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Bonus edilizi: boom di assemblee condominiali, ma con incognite

Basta girare per le strade di una qualsiasi città italiana, piccola o grande che sia, per rendersi conto del fiorire di lavori per le ristrutturazioni edilizie. E si tratta solo della punta dell’iceberg, considerato quanti condomini si trovino in lista d’attesa per l’avvio dei lavori.

23/11/2021
Inormazioni sui bonus edilizi

Basta girare per le strade di una qualsiasi città italiana, piccola o grande che sia, per rendersi conto del fiorire di lavori per le ristrutturazioni edilizie. E si tratta solo della punta dell’iceberg, considerato quanti condomini siano in lista d’attesa per l’avvio dei lavori, dato che il boom di richieste ha reso particolarmente complicato trovare i ponteggi. Con il risultato che in alcuni casi occorre attendere anche cinque o sei mesi per l’apertura del cantiere.

Insomma, l’interesse c’è e lo scenario promette di migliorare l’estetica delle città italiane, ma ora è spuntato un intoppo che rischia, se non proprio di mandare a monte i piani, quanto meno di rallentare i lavori.

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Nuove incertezze

Tutto nasce dal Dl Antifrode, entrato in vigore il 12 novembre e scritto in tempi rapidissimi per frenare i raggiri che l’Agenzia delle Entrate ha stimato in almeno un miliardo di euro su 12 miliardi di lavori avviati. Il governo Draghi, su sollecitazione dell’Agenzia, ha così introdotto l’obbligo del visto di conformità, fino a quel momento previsto per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche nel caso in cui il Superbonus 110% venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Il medesimo obbligo viene inoltre esteso anche al caso di cessione del credito o sconto in fattura sulle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi dal Superbonus al 110%, come nel caso dell’ecobonus o del bonus facciate. Un’altra novità prevista dal decreto è la fissazione del principio di congruità dei prezzi, relativamente ai costi per singoli lavori e prodotti praticamente in un determinato territorio. A questo proposito, si attende un decreto del ministero dello Sviluppo economico che dovrà fissare i parametri. Nell’attesa, chi deve avviare i lavori si trova in una condizione di profonda incertezza. Il decreto disciplina inoltre l’attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate (vedi art.3 ndr.), rafforzandone i poteri, così come già previsto per ciò che riguarda il recupero delle imposte dirette e dell’Iva disciplinati.

Aspetti da chiarire

Proprio i controlli rafforzati da parte delle Entrate stanno creando preoccupazione tra i condomini, soprattutto quelli di medie e grandi dimensioni, per il timore che una lettura restrittiva delle norme da parte dei funzionari possa mettere in forse l’accesso ai crediti. Una possibilità, quest’ultima, che nella stragrande maggioranza dei casi è stata decisiva per spingere le assemblee a dare il via libera ai lavori.

Può accadere, ad esempio, che gli stati di avanzamento lavori vengano giudicati in regola, mentre emerga uno scostamento dal prezzario, con il conseguente abbassamento della soglia ammessa a detrazione.

A quel punto come comportarsi con le delibere già approvate? Per i condomini che invece devono ancora decidere, è il caso di fermarsi in attesa che vengano pubblicati i prezzari? Insomma siamo in presenza di una situazione non proprio piacevole. Se i lavori non sono ancora partiti, gli esiti delle verifiche possono ancora condurre a un ripensamento. Ma questo, considerando che probabilmente una serie di professionisti hanno già prodotto studi di fattibilità, verifiche urbanistiche o addirittura progetti, implica sicuramente una spesa.

Inoltre occorrerà valutare le conseguenze del recesso dal contratto d’appalto: se non c’è una soluzione amichevole, i costi potrebbero rivelarsi pesanti, a fronte del fatto che il lavoro poi non venga fatto. Tanto che in giro si sente di molti condomini orientati a convocare una nuova assemblea per approfondire la situazione. Anche perché le nuove norme non escludono la responsabilità penale qualora emerga una consapevole complicità dei condòmini nell’accettare un preventivo gonfiato.

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Responsabilità dei professionisti

A essere preoccupati non solo i proprietari di casa, ma anche i professionisti, con il Dl Antifrode che prevede la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari, in relazione al pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione, maggiorato degli interessi.

Fuori dalle ipotesi di concorso, i fornitori e i cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto. Non costituisce una novità, ma anche c’è anche la possibile responsabilità per i tecnici che rilasciano il visto di conformità (obbligo ora esteso dal Dl Antifrode a ulteriori fattispecie), con sanzioni amministrative nel caso di infedeltà vanno da 258 a 2.582 euro.

A cura di: Luigi dell'Olio

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