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La Bce ferma i rialzi: cosa attendersi da qui in avanti

La stretta sui tassi nell'Eurozona potrebbe essere giunta al termine. Dopo dieci rialzi consecutivi, la Bce ha deciso di mantenere il livello del 4,5% e ha lasciato intendere che per i prossimi mesi è orientata a non muoversi. A meno che non intervengano fattori dirompenti.

27/10/2023
simbolo di percentuale rosso in mezzo a dollari bianchi
Stop al rialzo dei tassi dopo dieci consecutivi

Probabilmente la stretta sui tassi da parte della Banca centrale europea è giunta al capolinea. Dopo dieci rialzi in altrettante riunioni, l’istituzione guidata da Christine Lagarde ha deciso di mantenere i livelli attuali e sul mercato si inizia a scommettere sulla data di avvio dei tagli. Ecco cosa comporta l’ultima decisione e cosa attendersi da qui in avanti.

I tassi attuali e le parole della Lagarde

Dunque il tasso ufficiale (quello sui rifinanziamenti principali) resta al 4,50%, quello sui depositi al 4%, e quello sui prestiti marginali al 4,75%. Tutto come da attese, per altro alimentate dalle dichiarazioni di alcuni membri della stessa Bce.

Quanto al futuro, la bussola resta sempre l’inflazione, con i dati nell’Eurozona che vengono aggiornati sul finire di ogni mese. “Ci si attende tuttora che l’inflazione resti troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato”, si legge nel comunicato diffuso dall’istituto di Francoforte a margine della riunione. L’organismo della politica monetaria prende atto del forte rallentamento del carovita a settembre (4,3% rispetto a dodici mesi prima contro il 5,2% di agosto) e ricorda che le decisioni sui tassi richiedono del tempo per produrre effetto, per cui è verosimile che la tendenza al raffreddamento del carovita si rafforzerà con i prossimi dati attesi. Al tempo stesso la Lagarde è stata molto netta con chi le chiedeva indicazioni su possibili tagli.

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Mirino puntato sull’inflazione di ottobre

Dell’ipotesi, ha spiegato, non si è nemmeno discusso, dato che sarebbe stato prematuro. “Ora dobbiamo stare fermi, siamo in pausa”, ha aggiunto.

Dunque, a giorni sapremo qual è stata la recente evoluzione dei prezzi relativi ai beni di consumo e si capirà se la tendenza verso il +2%, che costituisce il livello auspicabile secondo lo statuto della Bce.

Il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, “forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario”, prosegue la nota. Che si conclude specificando come la Bce sia pronta a intervenire ancora qualora il cammino verso la soglia auspicata dovesse faticare a concretizzarsi.

Lo stop è una boccata d’ossigeno per le famiglie

“La stabilizzazione dei tassi di interesse è finalmente una buona notizia per il mercato dei mutui, in calo a doppia cifra, e per i consumatori”, è il commento di Alessio Santarelli, Direttore Generale del gruppo MutuiOnline. Il quale sottolinea che altri rincari avrebbero portato ulteriori difficoltà e incertezze per le famiglie italiane già alle prese con gli aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità. “Auspichiamo che i tassi vengano mantenuti stabili per i prossimi mesi e che sia possibile pensare a un calo già nella prima metà del 2024”, aggiunge. “Una grande incognita resta purtroppo lo scenario geopolitico, così instabile che è davvero difficile prevedere quali potrebbero essere le ripercussioni sull’economia dell’Eurozona”.

Secondo le rilevazioni di MutuiOnline.it, a ottobre i tassi medi fissi hanno superato per la prima volta il tetto del 4%, attestandosi in media al 4,14%, mentre i variabili sono arrivati al 5,13%, dunque sostanzialmente un punto percentuale in più, con il differenziale che è anche più ampio se si considerano le offerte migliori delle due categorie. Non è un caso se le richieste di mutuo a tasso variabile pesano solo il 5,3% del totale, mentre i mutui a tasso fisso rappresentano il 93,1%.

Si inaspriscono le condizioni dei mutui a tasso fisso

I tassi fissi, che sono stati quasi un anno stabili attorno al 3,7%, hanno ricominciato a crescere da agosto, per il timore che il taglio dei tassi non avverrà prima del terzo trimestre 2024. Così, se a luglio la rata mensile di un mutuo a tasso fisso da 140 mila euro a 30 anni era di 648 euro, oggi sarebbe di 676 euro (+4,3%), portando a pagare quasi 10 mila euro di interessi in più nella vita del mutuo (+10,8% rispetto a tre mesi fa).

I migliori mutui a tasso fisso di oggi:

Migliori mutui acquisto prima casa: simulazione a tasso fisso, impiegato 35 anni, residente a Milano, reddito € 2.600 euro mensili, importo mutuo € 100.000 euro, valore immobile € 200.000 euro, durata mutuo 30 anni. Rilevazione del 03/03/2024 ore 09:00.
Banca Tasso Rata Taeg
BPER Banca 2,55% € 397,73 2,66%
Banco di Sardegna 2,55% € 397,73 2,69%
Intesa Sanpaolo 2,75% € 408,24 2,87%
Crédit Agricole Italia 2,70% € 405,60 2,87%
Credem 2,70% € 405,60 2,92%
Webank 3,15% € 429,74 3,25%
Banco BPM 3,00% € 421,60 3,26%
Banca Sella 3,15% € 429,74 3,34%
BNL - Gruppo BNP Paribas 3,15% € 429,74 3,34%
Banco di Desio e della Brianza 3,08% € 425,93 3,34%
A cura di: Luigi dell'Olio

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