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Blocco degli sfratti, attesa per la decisione della Consulta

A giorni la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità della misura adottata dal Governo Conte allo scoppio della pandemia di Coronavirus. Una decisione attesa con ansia sia dai proprietari di casa, sia dai locatari in difficoltà con il pagamento delle rate.

21/10/2021
Blocco degli sfratti: atteso parere della Corte Costituzionale

La sentenza in arrivo a giorni promette di fissare il punto finale sul blocco degli sfratti disposto dal Governo Conte subito dopo lo scoppio della pandemia di Coronavirus. Una misura eccezionale per una situazione fuori dall’ordinario, sulla cui legittimità costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi la Corte Costituzionale. Dunque, manca poco e poi proprietari di casa e locatari in difficoltà nel pagamento dell’affitto riceveranno una parola chiara in merito.

Lo scenario

A partire dallo scorso luglio è stata riaperta la possibilità di sfrattare gli inquilini morosi, ma con forti limitazioni. In primo luogo lo sblocco riguarda solo i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio al 30 settembre 2020, mentre per quelli successivi bisognerà attendere la fine di quest’anno. inoltre le procedure proseguono molto a rilento e tra burocrazia, convocazione degli avvocati e interventi degli ufficiali giudiziari e delle forze dell’ordine, le richieste di esecuzione che hanno trovato risposta effettiva sono ancora poche.

Diverse fonti stimano l’arretrato in circa 80-100mila casi.

Per i proprietari che hanno dato in locazione un proprio immobile e da tempo non ricevono gli affitti non resta allora che sperare nella sentenza della Consulta, chiamata a giudicare sulla legittimità costituzionale della legge che ha introdotto un anno e mezzo fa il blocco degli sfratti.

Legittimità in forse

La questione è stata sollevata dal Tribunale di Trieste su sollecitazione di Confedilizia e la sentenza è attesa a giorni. In particolare, i dubbi sollevati dal giudice riguardano anche la violazione dei presupposti di necessità e di urgenza e il contrasto con la tutela del diritto di proprietà. A questa richiesta si è affiancata quella avanzata dal giudice delle esecuzioni immobiliari del tribunale di Savona, il quale ha esteso le medesime questioni di legittimità alle misure in materia di sfratti contenute nel decreto legge del 22 marzo 2021, affermando che le norme censurate sarebbero in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione, sia sotto il profilo della disparità di trattamento, sia sotto quello della ragionevolezza.

I precedenti giurisprudenziali

Dalla confederazione dei proprietari esprimono un cauto ottimismo, ricordando che a luglio la stessa Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la legge che congelava i pignoramenti delle prime case a seguito dell’esplosione della pandemia. Nell’occasione la Consulta ha ricordato che la sospensione delle procedure esecutive deve costituire un evento eccezionale, giustificato da particolari esigenze transitorie e comunque limitato a un ristretto arco temporaneo. Inoltre ha sottolineato che occorre considerare anche gli altri valori costituzionali, come l’equilibrio tra tutela del debitore e del creditore.

Trattandosi di un provvedimento legato al blocco degli sfratti, c’è la sensazione che l’orientamento della suprema corte sarà confermato nell’altra vicenda.

Niente Imu per i proprietari

Intanto, per allievare la situazione dei proprietari di immobili, il decreto Sostegni-bis ha introdotto l’esenzione dal pagamento dell’Imu relativamente agli immobili sui quali pende la richiesta di sfratto. La procedura non è automatica, bensì si attiva tramite apposita domanda al Comune in cui è ubicato l’immobile.

La richiesta deve contenere, oltre ai dati identificativi del contribuente e dell'immobile: la dichiarazione del possesso, la sua concessione in locazione; gli estremi del provvedimento con cui è stata ottenuta una convalida di sfratto per morosità e l'importo di cui si chiede il rimborso.

Dato che il decreto è stato convertito in legge dopo il 16 giugno, è previsto il diritto al rimborso della prima rata versata o dell’intero importo per chi avesse pagato in un’unica soluzione.

A cura di: Luigi dell'Olio

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