Altri marchi del Gruppo:
Trovaprezzi
Prestitionline.it
Segugio.it
logo mutuionline.it
Chiama gratis 800 99 99 95 Chiama gratis 800 99 99 95

Qual è il momento giusto per il mutuo?

Arrivano segnali di stabilizzazione dal mercato dei mutui. Dopo qualche trimestre di sofferenza, a settembre sono stati registrati volumi che lasciano immaginare l'avvio di una tendenza laterale, che potrebbe essere favorita dalla stabilizzazione dei tassi.

02/11/2023
giovane coppia felice per il trasloco in nuovo appartamento
Come valutare il momento per il mutuo

Quando è il momento giusto per comprare case e quindi accedere al mutuo? Premesso che non esiste una risposta valida in tutti i casi, la soluzione al quesito è fortemente legata alle situazioni individuali. Conta in primis la stabilità del luogo di residenza, quindi una certa disponibilità liquida.

La casa si compra nell’età di mezzo

Quello che è possibile stabilire è la fascia d’età nella quale avviene la maggior parte degli acquisti. Dall’indagine periodica condotta da Crif si evince che i richiedenti di un mutuo nella fascia compresa tra i 25 e i 44 anni sono il 60,9% del totale, mentre il 33,4% è composto dalla fascia 45-64 anni. In sostanza, la parte intermedia della vita, quando ricorrono le condizioni economiche e affettive alla base dell’investimento che nella maggior parte dei casi è il più importante della propria vita.

Acquista la casa dei tuoi sogni con un mutuo fai subito un preventivo

Domanda di finanziamenti: si vede la luce in fondo al tunnel

Non sorprende, poi, la frenata delle richieste a fronte dell’incertezza che caratterizza il quadro economico, e soprattutto dei tassi in rialzo. Nell’arco di quindici mesi, la Banca centrale europea è passata da un tasso ufficiale zero al 4,5%, con la conseguenza di spingere verso l’alto i tassi applicati a mutui e prestiti. Secondo l’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it, a settembre l’Euribor a 3 mesi è arrivato al 3,87% contro il 3,78% di agosto e ben mezzo punto percentuale in più rispetto a maggio. Intanto l’Euribor a 1 mese arriva al 3,75% dal 3,63% di agosto e il 3,15% di maggio. Più bassi, ma anch’essi in crescita, gli indici di riferimento per i mutui a tasso fisso con l’IRS a 10 anni che arriva al 3,26%, quello a 20 anni che raggiunge il 3,19% e la scadenza a 30 anni il 2,94%.

Come accennato, questa situazione incide sulla domanda di finanziamenti, che nei primi nove mesi del 2023 è risultata in calo del 19,4% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Anche se, a partire dal mese di settembre, si registrano timidi segnali di ripresa che hanno portato da una discesa a doppia cifra fino a un -9,2% rispetto al periodo precedente. Segno che la stretta monetaria da parte della Bce si va in parte assorbendo e che la voglia di avere una casa di proprietà non è venuta meno. Del resto, anche le quotazioni delle locazioni continuano a crescere e a un ritmo più rapido rispetto ai prezzi d’acquisto, il che rende la seconda opzione ancora più conveniente nella maggior parte dei casi.

Segnali di ripresa per l’importo medio richiesto

Un altro segnale di stabilizzazione è relativo all’importo medio richiesto, che nei primi nove mesi di quest’anno si è attestato a 144.162 euro, sostanzialmente in linea con quello del periodo gennaio-settembre 2022 (-0,3%). Tuttavia, se si considera il solo mese di settembre, si registra un amento dell’1,2%. A tirare le fila di questi dati è Simone Capecchi, executive director di Crif, il quale sottolinea che negli ultimi mesi le richieste di finanziamento per le famiglie italiane hanno subito un rallentamento a causa dell’inflazione e del contesto geopolitico.

Pertanto, un tema cruciale per le banche, da qui ai prossimi mesi, sarà quello della sostenibilità e della qualità del credito. Su quest’ultimo fronte non ci sono – al momento – segnali di emergenza. Secondo un recente report dell’Unirec (Unione nazione delle imprese a tutela del credito), le Npe (non performing exposure) detenute dalle banche italiane sono scese dagli oltre 340 miliardi del 2015 a circa 306 miliardi di fine 2022, permettendo una riduzione di oltre 55 miliardi in otto anni. Una pulizia dei bilanci che non ha pari nel resto d’Europa e che offre un cuscinetto per ammortizzare l’inevitabile rialzo legato alla congiuntura attuale. Lo studio cita la Penisola come un esempio a livello internazionale per la gestione del debito e sottolinea come nel mercato si siano create professionalità adeguate per gestire senza traumi le insolvenze.

Sui finanziamenti prevalgono le scadenze intermedie

Tornando all’analisi di Crif, quasi l’80% dei mutui concessi supera i 20 anni, ma questo non sorprende dato che si tratta del tipico finanziamento a medio-lungo termine. Ma è pur vero che solo il 9% arriva a superare i 30 anni e anche questo è un segnale di prudenza da parte delle famiglie italiane, che puntano a evitare impegni a lunga gittata.

I migliori mutui a tasso fisso di oggi:

Migliori mutui acquisto prima casa: simulazione a tasso fisso, impiegato 35 anni, residente a Milano, reddito € 2.600 euro mensili, importo mutuo € 100.000 euro, valore immobile € 200.000 euro, durata mutuo 30 anni. Rilevazione del 03/03/2024 ore 09:00.
Banca Tasso Rata Taeg
BPER Banca 2,55% € 397,73 2,66%
Banco di Sardegna 2,55% € 397,73 2,69%
Intesa Sanpaolo 2,75% € 408,24 2,87%
Crédit Agricole Italia 2,70% € 405,60 2,87%
Credem 2,70% € 405,60 2,92%
Webank 3,15% € 429,74 3,25%
Banco BPM 3,00% € 421,60 3,26%
Banca Sella 3,15% € 429,74 3,34%
BNL - Gruppo BNP Paribas 3,15% € 429,74 3,34%
Banco di Desio e della Brianza 3,08% € 425,93 3,34%
A cura di: Luigi dell'Olio

Come valuti questa pagina?

Valutazione media: 0 su 5 (basata su 0 voti)

Articoli correlati