Bonus casa: arriva la stretta sui controlli
L’obiettivo è minimizzare il rischio di truffe, considerato anche che le misure hanno un peso non irrilevante sui conti pubblici. Il governo italiano ha annunciato controlli più stringenti sul possesso dei requisiti per accedere ai bonus casa. Il discorso vale soprattutto per il Superbonus 110%.
L’obiettivo è minimizzare il rischio di truffe, considerato per altro che le misure hanno un peso non irrilevante sui conti pubblici. Il governo italiano ha annunciato controlli più stringenti sul possesso dei requisiti per accedere ai bonus casa.
Il discorso vale soprattutto per il Superbonus 110%, che garantisce una detrazione addirittura superiore alla somma spesa per i lavori di ristrutturazione che assicurino all’immobile un miglioramento di almeno due classi energetiche.
Truffe diffuse
Secondo quanto rilevato dall’Agenzia delle Entrate, a un anno dall’introduzione del Superbonus, sono state scoperte operazioni fraudolente, che hanno generato 800 milioni di crediti inesistenti. Considerato che i controlli sono a campione, le dimensioni del fenomeno sono molto più vaste. E non dimentichiamo che finora sono state poche le procedure avviate, dato che fino a pochi mesi fa non erano del tutto chiari i contorni della normativa.
La situazione è ancora più preoccupante se si considera che spesso sono stati coinvolti in queste truffe cittadini inconsapevoli, che si sono ritrovati nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite. La maggior parte delle irregolarità ha riguardato cessioni di crediti inesistenti perché riferite a interventi edilizi mai effettuati.
I crediti fittizi solitamente sono soggetti a una serie di passaggi, nell’intento di eludere i controlli, fino alla cessione a intermediari finanziari che li monetizzano, presumibilmente dividendo l’esito della truffa con gli altri personaggi coinvolti. Procedure a tal punto complesse da lasciare immaginare un ricorso massiccio a esperti di contabilità e finanza.
Per altro, l’azione sanzionatoria è limitata. Per legge il recupero del credito può essere fatto nei confronti del primo cedente, e quindi del cittadino che commissiona gli interventi, e non presso l’intermediario finanziario che ha messo in atto l’operazione. Proprio per questo è bene prestare attenzione a quello che si firma quando vengono proposte tali operazioni.
Così, i tecnici del ministero dell’Economia lavorano a norme per incrociare i dati sulle fatture con quelli dei flussi bancari degli operatori, e per limitare la possibilità di utilizzare i due strumenti a una serie di operatori qualificati.
Più flessibilità per le unifamiliari
Intanto, il via libera alla Manovra di Bilancio 2022 arrivato dal governo non ha messo la parola fine sui cambiamenti relativi ai bonus. Ora che il testo è nelle mani del Parlamento hanno ripreso vigore le ipotesi di ritocchi agli incentivi. In particolare, va prendendo copo l’ipotesi di una proroga del Superbonus per le abitazioni unifamiliari a vantaggio di chi presenterà entro il 1° marzo 2022 la comunicazione di inizio lavori o raggiungerà il 60% dei lavori entro i primi sei mesi dell’anno.
Il testo finale dovrà essere una sintesi tra l’esigenza di dar vita a una via d’uscita progressiva dall’incentivo fiscale e quella di mantenere i saldi di finanza pubblica sulla linea prefissata dai documenti di programmazione già approvati. Secondo i primi calcoli, le ipotesi che si stanno confrontando sui tavoli tecnici avrebbero costi contenuti, inferiori ai 200 milioni di euro: e su questa base c’è anche all’interno del governo chi confida che alla fine il vincolo potrebbe essere anche più morbido, e offrire il Superbonus a chi completa almeno il 30% dei lavori entro giugno.
Resta poi da capire che ne sarà del tetto Isee, eliminato dal Governo come condizione d’accesso al bonus, ma verso il quale si orientano favorevolmente molte delle forze che compongono il Parlamento.
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