Mutui under 36: agevolazioni prorogate
L'abolizione del credito d'imposta e le esenzioni sono salve, ma solo a una condizione. Non tutto è perso per gli under 36 che acquistano casa ricorrendo al mutuo. Sebbene molte delle facilitazioni esistenti fino al 2023 siano state abolite, c'è una scappatoia per chi ha firmato il preliminare.
Il contratto preliminare salva le agevolazioni per i giovani mutuatari. Un emendamento al decreto Milleproroghe ha esteso, infatti, i termini massimi per ottenere le condizioni di maggior favore fino alla fine di quest’anno. Vediamo di cosa si tratta.
Stretta in corso, ma con una finestra di opportunità
La casa di proprietà è il sogno di buona parte degli italiani e questo vale per tutti, anche per i più giovani. A differenza di altri Paesi occidentali, da noi la quota di proprietari è particolarmente elevata, tuttavia la precarizzazione del mercato del lavoro e i prezzi elevati raggiunti da alcune piazze hanno reso sempre più complicata la realizzazione di questo sogno da parte dei più giovani, limitati dalle garanzie richieste allo sportello.
Lo scenario è mutato con il Decreto Sostegni bis (maggio 2021), attraverso il quale il governo Draghi ha introdotto una serie di facilitazioni per i richiedenti con meno di 36 anni (o coppie con almeno uno dei due sotto i 35) e con un valore dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a 40mila euro annui. Tra le altre cose, veniva prevista l’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale. In caso di acquisto soggetto a Iva, inoltre, veniva riconosciuto un credito d’imposta di ammontare pari al tributo corrisposto in relazione all’acquisto. Inoltre era prevista l’esenzione dall’imposta sostitutiva per i finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo.
Parliamo al passato, in quanto tutte queste agevolazioni sono venute meno con l’inizio del 2024. L’unica eccezione, introdotta pochi giorni fa, è che si sia firmato il contratto preliminare entro il 31 dicembre 2023.
Resta la garanzia all’80%
Resta, invece, immutata un’altra facilitazione introdotta dall’esecutivo guidato da Draghi. Il riferimento è alla garanzia pubblica sui mutui fino all’80% della quota capitale, contro il 50% previsto in precedenza e che rimane come soglia per gli altri richiedenti (per tutti vale il limite dei 40 mila euro di Isee, in modo da circoscrivere l’intervento pubblico alle sole famiglie in difficoltà economica, aggravata in particolare da due anni di iperinflazione che hanno eroso il potere d’acquisto). Una scelta che ha coperto le spalle agli istituti di credito, spingendoli a offrire finanziamenti fino al 100% del valore degli immobili ai più giovani, che tradizionalmente hanno minori garanzie e liquidità.
Il Governo Meloni ha poi rafforzato l’accesso al fondo per le famiglie con almeno tre figli di età inferiore a 21 anni e 40 mila euro di Isee (45 mila euro in caso di quattro figli). La garanzia sale addirittura al 90% in caso di cinque figli under 21 e 50 mila ero di soglia Isee. L’ammontare massimo del mutuo sia per i giovani, sia per le famiglie numerose resta fermo a quota 250 mila euro.
La misura per i mutui giovani sta funzionando, se si considera che oltre la metà delle operazioni fin qui finalizzate dal Fondo di garanzia per i mutui prima casa ha riguardato gli under 36 e l’incidenza supera l’80% se si considerano le sole garanzie potenziate.
Anche se a volte non basta. Infatti, sebbene la garanzia statale possa costituire una spinta positiva, resta il fatto che finanziarsi oggi è divenuto troppo oneroso per tanti giovani, complice il fatto che gli stipendi sono rimasti sostanzialmente fermi a fronte di un biennio di corsa dell’inflazione, che ha eroso pesantemente il potere d’acquisto.
I primi segnali di calo degli indici Irs ed Euribor®, registrati nelle ultime settimane, fanno sperare in una decisa inversione del trend nei mesi a venire, soprattutto a fronte di prezzi delle abitazioni che hanno smesso di crescere.
I migliori mutui prima casa del giorno
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 3,06% | € 424,85 | 3,34% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,51% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
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