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Plafond casa

Il Plafond Casa è una convenzione istituita nel 2013, grazie all’accordo tra la Cassa Depositi e Prestiti e Abi, Associazione Banche Italiane. Essa consente di ottenere mutui a condizioni agevolate ai richiedenti che hanno determinati requisiti reddituali o sociali.

Il Plafond Casa viene rinnovato di anno in anno ed è specificamente pensato per le giovani coppie, i nuclei familiari numerosi e i nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile (secondo quanto previsto dalla Legge 104).

Grazie a questa convenzione, è possibile fare richiesta di mutui garantiti da ipoteca per l’acquisto di immobili residenziali, dando priorità alle abitazioni principali appartenenti alle classi energetiche A, B o C.

Il Plafond Casa è pensato, inoltre, per interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica.

mutui sono destinati all’acquisto di immobili residenziali, con priorità per le abitazioni principali, e ad interventi di ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica, in attuazione delle disposizioni introdotte dell’art. 6, comma 1, lettera a), del decreto legge numero 102/2013. A beneficiare della nuova iniziativa saranno, in via prioritaria, le giovani coppie, le famiglie di cui fa parte un soggetto disabile e le famiglie numerose.

In particolare, sono previste tre durate della Cdp: 10, 20 e 30 anni. Le banche possono utilizzare 20 e 30 anni per l’erogazione di mutui ipotecari destinati all’acquisto di immobili residenziali, mentre i 10 anni possono essere utilizzati per i finanziamenti che attengono gli interventi di ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica.

Inoltre, con la sottoscrizione dell’Addendum del 7 aprile 2016, la dotazione iniziale del Plafond casa di 2 miliardi di euro è stata aumentata raggiungendo i 3 miliardi di euro snellendo anche le modalità di utilizzo.

Ognuna delle banche convenzionate, il cui elenco aggiornato è consultabile sul sito di Abi, può gestire risorse economiche secondo quanto prescritto dalla convenzione. In linea di massima, ogni istituto di credito può gestire 150 milioni di euro.

 

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