Derivati sui tassi

I derivati sui tassi sono uno strumento finanziario usato dalle banche per assicurarsi contro le fluttuazioni dei tassi, ma che attira anche gli speculatori. Il loro funzionamento è piuttosto complesso, ma cercheremo di spiegarlo nel modo più semplice possibile. 

Ma che cos'è un derivato? Un derivato è un prodotto finanziario il cui valore deriva da quello di un prodotto sottostante. I prodotti sottostanti possono essere materie prime, azioni o anche tassi di interesse. Esistono varie tipologie di derivati, ma i principali sono:

  • Future
  • Option
  • Swap.

La tipologia che ci interessa qui è quella degli swap. Essi sono degli accordi che consentono a due parti di scambiarsi dei flussi di denaro nel tempo, a date prestabilite. Ed è proprio così che funzionano i derivati sui tassi, detti anche interest rate swap. Grazie a questi strumenti, gli attori finanziari sul mercato possono assicurarsi sulle fluttuazioni dei tassi, avvantaggiandosi anche quando vanno in una direzione che normalmente gli sarebbe sfavorevole. 

Infatti con un derivato sugli interessi le due parti si scambiano pagamenti che “bilanciano” un eventuale andamento sfavorevole dei tassi. Un esempio sono gli swap tra tasso di interesse fisso e variabile, in cui due parti si scambiano pagamenti corrispondenti all'interesse fisso o all'interesse variabile, a seconda di quale li riguarda. 

Oggi molto difficilmente gli swap vengono effettivamente fatti tra due attori, mentre più spesso si svolgono tramite un intermediario finanziario. Chi è dunque interessato a comprare questa tipologia di derivati non dovrà preoccuparsi di trovare un altro acquirente con cui scambiare pagamenti. 

I derivati sono prodotti molto diffusi ma piuttosto discussi, dato che facilmente danno origine a una speculazione, la quale a sua volta crea bolle che possono scoppiare, con ripercussioni anche gravi sull'economia reale, come accaduto con la crisi del 2008.  

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