Dichiarazione dei redditi: ecco cosa indicare in merito alle locazioni brevi
La precompilata è uno strumento messo a punto dall'Agenzia delle Entrate per semplificare il processo di presentazione della dichiarazione dei redditi. L’Agenzia raccoglie dati fiscali relativi ai contribuenti da diverse fonti, come banche, enti previdenziali, aziende e operatori del settore sanitario.
Da alcuni giorni, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito Internet il modello precompilato per la dichiarazione dei redditi 2025, quindi relativo alle somme incassate nel corso del 2024.
Un passaggio che interessa - tra gli altri - coloro che hanno concesso la casa in locazione per brevi periodi, soggetti alla nuova normativa in vigore da quest’anno. Sono numerosi, infatti, gli italiani che hanno acquistato un immobile - anche ricorrendo a un mutuo casa - per sfruttare il boom dei turisti nella Penisola.
Spesso, si tratta di persone che svolgono un altro lavoro e hanno percorso questa strada per diversificare e accrescere le entrate. In altri casi, hanno addirittura rinunciato all’occupazione tradizionale per dedicarsi alla gestione degli immobili concessi in affitto ai turisti.
Come funziona la dichiarazione dei redditi pre compilata?
La precompilata è uno strumento messo a punto dall'Agenzia delle Entrate per semplificare il processo di presentazione della dichiarazione dei redditi. L’Agenzia raccoglie numerosi dati fiscali relativi ai contribuenti da diverse fonti, come banche, enti previdenziali, aziende e operatori del settore sanitario.
Queste informazioni includono redditi da lavoro dipendente, pensioni, interessi bancari, contributi previdenziali, spese mediche, e assicurazioni, tra gli altri. I contribuenti possono accedere alla loro dichiarazione precompilata attraverso l'area riservata sul sito dell'Agenzia delle Entrate. L'accesso richiede l'utilizzo di credenziali sicure, come SPID e CIE. Una volta riconosciuti, gli utenti possono verificare tutte le informazioni precompilate.
Se trovano incongruenze o mancanze, possono modificare o integrare i dati, inserendo, ad esempio, deduzioni specifiche o altri redditi. Effettuata la verifica, è possibile procedere all'invio telematico della dichiarazione direttamente attraverso il portale.
I vantaggi della precompilata e i controlli del Fisco
Oltre a semplificare la vita ai contribuenti, questa soluzione agevola i controlli fiscali da parte dell'Agenzia delle Entrate, poiché lavora con un set di dati uniforme e standardizzato. Inoltre, riduce i rischi di errori in merito alle detrazioni e deduzioni alle quali il contribuente ha diritto.
Negli ultimi tempi, il settore degli affitti brevi è finito nel mirino delle istituzioni, in quanto accusato di aver contribuito all’impennata dei costi delle locazioni. Un punto di vista respinto dai proprietari, alla luce del fatto che il settore si rivolge a un target differente rispetto alle locazioni tradizionali, ma questo non ha fermato il legislatore.
Così, dallo scorso anno l’aliquota del 21% sui guadagni è stata confermata solo relativamente al primo immobile concesso in locazione breve. Se altri immobili seguono la medesima destinazione, scatta l’aliquota al 26%, che è la medesima prevista - ad esempio - per le rendite finanziarie.
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Come correggere errori presenti nella precompilata
La precompilata raggrupperà i redditi in entrata attraverso i CIN, i nuovi codici identificativi che marchiano gli immobili e applicherà la tassazione più vantaggiosa, in presenza di più immobili, a quello con il canone più alto. A quel punto, tocca al proprietario confermare questa attribuzione oppure indicare quale soluzione è da assoggettare all’aliquota agevolata.
Nel momento in cui si accede alla precompilata, è opportuno verificare che tutti i ricavi e le spese siano documentati correttamente, quindi anche quelli relativi alla nuova disciplina delle locazioni per brevi periodi. In caso di errori, anche su questo versante è possibile procedere a correzione, per poi inviare la documentazione corretta in formato elettronico.
Stop dei giudici alle strette comunali
Intanto, sul fronte normativo va segnalata la pronuncia del Consiglio di Stato, che ha bocciato la stretta adottata dal Comune di Sirmione, in aggiunta a quanto già fissato dalla Regione Lombardia.
Nello specifico, i giudici hanno ricordato che l'attività di locazione turistica, esercitata in forma non imprenditoriale, stando alla legge regionale lombarda, non rientra nel raggio d'azione dei poteri di inibizione dei Comuni. Ovviamente la sentenza si applica al contesto al quale si rivolge, ma data l’autorevolezza del Consiglio di Stato, c’è da credere che farà giurisprudenza presso gli altri tribunali.
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| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
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| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Credem | 3,12% | € 428,10 | 3,50% |
| Crédit Agricole Italia | 3,20% | € 432,47 | 3,54% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
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