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Boom di cantine e soffitte

Il mercato delle abitazioni chiude bene l'ultimo trimestre del 2020, dopo la crisi registrata a causa della pandemia e delle misure di contenimento adottate dal Governo. Bene anche il mercato non residenziale. Sono questi i dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate.

18/03/2021

Non ci sono solo le case nella testa degli italiani. Nel 2020 è cresciuta la propensione ad acquistare, insieme a un appartamento, uno spazio pertinenziale. Durante lo scorso anno abbiamo assistito, infatti, ad un vero e proprio boom di cantine e soffitte: l’aumento di compravendite di tali soluzioni è stato pari al 48,3%. Un incremento notevole è stato registrato nelle zone del Nord-Ovest dove la percentuale è stata pari al 71,2%; nelle aree nel Nord-Est (56,4%) e del Centro (42,8%).

Buona performance, poi, per i box e per i posti auto, che hanno messo a segno una crescita pari all’11,1%. Già nel trimestre precedente era stata registrata una timida ripresa (+4,3%). A scattare questa fotografia è l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Circa 15mila abitazioni in più scambiate

Lo studio, relativo al mercato immobiliare, accende i riflettori sull’andamento delle compravendite in Italia. Dopo la crisi vissuta nei primi due trimestri del 2020 a causa dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento che sono state messe in atto per far fronte ai contagi, l’ultimo trimestre dell’anno chiude con un +8,8%. Risultati positivi, inoltre, per il mercato non residenziale: nel periodo ottobre-dicembre 2020 si assiste ad una crescita totale del settore pari al 12,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nell’ultimo trimestre del 2020, secondo l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, sono state quasi 15mila in più le case compravendute rispetto allo stesso periodo del 2019. Parliamo di 183.381 unità scambiate in totale. L’incremento risulta più marcato nei Comuni minori (+11,8%) rispetto ai Comuni capoluogo (+2,9%).

A piazzarsi sul podio, tra le grandi città, ci sono Roma (+7,9%) e Genova (+8,4%). Restano, invece, stabili gli scambi a Palermo, Napoli e Torino. Il discorso cambia per le città di Milano, Bologna e Firenze dove le compravendite sono ancora inferiori rispetto a quelle effettuate a fine 2019. Le perdite, però, risultano più attutite: il tasso negativo non è più a due cifre. A registrare i principali picchi di incremento è soprattutto il Centro, incoraggiato dalle compravendite nei Comuni minori (+16,8%), ma anche dall’aumento dei volumi di compravendita nei Comuni capoluogo (+6,9%).

Secondo un’indagine realizzata da Banca d’Italia, Tecnoborsa e OMI- Agenzia delle Entrate, condotta trimestralmente presso un campione di agenti immobiliari, nel quarto trimestre del 2020, il 46,2 per cento dei potenziali acquirenti intendeva acquistare una prima casa per sé o per i propri familiari; il 32,9% voleva cambiare abitazione e il 15,8% ricercava una seconda casa a fini di investimento.

Dal sondaggio emerge che la quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è al 73,8 per cento. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile resta elevato e pari al 76,7%. L’indagine rivela, poi, che è aumentata la superficie media degli immobili intermediati: il 56,4 per cento ha una metratura compresa fra 80 e 140 metri quadrati, mentre per il 37,8% la superficie è inferiore agli 80 metri quadrati.

A crescere lievemente rispetto allo scorso trimestre è lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore. La percentuale è pari all’11,3 per cento rispetto al 10,9 della precedente rilevazione. I tempi di vendita sono rimasti sostanzialmente stabili a 7,5 mesi.

Più compravendite di uffici e studi

Nell’ultimo periodo del 2020 ad avere un risultato positivo è stato anche il mercato non residenziale, che già aveva registrato un incremento pari al +5,4% nel periodo luglio-settembre 2020. L’incremento è pari al 12,1% nell’ultimo trimestre dell’anno e si tratta del balzo in avanti più alto negli ultimi quattro anni.

L’Osservatorio rivela che le compravendite di uffici e studi privati sono state 3.764 (+8,1%), quelle di negozi e laboratori 9.581 (+2,2%), quelle di depositi commerciali e autorimesse 20.112 (+20,4%). Non viaggia sulla stessa lunghezza d’onda il quarto gruppo, che comprende edifici commerciali, alberghi, pensioni, istituti di credito ed uffici pubblici: questo segmento ha totalizzato 1.713 scambi (-5,1%). Il settore produttivo, formato in prevalenza da capannoni e industrie, ha raggiunto il primo segno positivo del 2020 (+9,3%). Un risultato importante dopo le perdite consistenti degli altri tre trimestri.

A cura di: Tiziana Casciaro

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