Abitazioni indipendenti, aumentano gli acquisti per investimento
Agriturismi e B&B: la richiesta continua ad essere molto alta in Italia. Chi compra, per motivi di investimento, soluzioni indipendenti e semindipendenti nel nostro Paese lo fa soprattutto per realizzare strutture ricettive. A muoversi in questo mercato sono maggiormente gli under 45.
Le soluzioni indipendenti e semindipendenti vengono scelte nella maggioranza dei casi come abitazione principale. Il 78,1% di queste compravendite viene effettuato, infatti, da chi ha intenzione di vivere all’interno di questi appartamenti che hanno riscosso un forte successo dopo la pandemia.
Ma un dato interessante emerso nel corso del 2023 è anche l’aumento di acquisti di ville e villette per motivi di investimento. Tali transazioni rappresentano, infatti, il 12,2% delle compravendite, percentuale in rialzo rispetto al passato. Nel primo semestre 2019, prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19, le compravendite di abitazioni indipendenti per motivi di investimento si attestavano intorno all’11%. Oggi, invece, sempre più italiani decidono di realizzare strutture ricettive, come agriturismi e B&B, all’interno di ville o rustici. Solo nel 9,7% dei casi questi immobili vengono comprati per essere adibiti come propria casa vacanza. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, che ha rilevato che nei primi sei mesi del 2023 il 20,6% delle compravendite ha riguardato soluzioni indipendenti e semindipendenti.
Subito dopo il lockdown le famiglie hanno manifestato un maggiore interesse per tagli più grandi e per immobili dotati di giardini, balconi e terrazzi. Un trend che tuttora è evidente, anche se con livelli più bassi rispetto al 2021 quando sono arrivate a coprire il 22,1% del campione esaminato.
Quali sono i tagli più ricercati di queste soluzioni?
Dallo studio emerge che i tagli più ricercati in Italia, per quanto riguarda le soluzioni indipendenti e semindipendenti, sono quelli compresi tra 101 e 150 metri quadrati. Questi immobili rappresentano il 28,3% delle compravendite. Si piazzano al secondo posto le soluzioni con ampiezza compresa tra 151 e 200 metri quadri: questi tagli coprono il 22,2% delle transazioni. Sul podio, al terzo posto, le abitazioni con metratura compresa tra 51 e 100 metri quadrati con una percentuale del 21,9%.
Si scende all’11,6% per le soluzioni indipendenti e semindipendenti con metratura tra i 201 e i 250 metri quadrati. Gli immobili di oltre 300 metri quadrati compongono il 7,2% delle compravendite, mentre quelli tra 251 e 300 metri quadrati rappresentano il 5,7% delle transazioni. Si piazzano all’ultimo posto le soluzioni indipendenti e semindipendenti con metratura fino a 50 metri quadrati: questi tagli compongono solo il 3,0% delle compravendite effettuate nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2023.
Nel corso del 2023 si è registrato un calo di acquisti di immobili in classi energetiche elevate, complice anche l’assenza di offerta. Solo il 5,8% di abitazioni indipendenti, comprate nel primo semestre 2023, presenta infatti una classe energetica elevata: A e B. Il 15,6% di questi immobili si trova in classi intermedie (C, D, E), mentre la maggioranza è caratterizzata ancora da una classe energetica bassa (F e G): la percentuale sale in questi casi al 78,6%.
Chi acquista le abitazioni indipendenti in Italia?
L’indagine traccia anche un identikit di chi risulta più attivo sul mercato delle soluzioni indipendenti e semindipendenti in Italia. Il 32,0% degli acquirenti ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni; il 24,1% ha tra i 18 e i 34 anni e il 23,0% si posiziona nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni. Coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni coprono solo il 14,2% del campione esaminato, mentre gli over 65 si collocano all’ultimo posto con il 6,8%. Rispetto al 2022 si registra un maggiore interesse per questi tagli da parte degli over 55, mentre calano gli acquisti effettuati da chi ha meno di 34 anni.
Le soluzioni indipendenti vengono comprate soprattutto da famiglie, che rappresentano il 79,6% degli acquirenti, mentre i single coprono il 20,4% del totale. In passato questa percentuale non andava oltre il 17%. Tali abitazioni vengono comprate senza il supporto di un mutuo nel 50,7% dei casi, mentre il 49,3% delle compravendite avviene grazie al ricorso al credito.
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