Qual è il momento giusto per il mutuo?
Arrivano segnali di stabilizzazione dal mercato dei mutui. Dopo qualche trimestre di sofferenza, a settembre sono stati registrati volumi che lasciano immaginare l'avvio di una tendenza laterale, che potrebbe essere favorita dalla stabilizzazione dei tassi.
Quando è il momento giusto per comprare case e quindi accedere al mutuo? Premesso che non esiste una risposta valida in tutti i casi, la soluzione al quesito è fortemente legata alle situazioni individuali. Conta in primis la stabilità del luogo di residenza, quindi una certa disponibilità liquida.
La casa si compra nell’età di mezzo
Quello che è possibile stabilire è la fascia d’età nella quale avviene la maggior parte degli acquisti. Dall’indagine periodica condotta da Crif si evince che i richiedenti di un mutuo nella fascia compresa tra i 25 e i 44 anni sono il 60,9% del totale, mentre il 33,4% è composto dalla fascia 45-64 anni. In sostanza, la parte intermedia della vita, quando ricorrono le condizioni economiche e affettive alla base dell’investimento che nella maggior parte dei casi è il più importante della propria vita.
Domanda di finanziamenti: si vede la luce in fondo al tunnel
Non sorprende, poi, la frenata delle richieste a fronte dell’incertezza che caratterizza il quadro economico, e soprattutto dei tassi in rialzo. Nell’arco di quindici mesi, la Banca centrale europea è passata da un tasso ufficiale zero al 4,5%, con la conseguenza di spingere verso l’alto i tassi applicati a mutui e prestiti. Secondo l’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it, a settembre l’Euribor® a 3 mesi è arrivato al 3,87% contro il 3,78% di agosto e ben mezzo punto percentuale in più rispetto a maggio. Intanto l’Euribor® a 1 mese arriva al 3,75% dal 3,63% di agosto e il 3,15% di maggio. Più bassi, ma anch’essi in crescita, gli indici di riferimento per i mutui a tasso fisso con l’IRS a 10 anni che arriva al 3,26%, quello a 20 anni che raggiunge il 3,19% e la scadenza a 30 anni il 2,94%.
Come accennato, questa situazione incide sulla domanda di finanziamenti, che nei primi nove mesi del 2023 è risultata in calo del 19,4% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Anche se, a partire dal mese di settembre, si registrano timidi segnali di ripresa che hanno portato da una discesa a doppia cifra fino a un -9,2% rispetto al periodo precedente. Segno che la stretta monetaria da parte della Bce si va in parte assorbendo e che la voglia di avere una casa di proprietà non è venuta meno. Del resto, anche le quotazioni delle locazioni continuano a crescere e a un ritmo più rapido rispetto ai prezzi d’acquisto, il che rende la seconda opzione ancora più conveniente nella maggior parte dei casi.
Segnali di ripresa per l’importo medio richiesto
Un altro segnale di stabilizzazione è relativo all’importo medio richiesto, che nei primi nove mesi di quest’anno si è attestato a 144.162 euro, sostanzialmente in linea con quello del periodo gennaio-settembre 2022 (-0,3%). Tuttavia, se si considera il solo mese di settembre, si registra un amento dell’1,2%. A tirare le fila di questi dati è Simone Capecchi, executive director di Crif, il quale sottolinea che negli ultimi mesi le richieste di finanziamento per le famiglie italiane hanno subito un rallentamento a causa dell’inflazione e del contesto geopolitico.
Pertanto, un tema cruciale per le banche, da qui ai prossimi mesi, sarà quello della sostenibilità e della qualità del credito. Su quest’ultimo fronte non ci sono – al momento – segnali di emergenza. Secondo un recente report dell’Unirec (Unione nazione delle imprese a tutela del credito), le Npe (non performing exposure) detenute dalle banche italiane sono scese dagli oltre 340 miliardi del 2015 a circa 306 miliardi di fine 2022, permettendo una riduzione di oltre 55 miliardi in otto anni. Una pulizia dei bilanci che non ha pari nel resto d’Europa e che offre un cuscinetto per ammortizzare l’inevitabile rialzo legato alla congiuntura attuale. Lo studio cita la Penisola come un esempio a livello internazionale per la gestione del debito e sottolinea come nel mercato si siano create professionalità adeguate per gestire senza traumi le insolvenze.
Sui finanziamenti prevalgono le scadenze intermedie
Tornando all’analisi di Crif, quasi l’80% dei mutui concessi supera i 20 anni, ma questo non sorprende dato che si tratta del tipico finanziamento a medio-lungo termine. Ma è pur vero che solo il 9% arriva a superare i 30 anni e anche questo è un segnale di prudenza da parte delle famiglie italiane, che puntano a evitare impegni a lunga gittata.
I migliori mutui a tasso fisso di oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 3,06% | € 424,85 | 3,34% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,51% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,54% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| UniCredit | 3,45% | € 446,26 | 3,74% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
Articoli correlati
I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it fotografano tassi medi in aumento rispetto a gennaio e un divario ancora favorevole al variabile. In Lombardia le richieste superano di oltre 16 mila euro la media italiana, mentre il valore degli immobili e la durata dei mutui cambiano molto tra le varie province.
Mutui in Italia tra i più convenienti d’Europa: il confronto dell’European Mortgage Federation
Nel primo trimestre, il tasso medio italiano è rimasto stabile al 3,37%, secondo i dati dell’European Mortgage Federation. Il confronto europeo mostra differenze marcate: in Spagna il tasso medio è del 2,72%, mentre in Germania sale al 3,75%. Per chi cerca un mutuo in Italia, la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla capacità del mutuatario di sostenere un’eventuale variazione della rata.
Dopo un avvio d'anno stabile, IRS ed Euribor sono saliti progressivamente fino a toccare i massimi nel mese di settembre. A destabilizzare i tassi ha contribuito la mossa della BCE del 10 settembre, che apre un ultimo trimestre da monitorare con attenzione.
Guide correlate
La proposta di acquisto immobiliare è il primo passo concreto per comprare casa: mette nero su bianco prezzo, tempi e condizioni. Qui scopri come funziona, quando vincola, cosa inserire nel modulo, come gestire assegno e clausola mutuo, più un fac simile.
La proposta di acquisto vincolata al mutuo subordina la compravendita all’approvazione del finanziamento, tutelando l’acquirente dalla perdita della caparra. Vediamo come funziona, quali rischi comporta, come redigere il documento e cosa succede se il mutuo viene rifiutato.
Caparra confirmatoria per acquisto casa: quando va restituita e quando puoi riavere il doppio
La caparra confirmatoria si restituisce secondo le condizioni del contratto e la causa del suo scioglimento. In caso di inadempimento, la parte non inadempiente può, se ne ricorrono i presupposti, trattenerla o chiedere il doppio. Per l’affitto va distinta dal deposito cauzionale.
Normativa acquisto abitazione e mutui casa
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.