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Superbonus, occhio alla scadenza

La scadenza del Superbonus 110%, agevolazione concessa a chi decide di ristrutturare la propria abitazione, è stata ufficialmente prorogata fino al 2023. Al tempo stesso il Governo ha chiarito che la misura non sarà strutturale, anche se la possibilità di un rinvio ulteriore non è da escludere.

13/10/2021
Proroga e nuove scadenze del Superbonus 110%

La notizia era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale. Il Superbonus del 110%, concesso a chi ristruttura il proprio immobile (casa singola o condominio che sia) ottenendo un miglioramento di almeno due classi energetiche, non scadrà alla fine di quest’anno ma resterà in vigore fino al 2023

In questo modo c’è più tempo, considerato che tra il via libera ai lavori (complesso soprattutto nel caso dei condomini, nei quali c’è da mettere d’accordo tante teste e spesso occorrono due o tre convocazioni per trovare la quadra e definire tutti gli aspetti dell’interno) e la burocrazia delle autorizzazioni la procedura è tutt’altro che semplice. Anche perché nel corso delle ultime settimane si sono susseguiti chiarimenti e circolari, considerato che il testo normativo sollevava diversi dubbi in merito agli ambiti di applicazione. Complice la recente approvazione del Decreto Semplificazioni, che è intervenuto sulle procedure burocratiche per accedere allo sgravio, ora si attende un boom per il Superbonus.

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Ma non sarà per sempre

Al tempo stesso il Governo ha chiarito che la misura non sarà strutturale, come invece chiedevano le imprese di settore, secondo le quali la perdita di gettito impositivo da parte dello Stato (non solo non si pagano imposte, ma addirittura la detrazione supera del 10% quanto speso) verrà recuperata grazie all’effetto moltiplicatore dei lavori realizzati. Dato che questi ultimi innescano un circolo virtuoso che fa bene ai conti delle piccole imprese e, a cascata, all’occupazione.

“I Superbonus sono molto importanti per far ripartire il settore delle costruzioni. Nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo possano essere prorogati tutto l’insieme degli interventi, ma il Superbonus 110% non può essere strutturale, dato che è molto costoso”. Queste le parole pronunciate dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Quindi la precisazione. “Se lo Stato paga ciascun italiano integralmente o anche più che integralmente la spesa sostenuta per i lavori si rischia un effetto sui conti pubblici stratosferico”.

Un Paese di proprietari di casa

Il riferimento è al fatto che in Italia vi sono 30 milioni di unità immobiliari. Non che sia anche lontanamente ipotizzabile una richiesta del Superbonus per tutte le costruzioni, ma il governo ha l’obbligo di fissare dei paletti nel momento in cui approva i documenti economici sulle possibili spese pluriennali e quindi occorrono criteri e scadenze definiti.

Inoltre Franco ha spiegato che il settore immobiliare merita di essere sostenuto in questa fase della ripresa, ma un supporto perenne rischierebbe di creare una bolla. Con ricadute difficili da gestire nel momento in cui scoppierà. Insomma, le preoccupazioni per quello che sta accadendo in Cina, con il gigante dello sviluppo immobiliare Evergrande travolto dagli eccessi degli anni passati, sono elevate.

Concludendo, per il momento il Superbonus 110% non durerà al di là di due anni, anche se l’esperienza degli altri bonus legati alla casa (dalle ristrutturazioni generali a quelle finalizzate a un minore consumo energetico, fino al rifacimento delle facciate dei palazzi) dimostra che, di rinvio in rinvio, spesso si arriva anche a superare dieci anni di applicazione. E anche le valutazioni di oggi sui ritorni e i costi, potrebbero essere riviste in futuro.

A cura di: Luigi dell'Olio

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