Mutui, è il momento di tornare al variabile?
Ancora un rialzo da qui a fine anno, presumibilmente dello 0,25%, e poi lo stop. Questa è l'opinione prevalente del mercato in merito alle prossime mosse della Bce. Tuttavia, rispetto a qualche settimana fa le previsioni del primo taglio sono state spostate in avanti, per fine 2024.
Con la stretta sui tassi che si avvia verso la conclusione, potrebbe essere il momento di tornare al tasso variabile. Cerchiamo di capire se, e a quali condizioni, questa eventualità potrebbe risultare profittevole.
Dominio del fisso
Partiamo dai dati acquisiti. Secondo l’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it, nel corso dell’ultimo trimestre la stragrande maggioranza sia dei mutui richiesti, sia di quelli erogati è stata a tasso fisso: rispettivamente il 93,3%% e il 93,0%.
Numeri che si spiegano alla luce di quanto accaduto dall’estate del 2022 in avanti. La Banca centrale europea ha effettuato dieci rialzi consecutivi dei tassi ufficiali (mai dalla nascita della moneta unica c’erano stati così tanti rialzi in così breve tempo), portando il minimo al 4,5% contro lo zero di giugno dello scorso anno. Una situazione che ha creato più di qualche grattacapo ai mutuatari che avevano scelto l’opzione variabile e che pertanto ora si trovano a fare i conti con una rata ben più consistente.
Cosa aspettarsi da qui in avanti
Detto di quel che è stato, a chi programma oggi di comprare casa, e quindi accedere a un mutuo, interessa soprattutto lo scenario futuro. A questo proposito, solo fino a qualche settimana fa l’orientamento degli operatori, espresso attraverso i futures, era chiaro: il picco della Bce sarebbe stato dello 0,25% superiore al livello attuale, dunque con un minirialzo in vista da qui a fine anno. Una mossa seguita da una fase di stabilità, con l’inizio dei tagli a partire dall’estate 2024, per approdare nel giro di un paio di anni in area 2-2,5%.
Tuttavia, oggi lo scenario appare più complicato. Negli Stati Uniti, che hanno iniziato per primi a tagliare i tassi, con l’inflazione che ad agosto si è attestata al 3,7% (contro il 4,3% dell’Eurozona), si è visto che il trend discendente non è così lineare, anzi di tanto in tanto c’è un rimbalzo.
L’impatto sui futures è stato un appiattimento della curva, con le attese del primo taglio spostate in avanti, verso fine 2024. Stiamo parlando solo di previsioni, che spesso vengono smentite – in una direzione o nell’altra – dalla realtà, ma tant’è.
I criteri di scelta del mutuo
Per altro, le prospettive di breve periodo sono poco indicative quando si parla di un investimento di lungo periodo come l’acquisto di una casa. In condizioni normali, il tasso variabile è sensibilmente meno caro del fisso perché quest’ultimo incorpora una sorta di assicurazione, data dalla certezza che l’importo della rata non varierà durante tutta la durata del piano di rimborso. E poi c’è sempre la possibilità di surrogare, rottamando il proprio mutuo se sul mercato emergono offerte più convenienti.
Dunque è l’ora di passare al variabile? Una risposta valida per tutti non può esistere. Tutto dipende dalle caratteristiche e dai bisogni personali: si è disposti ad accettare una quota di incertezza in merito all’importo della rata? A quanto ammonta il finanziamento richiesto rispetto al prezzo dell’immobile (anche considerando che nei primi anni la rata è composta in maggioranza da interessi e solo per una parte minoritaria dalla quota capitale)? Al di là della rata del mutuo, si riescono a risparmiare altre cifre mensilmente, in modo da usarle come cuscinetto in caso di emergenza? Sono tutti quesiti che non si presentano a una risposta univoca. Porsi queste domande può sicuramente aiutare a compiere una scelta consapevole.
Fermo restando che, come per ogni altro investimento e finanziamento, i conti sulla convenienza o meno delle scelte fatte si possono fare solo a posteriori.
I migliori mutui prima casa a tasso fisso:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| BPER Banca | 3,05% | € 424,31 | 3,29% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Credem | 3,17% | € 430,83 | 3,45% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
Articoli correlati
Mutui in Italia tra i più convenienti d’Europa: il confronto dell’European Mortgage Federation
Nel primo trimestre, il tasso medio italiano è rimasto stabile al 3,37%, secondo i dati dell’European Mortgage Federation. Il confronto europeo mostra differenze marcate: in Spagna il tasso medio è del 2,72%, mentre in Germania sale al 3,75%. Per chi cerca un mutuo in Italia, la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla capacità del mutuatario di sostenere un’eventuale variazione della rata.
Dopo un avvio d'anno stabile, IRS ed Euribor sono saliti progressivamente fino a toccare i massimi nel mese di settembre. A destabilizzare i tassi ha contribuito la mossa della BCE del 10 settembre, che apre un ultimo trimestre da monitorare con attenzione.
Novità per i mutui casa: dal 3 agosto 2026 chi beneficia della Legge 104 ha accesso prioritario al Fondo Garanzia Prima Casa. La garanzia statale sale all'80%, rendendo più semplice ottenere un finanziamento e acquistare la prima casa a condizioni agevolate.
Guide correlate
Normativa acquisto abitazione e mutui casa
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.
Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, rinnovato fino al 2027, rappresenta un’opportunità per i giovani under 36 che desiderano acquistare la prima casa. Scopri requisiti, vantaggi e novità legislative aggiornate al 2026 per accedere a mutui con garanzie statali fino all’80%.
Questa guida analizza le tre strade per modificare il tuo finanziamento: sostituzione, surroga e rinegoziazione del mutuo. Scopri le differenze, i costi e i vantaggi di ogni opzione per capire quando conviene agire, sia per ridurre la rata mensile che per ottenere nuova liquidità.
I 5 vantaggi dei mutui green
Vuoi acquistare una casa sostenibile o migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione? I mutui green sono la scelta ideale: tassi ridotti, vantaggi economici e supporto alla sostenibilità. Scopri tutti i benefici e inizia oggi a risparmiare con MutuiOnline.it.