord, dove l’effetto del virus è stato più forte.

Sarà interessante analizzare i dati che emergeranno a inizio del 2021 per valutare gli effetti della seconda ondata. Le città in cui gli acquisti per investimento sono diminuiti di più sono Genova (da 17,8% a 16,6%), Milano (da 26,1% a 23,3%), Napoli (da 39,1% a 37,2%) e Verona (da 33% a 28,2%).

Il bilocale ‘corre’ a Torino, Milano e Roma

In tutte queste città il bilocale è risultato la tipologia più scelta da chi desidera fare un investimento. In particolare a Torino la preferenza ha coperto il 56,1% delle compravendite, a Milano il 51% e a Roma il 41,4%.

Lo studio di Tecnocasa (prendendo come base le zone centrali e una tipologia medio-usato) ha indicato i valori di un bilocale di 50 metri quadrati di alcune città italiane. Il più caro lo troviamo a Milano, con 392mila euro. Al secondo posto un appartamento di Roma (313mila euro), seguito da uno di Firenze (210mila), di Bologna (174mila) e Verona (142mila). Il più economico (79mila euro) lo troviamo a Palermo.

A cura di: Fernando Mancini

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