Casa: il nuovo trascina al rialzo l’usato
Si conferma il momento favorevole del mercato immobiliare, con le case nuove che rappresentano l’input più di rilievo, grazie alla qualità dei servizi e al risparmio energetico promessi. Sulla scia, secondo l’analisti di Tecnocasa, si muove anche l’usato, favorito dagli incentivi pubblici.
Il mercato immobiliare italiano è ben impostato, grazie all’effetto locomotiva esercitato dalle nuove case: un segmento sempre più apprezzato all’indomani dell’esperienza che il Paese ha fatto nei lunghi lockdown. Non solo, la possibilità di risparmiare sotto il profilo energetico, assicurata dalle nuove abitazioni, sta portando a un rinnovato interesse verso tutti quegli immobili costruiti con criteri tecnologici avanzati.
A questo aspetto si aggiunge il desiderio delle famiglie di avere spazi esterni, che sono più facilmente reperibili nelle nuove costruzioni, ancora di più nell’hinterland. Fattori che hanno messo in moto molti nuovi cantieri, anche se negli ultimi anni i prezzi delle case nuove hanno ripiegato (-19,7% negli ultimi dieci anni), ma molto meno delle tipologie usate (-24,7%).
Gli incentivi stimolano la domanda del vecchio
Nel 2021 le compravendite di nuova costruzione realizzate tramite le agenzie affiliate a Tecnocasa, pari al 13,9% del totale, hanno avuto come finalità l’abitazione principale (82,8%) e riguardato soprattutto i potenziali acquirenti fino a 44 anni di età.
La qualità immobiliare di queste case, secondo l’analisi, determina una minore trattativa sul prezzo (pari al 6,4%). Le case usate, i cui prezzi sono arretrati di più, stanno però sperimentando una riscoperta grazie agli incentivi per le ristrutturazioni, che hanno avuto un ulteriore impulso dal Superbonus 110% (che sta funzionando soprattutto sulle soluzioni indipendenti e sta portando al rifacimento di molti condomini). Si tratta della parte principale del patrimonio abitativo, come segnala il fatto che l’86,1% delle vendite rientra nel target.
La necessità di riqualificazione abbassa il prezzo dell’offerta
Lo spaccato delle compravendite censite dallo studio rivela che il 75,7% delle soluzioni usate siano acquistate come abitazione principale e la restante parte come forma di investimento, inclusa la casa vacanza, grazie naturalmente a un prezzo più contenuto.
Al riguardo gli esperti fanno notare che la necessità, quasi sempre, di realizzare investimenti di riqualificazione determina un ribasso maggiore delle quotazioni in fase di trattativa (pari all’8,4%). Tuttavia, è soprattutto l’attenzione dei potenziali acquirenti per il nuovo che sta vivacizzando il mercato. Le nuove esigenze delineatesi post covid hanno infatti già indirizzato i costruttori verso un nuovo modo di realizzare le case, tenendo conto ancora di più della qualità e del benessere di chi ci abita e spesso ci lavora, puntando sull’ottimizzazione degli spazi.
Come saranno le nuove costruzioni
Già nella progettazione, spiega Daniele Veneri, ingegnere de La Ducale, emerge l’esigenza di arrivare a soluzioni che sfruttino al meglio la superficie disponibile, a balconi e terrazzi più ampi. Non solo, nei nuovi immobili sono previsti spazi condominiali in cui svolgere attività di coworking, con idonee protezioni e distanziamenti e con una connessione wifi e fisica dedicata. Senza contare l’aspetto del risparmio energetico, che riveste la massima importanza in tutte le nuove costruzioni e l’utilizzo di materie prime della massima qualità. Su questo ultimo punto sta incidendo in modo significativo il generale rincaro delle commodity e, in molti casi, la scarsa reperibilità: dal cemento al ferro, dalle materie plastiche al legno. Aspetti che rischiano di mettere in crisi i programmi dei costruttori e della filiera dell’edilizia.
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