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Accessione

Nell'accessione una proprietà preesistente (per esempio il suolo) attira nella sua orbita altre cose che prima ne erano estranee, indipendentemente dalla volontà del soggetto, il quale diventa proprietario della nuova cosa. Un esempio è la proprietà di un lotto di terreno, che si estende anche a tutto ciò che è costruito sopra quel lotto.

Dal principio secondo il quale la proprietà del suolo si estende allo spazio sovrastante, deriva che nel caso di costruzioni, anche se compiute da una persona diversa dal proprietario, il suolo, che è considerato la cosa principale, attrae nella proprietà la nuova costruzione. 

L'accessione è regolata dagli articoli 934 e seguenti del codice civile italiano e può essere fondamentalmente di tre tipi:

  • Accessione verticale: che è il caso più comune e quello su cui abbiamo fatto l'esempio più sopra. È il caso in cui un bene mobile viene unito per accessione a un bene immobile, diventandone parte. Per cui se un compratore acquista un terreno, se non è diversamente specificato diventa proprietario anche delle costruzioni che vi si trovano. 
  • Accessione invertita: nel caso in cui un soggetto costruisca parte di un edificio e in buona fede sul terreno di un altro, può diventare proprietario della porzione di terreno altrui su cui ha edificato pagando un prezzo corrispondente al doppio del suo valore. Questo accade però solo su richiesta del costruttore a un giudice, che deve pronunciarsi sulla questione e sempre che il proprietario del terreno non si opponga alla costruzione entro tre mesi. 
  • Accessione orizzontale: si tratta di casi molto rari, dovuti a spostamenti di terreno causati da disastri naturali. Ad esempio se un alluvione modifica in positivo l'estensione di un fondo, il proprietario di quel fondo diventa proprietario anche della parte di terreno in più così acquisita.

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