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Quanto può durare un mutuo?

Aggiornato il 10/03/2020

Quando gli utenti hanno la possibilità di confrontare online più offerte di mutuo dei vari istituti di credito, possono farlo valutando diversi parametri, al fine di individuare quale tra le offerte proposte va incontro al meglio alle loro esigenze e disponibilità.

Tra questi parametri sono sempre da considerare la finalità del mutuo, la sua rata, il tasso d’interesse, il loan to value (LTV), il rapporto rata\reddito, la durata, le spese accessorie, le garanzie richieste.

La durata del mutuo è un parametro fondamentale

Proprio a questo scopo, un parametro fondamentale da valutare è la durata del mutuo, ossia il periodo di tempo concordato tra banca e cliente entro il quale quest’ultimo dovrà restituire la somma ottenuta, con in aggiunta il pagamento degli interessi maturati su di essa e delle eventuali altre voci di spesa previste. Infatti, questa determina importanti conseguenze per quanto riguarda il calcolo del piano di ammortamento e, quindi, del rimborso e dell’ammontare delle singole rate, ma anche per quanto riguarda i rischi e gli oneri cui va incontro l’istituto che concede il mutuo: maggiore è la durata di questo, maggiore sarà il rischio di insolvenza da parte del debitore.

Per questo motivo, se un contratto di mutuo ha normalmente una durata compresa tra un minimo di 5 ed un massimo di 40 anni, secondo quanto stabilito da ogni singola banca e in relazione alla tipologia di prodotto, la banca erogante potrà applicare condizioni di tasso di interesse crescenti, in ragione della maggiore durata del mutuo: di norma più il piano di rimborso è lungo più la rata sarà contenuta, anche se su questa gravano interessi maggiori rispetto a quelli applicati sui mutui con durate inferiori, mentre quest’ultime, come ad esempio quelle comprese tra i 5 e i 10 anni, consentono di ottenere una minore spesa per interessi, a fronte di una rata di importo maggiore. In generale, comunque, difficilmente vengono concessi mutui la cui durata sia maggiore di 30 anni.

È bene ricordare che, per effetto del calcolo del piano di ammortamento alla francese, quanto più lunga è la durata del mutuo tanto più posticipata nel tempo sarà la restituzione del capitale ottenuto in prestito. Quindi durate di mutuo più lunghe fanno sì che in proporzione occorrerà più tempo per ridurre il debito residuo di una stessa proporzione rispetto ad un mutuo di minore durata.

La durata del mutuo si può modificare

È dunque importante che, prima di scegliere a quale istituto finanziario rivolgersi per ottenere il mutuo, gli utenti valutino con attenzione la durata più adatta alle proprie capacità di rimborso, tenendo presenti da un lato gli interessi da riconoscere alla banca, dall’altro il volume delle rate mensili da corrispondere. Si deve tener presente che a volte è anche possibile modificare la durata del prestito già in corso, chiedendo alla banca erogante di abbreviare o allungare il periodo di ammortamento del mutuo. Tale concessione non è però automatica e resta a discrezione dell’istituto di credito se e quali modifiche concedere rispetto al mutuo originario. Inoltre, il contratto di mutuo prevede anche la possibilità di procedere all’estinzione anticipata del mutuo in misura integrale o parziale, ossia scegliendo il rimborso dell’intero debito residuo o di solo una sua parte, ad una data antecedente a quella di scadenza originariamente prevista dal contratto, anche se in alcuni casi potrebbe essere prevista una penale a carico del richiedente.

Va anche tenuto presente che una ulteriore soluzione per modificare la durata di un mutuo già esistente è quella di ricorrere alla surroga, che permette di trasferire a costo zero il proprio mutuo ad una nuova banca, ottenendo nuova condizioni di tasso d’interesse e, appunto, di durata.

I richiedenti devono tener quindi conto del motivo per cui richiedono il mutuo, in quanto la sua durata spesso dipende direttamente dal tipo di mutuo che viene concesso: quelli per surroga e ristrutturazione solitamente potrebbero avere durate più brevi rispetto invece a quelli d’acquisto. Ci sono poi mutui previsti per determinate categorie di soggetti che possono avere durate ancora maggiori, come ad esempio quelli che possono essere concessi a giovani coppie.

Per stabilire la durata ideale del mutuo occorre poi valutare il bilancio della famiglia, con le relative entrate ed uscite e gli eventuali altri debiti in essere: ogni famiglia ha infatti le sue esigenze e soprattutto una diversa capacità di ammortizzare le spese inerenti alla casa, al mutuo e alle necessità quotidiane.

Come regolarsi nella scelta della durata

Dal punto di vista finanziario sarebbe opportuno scegliere la durata più breve possibile, che permetta però di pagare le rate con il minimo sforzo in base alla propria capacità di rimborso presente e quella che si stima di avere lungo tutto il periodo, in modo da ridurre al massimo il costo finanziario del mutuo e di liberare quanto prima l’immobile dal vincolo dell’ipoteca posta a garanzia su di esso.

Dal punto di vista pratico, però, la scelta di optare per una durata più lunga potrebbe permettere di affrontare un acquisto di valore più elevato o di finanziarne una quota più ampia, mantenendo la rata ad un importo contenuto, anche se complessivamente si pagheranno più interessi.

Bisogna tener conto che tali valutazioni di fattibilità verranno effettuate anche dall’istituto erogatore cui si è richiesto il mutuo.

MutuiOnline.it mette a disposizione dei suoi clienti un utile strumento che consente di fare delle simulazioni per calcolare la rata del mutuo sulla base dei diversi parametri inseriti, quali durata del mutuo, tasso a regime e tasso inziale, per consentire loro di trovare la tipologia di mutuo più adatta alle proprie esigenze. Una volta definita quella che può essere una rata per loro sostenibile, potranno inoltre vedere subito quali sono le migliori offerte di mutuo delle numerose banche convenzionate.

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