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Casa e incentivi: così la manovra di Bilancio cambia le priorità

È l’ora di pesare pro e contro di ciascun incentivo, senza più dare per scontato che il Superbonus 110% batta per convenienza le vecchie facilitazioni. Una volta che il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra di Bilancio, si può avere un quadro più completo delle misure.

08/11/2021
Incentivi e bonus previsti per le abitazioni

È l’ora di pesare pro e contro di ciascun incentivo, senza più dare per scontato che il Superbonus 110% batta per convenienza le vecchie facilitazioni. Una volta che il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra di Bilancio, e in attesa che dal Parlamento arrivi la parola definitiva, si può avere un quadro più completo delle misure che entreranno in funzione nel 2022, così da poter scegliere con cognizione di causa.

I ritocchi dell’ultimo minuto

Dopo settimane di mediazione, tra la volontà di sostenere la ripresa dei consumi da parte delle famiglie e di rilanciare un settore cruciale per tutta l’economia nazionale come l’edilizia e la necessità di far quadrare i conti pubblici, si è deciso di rinnovare la possibilità di ricorrere a sconto in fattura o cessione del credito anche nel caso dei lavori che comportano la detrazione del 50% o quella del 65%. Il Governo era orientato a lasciare queste opzioni solo per il Superbonus, ma poi ha cambiato rotta, preoccupato dalla capacità di tenuta complessiva della manovra dinanzi al Parlamento.

La conferma di questi meccanismi punta anche ad attenuare l’effetto regressivo dei bonus, che sono sfruttabili con le detrazioni solo da ha liquidità a sufficienza per sostenere i costi iniziali e la capienza Irpef per scontare poi l’incentivo dalle imposte.

Il bonus facciate viene confermato, anche se soltanto per il 2022 (ma l’esperienza passata ha insegnato che spesso i bonus casa che nascono come temporanei, poi vengono prorogati di anno in anno), ma passa dal 90% al 60%.

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Bonus calanti

Il Superbonus 110%, al quale si può ricorrere a valle della realizzazione di lavori che garantiscono un miglioramento di almeno due classi energetiche, viene confermato per il 2022 e il 2023, alla luce di due considerazioni: la difficoltà di decollo del bonus, considerato che per molti casi i contorni della sua applicazione sono rimasti fumosi; il boom di richieste attuali, che sta creando lunghe file di attesa (in molti centri mancano i ponteggi) e quindi comporterà tempistiche più lunghe per la realizzazione dei lavori.

Le aziende del settore chiedevano la stabilizzazione del Superbonus, ma il Governo ha fatto notare che questo avrebbe rischiato di costare troppo al bilancio statale. Così alla fine si è deciso che nel 2024 la detrazione scenderà al 70% e nel 2025 al 65%. Tagli importanti che mettono seriamente a rischio il ricorso a questo strumento da parte delle famiglie, considerato che il gioco potrebbe non valere la candela, data la complessità delle procedure richieste.

Il CdM che ha approvato la manovra di Bilancio non ha invece riservato novità sul Superbonus per le case indipendenti: viene prevista una mini-proroga al 31 dicembre 2022, come ampiamente previsto.

Il vecchio torna di moda

Tirando le fila, i vecchi bonus ristrutturazione sembrano destinati a tornare in auge. Infatti, anche se meno generosi del Superbonus, presentano il vantaggio di poter incassare subito gli sgravi e di dover fare i conti con una burocrazia molto meno complessa. Un recupero di convenienza del vecchio rispetto al nuovo che presumibilmente accelererà man mano che il Superbonus verrà ridotto. A maggior ragione se verranno confermate le previsioni di limitarne la soglia Isee.

A completare il quadro, la conferma del bonus mobili, che si attiva solo se l'immobile per il quale si fanno gli acquisti è interessato da interventi di ristrutturazione, anche se con una riduzione dello sconto: era al 50% fino a 16mila euro di spesa (anche per acquisto anche di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+) e ora scende a un massimo di 5mila euro. Gli interventi di ristrutturazione possono essere iniziati nell'anno precedente a quello di acquisto e non dipendono dall'ammontare della spesa di ristrutturazione.

Infine viene confermato il bonus giardini, che ammonta al 36% della spesa, fino a un massimo di 5mila euro di spesa.

A cura di: Luigi dell'Olio

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