Usura

Col termine usura, si indica una pratica illegale che consiste nel concedere finanziamenti applicando percentuali di interesse superiori a quanto consentito dalla legge. La normativa che regola l’argomento è la Legge 108/96, attraverso la quale si stabiliscono le soglie massime, da non raggiungere o superare, entro cui gli interessi applicati ad un finanziamento o altro prodotto di credito devono stare. Ne deriva che gli istituti di credito nel concedere mutui, prestiti personali, cessioni del quinto, ma anche leasing, factoring e altri finanziamenti, devono applicare interessi inferiori alla soglia prevista.

Questa normativa ha permesso di elevare le pene per chi si macchi del delitto di usura e ha creato garanzie per le vittime, che nel caso in cui possano dimostrare di aver stipulato finanziamenti a tassi usurari, godono del diritto di non corrispondere più alcun interesse ed ottenere la restituzione degli interessi già versati.

L’applicazione di interessi esosi, che nel caso dei privati che svolgono attività illegale di usura, possono arrivare addirittura a oltre il 400%, pone il debitore in una condizione di massima fragilità e dipendenza dal creditore. Non sono pochi i casi di cronaca che riportano storie di situazioni ad alto rischio anche per ciò che riguarda l’incolumità personale di chi ha chiesto il denaro in prestito.

Le soglie d'usura, calcolate in base alla Legge 108/96 e al DL 70/2011 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e pubblicate da Banca d'Italia, fanno riferimento a singole categorie di operazioni e hanno validità trimestrale.

La legge 108/96 prevede inoltre il reato di mediazione usuraria nel caso in cui gli oneri sostenuti "avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria". 

Si tratta di una ipotesi non facilmente dimostrabile, per la quale la legge non stabilisce soglie massime per i costi di mediazione ma che costituisce comunque un argine all'ammontare degli oneri a carico del debitore.

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