Mutui, tornano in auge surroghe e variabile con Cap
L'incremento dei tassi ufficiali incide sulle scelte di finanziamento delle famiglie italiane. L'ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it segnala la forte ripresa dei mutui a tasso variabile, anche con opzione cap, nonché la ripresa del segmento delle surroghe.
Secondo l’Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, relativo al mese di ottobre, la nuova stretta attuata dalla Banca Centrale Europea fa sentire i suoi effetti sul mercato, con l’Euribor (il riferimento per i contratti a tasso variabile) che raggiunge rispettivamente lo 0,92% e l’1,42% nelle scadenze a uno e a tre mesi.
Si tratta di livelli sensibilmente più alti rispetto al recente passato (all’inizio dell’estate oscillavano ancora intorno alla parità), ma contenuti rispetto alle medie storiche, per cui non sembrano poter condizionare in maniera significativa la dinamica delle erogazioni per l’acquisto prima casa. Stesso discorso per l’Irs (benchmark del fisso), che oscilla tra il 2,52% e il 3,15%, a seconda delle scadenze, da trenta a dieci anni, con l’arco di tempo più lungo che lascia immaginare un appiattimento della curva.
C’è voglia di tetto
Guardando al tasso medio per erogazioni a 20-30 anni, a ottobre il Tan del variabile si è attestato al 2,36% e quello del fisso al 3,68%. La differenza è dell’1,3% mentre fino ad aprile si attestava sotto l’1% e questo spiega il ritorno in auge del variabile, che a ottobre ha riguardato il 27,5% delle richieste di mutuo, contro poco più del 10% registrato nel quarto trimestre del 2021. Senza trascurare il variabile con Cap, al 21% del totale, contro pochi decimi di un anno prima. Proprio quest’ultimo costituisce la principale novità del mercato: con la Bce che ha annunciato la volontà di proseguire sulla strada dei rialzi, tanti italiani puntano a risparmiare sulla rata iniziale, ma al tempo stesso scelgono di proteggersi dalla possibilità di rialzi eccessivi rispetto alle proprie disponibilità. Anche perché la congiuntura economica che va indebolendosi e le tensioni dello scenario internazionale creano un clima di incertezza diffusa.
Di conseguenza, il fisso scende alla metà delle richieste (50,6%), in calo di otto decimali rispetto al terzo trimestre e ben distante dall’88,4% di un anno prima.
È l’ora del check-up
La già citata stretta da parte della Bce spiega il forte ritorno delle surroghe, che a ottobre arrivano a valere un terzo delle richieste totali (per la precisione il 32,7%), quasi il doppio nel confronto a un anno e il 13% in più rispetto al periodo luglio-settembre. Con la stretta monetaria che non accenna a esaurirsi, coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile negli anni scorsi, oggi preferiscono convertirlo in un fisso per frenare la corsa al rialzo della rata. Anche perché, con la persistente inflazione su ritmi elevati, le tasche delle famiglie sono sempre più sotto pressione.
Di conseguenza, le altre finalità perdono consistenza. L’Osservatorio di MutuiOnline.it evidenzia che l’acquisto prima casa scende di dieci punti percentuali rispetto al terzo trimestre, attestandosi al 57%, mentre l’acquisto seconda casa si ferma al 5,9% (dal 7,3% di luglio-settembre), la ristrutturazione al 2,7% (dal 3,8%) e il consolidamento e liquidità a un marginale 1,4% (dal 2,0%).
Casa, dolce casa
Le ricerche di mercato hanno evidenziato, a partire dallo scoppio della pandemia, un crescente interesse degli italiani per la casa di proprietà. Una tendenza che non si è indebolita di fronte all’avanzare dell’inflazione, anche se quest’ultima ha inevitabilmente influito sulle tasche delle famiglie e quindi sulle loro possibilità di investimenti.
Quanto alle classi di importo richieste, l’Osservatorio di MutuiOnline.it non registra grandi scostamenti, con le fasce 50mila-100mila e 100mila-150mila euro che valgono sempre intorno a due-terzi delle richieste totali. Così come è confermata l’età media dei richiedenti, intorno ai 40 anni.
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