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Superbonus: la beffa del quoziente familiare

Sul Superbonus per i lavori nelle villette, le famiglie numerose rischiano l'effetto beffa. Una scrittura della nuova norma non proprio precisa potrebbe infatti limitare l'accesso al beneficio proprio ai nuclei più bisognosi dal punto di vista economico.

05/12/2022
pile di monete con su scritto bonus
Superbonus per i lavori nelle villette

Non è la prima volta che accade nel nostro Paese, ma la cosa fa sempre un po’ specie. La riscrittura del Superbonus per le villette è stata fatta puntando a sostituire l’Isee con il quoziente familiare, ma il risultato è che oggi la misura va a penalizzare proprio le famiglie.

Di cosa si tratta

Sin dal suo insediamento, il governo Meloni ha sottolineato di voler sostituire l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) con il quoziente familiare, per tutta una serie di servizi pubblici legati a determinate soglie di reddito. Mentre il primo è un indicatore che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie, il secondo è un sistema basato sul principio per cui un’imposta va determinata in relazione a un coefficiente che prende in considerazione non soltanto il reddito complessivo della famiglia, ma anche il numero delle persone che la compongono e della presenza di eventuali persone con disabilità.

Semplificando al massimo, il suo obiettivo è di agevolare le famiglie numerose o in particolari situazioni di disagio, nell’ambito del piano per incentivare la natalità indicato tra le priorità del nuovo esecutivo. Un coefficiente che dovrebbe essere la base anche della riforma dell’Irpef, di cui si parla da tempo. Anche se questo approccio deve fare i conti con il fatto che in Italia tendenzialmente i nuclei familiari non sono numerosi, per cui il nuovo indicatore rischierebbe di favorire poche famiglie e di danneggiarne molte, ad esempio quando si tratta di consentire l’accesso ai bonus o alle case popolari.

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Applicazioni nell’immediato

Ma in questo frangente le valutazioni di carattere generale non interessano. Piuttosto va segnalato uno studio del Caf Acli, dal quale emerge che quasi metà dei beneficiari è costituita da single, che rientrano nel reddito di riferimento di 15mila euro previsto per accedere al Superbonus villette, che dal nuovo anno scenderà dal 110% al 90%.

L’ente ha analizzato per Il Sole 24 Ore una platea di oltre 817mila contribuenti che quest’anno hanno presentato il modello 730 tramite i propri uffici. Sono stati presi in considerazione il reddito dichiarato ai fini delle agevolazioni fiscali e il numero dei familiari indicati in dichiarazione dei redditi. Il risultato è che, stando a questi calcoli, solo 14,4% di contribuenti sarebbe ammesso al Superbonus. Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, dato che non può esservi una corrispondenza completa tra la platea analizzata e gli interessati al Superbonus. Però non è detto che le abitazioni possedute siano unità singole, dato che potrebbe trattarsi di appartamenti in condominio.

Differenze reddituali

La quota dei potenziali beneficiari si abbassa dove il reddito medio è più alto: ad esempio nella provincia di Bolzano non si va oltre l’8%, in Emilia Romagna la media è del 10% e in Lombardia dell’11,9%. All’opposto, in Sicilia si sfiora un terzo, in Puglia e in Sardegna oltre un quarto della platea considerata vi rientra. Tutto secondo la logica e lo spirito della norma, mentre le cose vanno diversamente quando si passa a considerare la composizione familiare. Si scopre, infatti, che quasi metà dei potenziali beneficiari è composta da single e quelli con familiari a carico sono il 20%, di cui solamente il 2% con tre o più familiari oltre al coniuge. In sostanza, non sono molte le famiglie che riescono ad avere un immobile di proprietà e dei figli con un reddito di riferimento di 15mila euro al lordo delle imposte.

Al di là di questi aspetti statistici, ci sono considerazioni di buon senso che fanno immaginare un’efficacia parziale delle nuove norme. “Quanti contribuenti con un reddito di riferimento di 15mila euro e, in qualche caso, figli a carico avranno liquidità per pagare queste operazioni?”, si chiede il quotidiano economico. Probabilmente, non molti. Diventano, così, decisivi la cessione del credito e lo sconto in fattura, che tuttavia da qualche settimana sono diventati un percorso a ostacoli.

Un insieme di considerazioni che lascia immaginare un nuovo ritocco, l’ennesimo, alla disciplina del Superbonus.

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A cura di: Luigi dell'Olio

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