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Mutui per giovani: via libera alle agevolazioni dal Decreto Sostegni Bis

Il Dl Sostegni Bis, appena licenziato dal CdM, approva importanti agevolazioni volte a favorire l'accesso al credito per gli under 36 che si accingono ad acquistare la prima casa: la garanzia dello Stato sull'80% del mutuo e la cancellazione di imposte e concessioni governative.

22/05/2021
Decreto Sostegni promuove mutui prima casa per giovani

Il mercato dei mutui vive un nuovo momento d’oro e torna a crescere grazie alla domanda sostenuta degli under 36. Segno, dopo le indicazioni dei primi mesi dell’anno, che la frenata di fine 2020 dovrebbe essere definitivamente alle spalle, soprattutto considerando il via libera al Dl Sostegni Bis arrivato giovedì 20 maggio dal Consiglio dei Ministri.

Un provvedimento che spiana la strada ai mutui per acquisto prima casa da parte dei giovani, ma anche dei meno abbienti (Isee sotto i 40mila euro), con la garanzia dello Stato sull'80% del mutuo e la cancellazione dell'imposta di registro, di bollo, ipotecaria e catastale e delle tasse sulle concessioni governative.

Come conferma anche Alessio Santarelli, direttore generale della divisione broking del Gruppo MutuiOnline: "i dati di Consap mostrano una potenzialità enorme in termini di domanda: nel primo quinquiennio di vita del Fondo Garanzia Prima Casa, le domande sono state oltre 170mila. Poi il fondo è stato sospeso per qualche mese nel 2019 a causa di problemi di stanziamento, per poi essere rifinanziato con 100 milioni, solo la metà del vecchio stanziamento. Questo per dire che quanto fatto con il Dl Sostegni Bis potrebbe dare davvero un forte stimolo a questo segmento di mercato, mai realmente decollato per i costi e le complessità associate".

L'osservatorio Crif

Secondo i dati del Crif, le richieste di mutui sono aumentate dell’85,1% in aprile grazie agi under 35, che rappresentano il 29,4% del totale (dal 26,3% di un anno fa).

“I volumi di richieste di mutuo riscontrate nell’ultima rilevazione non solo sono quasi il doppio rispetto a un anno fa, quando di fatto l’operatività era stata bloccata dalle restrizioni agli spostamenti per contenere la pandemia, ma risulta il più elevato in assoluto degli ultimi 10 anni, a conferma del ritorno di interesse verso l’acquisto di un immobile ad uso residenziale - commenta Simone Capecchi, executive director di Crif - La dinamica in atto è indubbiamente favorita dal progressivo miglioramento del clima di fiducia, ma anche dalle interessanti opportunità offerte da tassi di interesse prossimi ai minimi storici e da prezzi degli immobili ancora estremamente appetibili”.

La situazione tassi

Pur in aumento di qualche centesimo negli ultimi mesi, i tassi di interesse restano sempre ai minimi storici. Basti pensare, come ha ricordato l’Abi, che nel 2007, all’inizio della crisi finanziaria, il tasso medio applicato per un mutuo era del 5,72 per cento.

Oggi siamo in area 1,72%, dall’1,61% di gennaio 2021. I tassi variabili ad aprile 2021 sono ai minimi storici (0,71% quello medio per un mutuo a 20-30 anni) e quelli fissi in leggero rialzo (1,12% dallo 0,90% di gennaio) per effetto dell’aumento dell’Eurirs (il tasso interbancario di riferimento per il tasso fisso).

Fisso o variabile, il dubbio

Alla luce di tutto ciò è meglio sottoscrivere un mutuo a tasso fisso o variabile? Pur essendo quest’ultimo più economico, parliamo di una differenza esigua. La rata variabile è più economica in media di 50 euro. Un gap che forse non è tale da giustificare la scelta di esporsi al rischio di un aumento sicuro del tasso base nel corso del tempo (l'Euribor è ai minimi storici e da questi livelli non può far altro che salire).

Da una simulazione effettuata su MutuiOnline.it (aggiornata al 22 maggio) è emerso che per finanziare un immobile di 200 mila euro con un mutuo da 100mila euro a tasso fisso e durata 20 anni la rata oscilla tra 444 e 496 euro al mese. Scegliendo, invece, l’opzione tasso variabile, la rata va da 431 a 464 euro. E in vista di un aumento futuro dei tassi, ma soprattutto considerando la convenienza storica del "fisso", l'ago della bilancia non può pendere che a favore di quest'ultimo.

Non è un caso che negli ultimi anni la quota dei mutui a tasso variabile abbia rappresentato solo il 5-10% del mercato totale dei mutui. Detto questo, va anche puntualizzato che nella scelta tra fisso e variabile non si può prescindere dalla propria propensione al rischio e dalle previsioni per il proprio futuro.

I migliori mutui a tasso fisso

Comparando sempre le offerte sul portale MutuiOnline.it (aggiornate al 22 maggio), al momento tra i migliori mutui a tasso fisso per finanziare con 150.000 euro un immobile da 200.000 euro con durata 20 anni ci sono quelli offerti da:

  • Bnl
  • Credit Agricole
  • Banca Carige

Bnl offre un tasso fisso finito dell’1,05%, con Taeg all’1,24% e rata da 693 euro al mese;
Credit Agricole un tasso dell’1,10%, con Taeg all’1,29% per una rata da 696 euro al mese;
Banca Carige 699 euro al mese con tasso all’1,15% e Taeg all’1,32%. Le spese di istruttoria variano da 500 a 1.000 euro.

A cura di: Gabriele Petrucciani

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