Box e posti auto: prezzi e compravendite in ripresa
Nella maggior parte dei casi le transazioni riguardano le compravendite di box; si opta per la locazione con una frequenza più bassa. Chi compra un box principalmente lo fa per necessità e per un uso proprio; in altri casi l'acquisto viene fatto per motivi di investimento.
Dopo la fase di stallo, causata dall'emergenza coronavirus e dalle restrizioni imposte dal Governo, il 2021 è stato un anno di ripresa per il mercato immobiliare. E a dare un segnale di recupero è stato sicuramente anche il comparto dei box e dei posti auto. A rivelarlo è l’ultima analisi effettuata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, secondo cui nei primi 6 mesi dello scorso anno i prezzi dei box nelle grandi città sono aumentati dello 0,5%. Stabile, invece, il costo dei posti auto.
Sulla stessa lunghezza d’onda vi sono i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate riguardanti le compravendite effettuate nei primi nove mesi del 2021. Dal report emerge, infatti, che gli scambi dei box siano cresciuti del 41,9% a livello nazionale e del 39% nelle grandi città. L’incremento è notevole anche se si guarda ai numeri diffusi nel 2019 quando la pandemia non aveva ancora rivoluzionato le nostre vite e l’intera economia.
Nella città di Bologna i prezzi dei box sono aumentati del 3,7% nei primi sei mesi del 2021 rispetto al secondo semestre 2020. La variazione dei prezzi dei posti auto è, invece, pari all’1,8% mettendo a confronto sempre il primo semestre 2021 con il secondo semestre 2020. La variazione percentuale dei prezzi è pari allo 0,9% per i box auto nelle città di Roma e Verona. Rispettivamente, nel primo semestre 2021 rispetto al secondo semestre 2020, i prezzi dei posti auto sono aumentati dello 0,3% e dello 0,0%.
Secondo i dati di Tecnocasa, il 73% delle transazioni ha fatto riferimento alle compravendite di box, mentre il 27% alla locazione di box. I numeri sono cambiati rispetto al 2020, quando il 68,2% delle operazioni erano finalizzate all’acquisto dei box e il 31,8% erano transazioni per la locazione.
Così come per gli immobili, anche le operazioni riguardanti i box sono andate ad aumentare nel corso dell’anno appena trascorso. Si registra una crescita del 4,8% sul 2020, anno in cui box e i posti auto hanno ceduto invece valore. All’epoca il calo è stato rispettivamente dello 0,8% e dell’1,5%. Un trend di pari passo con quello del segmento delle abitazioni.
Chi compra un box principalmente lo fa per necessità e per farne uso. Parliamo del 55,9% degli acquirenti che porta a termine la transazione per un uso personale del locale. Una buona fetta del campione esaminato, però, lo mette anche a reddito. In questo caso parliamo del 44,1%. I rendimenti sono ottimi.
Prima di comprare un box per la propria auto è sempre bene andare di persona sul posto ed effettuare le giuste verifiche. È bene controllare la grandezza rispetto all’annuncio di vendita e valutare la possibilità di parcheggiare una o più auto o magari un’auto più un motorino.
Un altro aspetto importante da considerare è quello di natura fiscale.
È possibile, infatti, richiedere la detrazione per box auto al 50% se si affrontano spese per:
- acquisto di box o posti auto pertinenziali di nuova costruzione;
- riparazioni e sostituzione di parti e/o elementi con caratteristiche diverse da quelle presenti su box già esistenti;
- costruzione di garage o posti auto pertinenziali, anche in caso di proprietà comune, per esempio in condominio.
L’agevolazione, che vale per box auto interrati o fuori terra, posti auto coperti o scoperti e garage, non spetta quando si effettuano semplici interventi di manutenzione ordinaria, come ad esempio la tinteggiatura di una parete. La detrazione tocca quando il box auto rientra tra le pertinenze dell’immobile. L’importo massimo detraibile è di 96mila euro; la detrazione viene suddivisa in 10 rate annuali dello stesso importo. Le spese effettuate devono essere documentate ed effettuate con strumenti tracciabili, come il bonifico bancario.
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