La Bce alza ancora i tassi, ma il bicchiere è mezzo pieno
Il rialzo c'è stato, ma potrebbe essere l'ultimo. Gli analisti sono divisi sull'ultima decisione della Bce, che ha portato i tassi ufficiali al 4,50%, 25 punti base in più di quanto previsto fino a questo momento. Ecco le conseguenze per chi ha un mutuo o un prestito in corso.
La Bce ha fatto 10, tanti quanti sono i rialzi dall’estate del 2022 a metà settembre di quest’anno. Mai era successo che in Occidente si alzassero i tassi così rapidamente e mai la Bce aveva raggiunto questa vetta. Tutto male? Non proprio.
Il livello più alto della storia
Portare il tasso ufficiale dal 4,25% al 4,50% comporterà inevitabilmente conseguenze anche per i mutuatari a tasso variabile, anche se il parametro di riferimento – l’Euribor® – non segue immediatamente, né pedissequamente le decisioni della banca centrale. La rata di un mutuo a tasso variabile da 160 mila euro a 30 anni passerà da 821 a 842 euro, vale a dire il 78% in più rispetto a gennaio 2022, quando si attestava in media a 472 euro; aumento più contenuto per i mutui a tasso variabile a 20 anni, che aumenteranno del 50% rispetto all’inizio dello scorso anno.
Per fortuna la quota dei titolari di contratto a tasso variabile si è ridotta nel tempo. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad agosto solo il 5,3% dei nuovi mutui è stato a tasso variabile, contro il 93,4% di coloro che hanno scelto il fisso. Anche perché mentre il Tan del variabile – per le richieste di mutui a 20 e 30 anni - ha continuato a crescere sia a considerare la media di mercato (4,93%), sia l’offerta migliore presente su MutuiOnline.it (4,40%), nel caso del fisso è diventata più salata la media (a quota 3,84%), mentre sono rimaste immutate le migliori condizioni di mercato (3,25%). “Al momento il delta tra tasso fisso e tasso variabile è di 109 bps sui tassi medi e di 115 bps sui tassi migliori e questa differenza si accentuerà nelle prossime settimane”, scrivono gli analisti di MutuiOnline.it.
Intanto continuano a crescere le surroghe, che nel terzo trimestre arrivano al 33,0% del mercato, data la convenienza a fissare una volta per tutte la rata da parte di quanti hanno acceso il mutuo fino a uno-due anni fa.
Cosa attendersi da qui in avanti
“L’inflazione continua a diminuire, ma ci si attende tuttora che rimanga troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato”, scrive l’istituto di Francoforte nel documento che accompagna la decisione sui tassi. “Il Consiglio direttivo - ha aggiunto - è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”.
Parole che generano preoccupazione, anche se subito dopo si precisa. “Il Consiglio direttivo ritiene che i tassi abbiano raggiunto livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale a un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo”.
Gli operatori del mercato hanno dato peso soprattutto all’ultimo messaggio, per cui le Borse sono salite e il rendimento del BTP si è stabilizzato nella convinzione diffusa che – almeno per qualche mese – i tassi resteranno fermi. Mentre all’orizzonte i futures indicano come possibile avvio dei tagli ai tassi il periodo compreso tra l’estate e l’inizio dell’autunno 2024.
Del resto, la Bce ha anche rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona. Stringere ancora rischia di peggiorare la situazione.
Intanto a fine mese scadranno le garanzie statali per i mutuatari under 36 e ancora non ci sono segnali di rinnovo della misura che ha favorito l’accesso alla casa di proprietà a tanti giovani che altrimenti si sarebbero visiti opporre un diniego in banca.
Parola all’esperto
“La scelta della Bce di continuare con i rialzi presenta sicuramente dei rischi considerato l’attuale contesto macroeconomico e la possibilità di recessione nell’Eurozona. È probabile sia l'ultima stretta, ma poco cambia rispetto a prima. Ormai siamo di fronte a un ‘new normal’ a cui le famiglie si devono abituare”, sottolinea Alessio Santarelli, Direttore Generale di Gruppo MutuiOnline. “Rimandare l'acquisto di una casa sperando che i tassi tornino sotto l'1% è utopistico, per un possibile miglioramento futuro ci sono sempre le surroghe. In questa situazione sarebbe auspicabile che il governo supportasse i consumatori e il mercato estendendo una norma analoga a quella dei mutui giovani a fasce di età e di reddito più ampie”.
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