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Lista di cattivi pagatori: di cosa si tratta e come cancellarsi

I Sic sono banche dati in cui sono inserite le informazioni su chi richiede prestiti, mutui e finanziamenti. Se si manca il rimborso di una rata per due mesi consecutivi, si viene segnalati come cattivi pagatori. La segnalazione viene cancellata automaticamente dopo un certo periodo.

24/05/2021
I rischi che si corrono in caso di segnalazione come cattivi pagatori

Un periodo di difficoltà può capitare a tutti, soprattutto in tempi di crisi. Accade così che si possa mancare il pagamento di qualche rata di un mutuo o di un prestito. Un'inadempienza che può portare a essere iscritti sul registro dei cattivi pagatori, una banca dati dove vengono segnalati i clienti che hanno appunto un cattivo storico nei rimborsi e che serve a banche e istituti finanziari per valutare il merito creditizio di un cliente.

La finalità è chiara: in questo modo gli istituti cercano di limitare il rischio di insolvenze future. E questo significa, per il malcapitato che finisce sul registro, la possibilità di vedersi negare la concessione di prestiti, finanziamenti, mutui, carte di credito e revolving, o vedersi revocare un fido o chiedere la restituzione delle carte.

Di cosa si tratta

Quando si parla di registri di cattivi pagatori, in realtà, ci si riferisce a particolari banche dati in cui vengono iscritti tutti i soggetti che hanno richiesto qualche forma di finanziamento. Queste banche dati vengono chiamate Sic, cioè Sistemi di informazioni creditizie, ed è al loro interno che, in caso di irregolarità nei pagamenti, può essere inserita la segnalazione come cattivo pagatore. La più nota di queste banche dati è quella gestita dalla società Crif, sebbene ci siano altri database gestiti da società private, come Ctc o Experian Cerved, oltre ovviamente alla Centrale Rischi di Bankitalia (in cui vengono segnalati i clienti che devono restituire almeno 30mila euro).

Ma quali sono le circostanze in cui parte la segnalazione come cattivi pagatori? Innanzitutto, l'aspetto rassicurante è che non basta un ritardo su una sola rata, e nemmeno un certo disordine nei rimborsi, per finire “schedati” in tal senso. La segnalazione parte nel caso in cui il debitore non abbia pagato due rate consecutive, per due mesi successivi, e anche in tal caso prima di procedere con la segnalazione l'intermediario è tenuto ad avvisare il cliente – inviandogli una raccomandata con ricevuta di ritorno almeno 15 giorni prima dell'iscrizione - e a invitarlo a regolarizzare la posizione. Se il cliente provvede in tempo a saldare il dovuto, la segnalazione non parte. In caso contrario, verrà indicato come cattivo pagatore, con le conseguenze già esposte.

Come cancellarsi

Innanzitutto, va chiarito che esistono già dei meccanismi automatici di cancellazione di queste informazioni. Dato che la permanenza della segnalazione in queste banche dati attiene all'ambito del trattamento dei dati personali, è lo stesso Garante della privacy che stabilisce, nel Codice di condotta per i Sic, quali sono le tempistiche entro le quali la segnalazione deve sparire.

Nel caso in cui le rate non pagate siano solo due, le informazioni possono essere conservate al massimo per 12 mesi dal momento in cui è stata sanata la posizione (con il rimborso della rata e il pagamento di eventuali interessi di mora); nel caso in cui invece le rate non pagate siano più di due i tempi si dilatano, ma la segnalazione va comunque cancellata dopo 24 mesi dalla data della regolarizzazione della posizione.

In caso in cui la posizione non sia mai stata sanata, saranno comunque cancellate dopo 36 mesi dalla scadenza del contratto; solo nel caso in cui ci siano state delle vicende successive (magari strascichi a colpi di carte bollate, o altro) allora la scadenza dei 36 mesi viene calcolata dalla data dell'ultimo “aggiornamento”, ma comunque non potrà superare i 60 mesi dalla scadenza del contratto.

Cosa può fare il debitore

Ma il debitore ha qualche carta in mano per anticipare o accelerare queste procedure? Sfortunatamente, no. La cancellazione può avvenire su richiesta dell'interessato soltanto nel caso in cui sia stato segnalato per errore. Per esempio, se una persona che è sempre stata regolare nei pagamenti chiede un successivo finanziamento e se lo vede rifiutare a causa di una segnalazione errata (magari a causa di furto di identità, o per semplice sbaglio), può chiedere di sanare l'errore rivolgendosi all'intermediario che ha fatto partire la segnalazione o direttamente alla banca dati privata per ottenere l'immediata cancellazione. E può chiedere anche la modifica nel caso in cui ci siano dei dati incorretti (per esempio una segnalazione per una cifra sbagliata).

Per verificare se si è stati iscritti come cattivi pagatori o verificare che i dati di iscrizione ai Sic siano corretti si può farne richiesta direttamente alle banche o agli istituti di finanziamento, o direttamente alle centrali rischi private che gestiscono i database.

A cura di: Gaia Giorgio Fedi

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