Casa: record dei mutui in essere nonostante il Covid
Grazie alle quotazioni basse e a tassi che continuano a girare sui minimi, l’ammontare dei mutui in circolazione ha toccato nel primo trimestre il nuovo massimo di 334,5 miliardi di euro. Sulla gran parte dello stock è stato applicato il tasso fisso.
La pandemia da coronavirus ha indubbiamente imposto un colpo di freno alla crescita del mercato immobiliare italiano, dopo che aveva messo a segno anche nel 2019 un consistente segno più. Ma l’emergenza sanitaria non ha congelato del tutto il desiderio dei risparmiatori di compare una casa, soprattutto in un momento in cui possono cogliere un’opportunità favorevole, come i prezzi ancora bassi e i tassi di interesse che continuano a girare da mesi attorno ai minimi storici. E così nel primo trimestre di quest’anno, secondo i dati diffusi da Banca d’Italia, è stato registrato il nuovo record storico degli stock dei mutui circolanti: 334,517 miliardi di euro, con un aumento di 1,5 miliardi rispetto alla fine del 2019.
+2,7% annuo le consistenze in circolazione
Fatto significativo, come rileva l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, è che il precedente record era stato aggiornato appena nel quarto trimestre dello scorso anno, a poco più di 333 miliardi di euro. Inoltre, altro aspetto che lascia ben sperare per la dinamica futura del mercato del credito, è costituito dal passo con il quale crescono le consistenze: è in linea con quanto rilevato nelle precedenti analisi, ovvero +2,7% su base annua e +0,35% su base trimestrale.
La ‘sicurezza’ del tasso fisso
Alla luce dei favorevoli tassi di mercato con i quali sono stati collocati i finanziamenti durante l’ultimo triennio, lo stock è in buona parte composto da finanziamenti a tasso fisso o variabile con CAP (che riconosce un tetto limite all’eventuale aumento dei tassi di interesse), il che presuppone un minor rischio sia in capo alle famiglie che in capo agli istituti eroganti. Questa fotografia trova conferma anche con quanto è emerso dall’ultimo Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, secondo cui nel mese di luglio gli italiani hanno continuato a preferire di gran lunga il tasso fisso (al 94,4% del totale delle richieste, base trimestrale) nelle loro operazioni di compravendita.
Attesi primi effetti della pandemia sul mercato
Cosa dobbiamo ora aspettarci per i prossimi mesi? Si sta delineando, secondo gli esperti dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, “uno scenario poco favorevole al proseguimento della crescita del credito alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione”, una crescita che per altro prosegue ininterrottamente dal settembre 2015. Tuttavia, stimano, “il molto probabile rallentamento dei nuovi mutui erogati che verrà registrato con le prossime rilevazioni, logica conseguenza del blocco operativo causa coronavirus, impatterà spingendo al ribasso gli stock di mutuo circolante e potremmo andare incontro a un momentaneo rallentamento”.
Le incognite smart working e didattica via rete
Altri analisti mettono in conto anche un possibile calo delle quotazioni, più pronunciato per le abitazioni tradizionali e meno per quelle di prestigio o di nuova costruzione (che presentano standard ambientali elevati). Non di meno, altri invitano a monitorare con attenzione quello che succederà (a breve e a lungo termine) a settori che sono stati ‘sconvolti’ dal Covid-19, quali le abitazioni per studenti (a causa della didattica a distanza), degli uffici (smart working) e degli alberghi.
La Lombardia copre il 24,5% dei mutui in circolazione
Guardando al grafico con l’andamento dello stock mutui dal secondo trimestre 2018 e la distribuzione per regione delle consistenze registrate nel primo trimestre 2020, emerge (da un’elaborazione dell’Ufficio Studi Tecnocasa) che lo stock di mutui in essere più elevato è in Lombardia (82,12 miliardi, pari al 24,5% del totale), seguita a distanza da Lazio (44,61 miliardi, 13,3%), Veneto (29,66 miliardi, 8,9%) ed Emilia Romagna (29,15 miliardi, 8,7%). Chiudono la classifica Valle d’Aosta e Molise, rispettivamente 582 milioni e 740 milioni in essere.
I dati del Notariato, +4,76% le compravendite nel 2019
I dati diffusi dal Consiglio Nazionale del Notariato testimoniano il buon andamento registrato dal mercato immobiliare italiano nel 2019: il capitale complessivo erogato dalle banche per mutui ipotecari è stato di 63,7 miliardi di euro. L’anno ha segnato anche una crescita delle compravendite immobiliari del 4,76% (853.247 registrazioni), con una particolare accelerazione nel secondo semestre. Il prezzo medio per la vendita della prima casa tra privati è di 110mila euro circa, mentre è decisamente più alto per le compravendite di prime case tra imprese (118mila-210mila euro). Solo 3.614 immobili abitativi hanno superato il prezzo di 1 milione di euro, e di questi 2.015 sono stati acquistati come seconda casa direttamente dalle imprese.
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