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Immobiliare: prezzi previsti in calo ed efficienza energetica ancora al centro

La Banca d’Italia valuta i pareri degli agenti immobiliari, secondo i quali conflitto in corso, inflazione e caro energia rischiano di influenzare al ribasso la domanda e i prezzi delle abitazioni. Una condizione allarmante per le famiglie che si traduce in un freno alle intenzioni di acquisto.

01/09/2022
freccia che punta in alto oltre i palazzi
Mercato immobiliare nel nuovo contesto geopolitico ed economico

I primi tre mesi del 2022 hanno segnato un dato importante riguardo al mercato immobiliare, una svolta dopo anni di tendenza al ribasso: +4,6% tendenziale dei prezzi delle case secondo la Banca d’Italia, dato ricavato da una media calcolata sulle abitazioni esistenti e su quelle di nuova costruzione.

Un risultato minore rispetto all’Europa, dove la media dei Paesi ha fatto rilevare un tondo 10%, ma comunque importante dopo il fermo dettato dalla pandemia, ma anche degli ultimi dieci anni di un mercato a lungo in stallo.

Il secondo trimestre dell’anno si prepara, sempre secondo le previsioni della Banca d’Italia, a dare risultati simili e conseguente stabilità. Tuttavia l’entusiasmo che ha connotato i mercati della prima parte dell’anno rischia di dissolversi alla luce dei dati attesi per il terzo trimestre.

Le previsioni per il terzo trimestre

Dopo una prima parte di anno con un andamento positivo e ottimista sulla crescita del mercato e dei prezzi, con il passare dei mesi le previsioni sul terzo trimestre dell’immobiliare si fanno sempre più caute.

La Banca d’Italia valuta i pareri di 1.465 agenti immobiliari che non fanno a meno di rilevare come il conflitto in corso sul fronte ucraino, l’inflazione e il caro energia rischino di influenzare al ribasso la domanda (lo pensa il 60% degli agenti) e i prezzi delle abitazioni (secondo il 40% del campione intervistato). Una condizione allarmante per le famiglie che si traduce sempre più in un freno alle intenzioni di acquisto, inizialmente rivoluzionate dalla pandemia e dal recupero del valore della casa come bene primario e irrinunciabile.

Le rilevazioni di Bankitalia riguardano anche l’andamento della domanda di mutui, che registra il 67,5% di compravendite finanziate con un mutuo (era il 69,7% lo scorso trimestre) e un freno anche per i canoni di locazione, minore però a quello del trimestre precedente (dal 22,5% al 20,9%).

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La pandemia pesa ancora sulle scelte degli italiani

Secondo la maggior parte degli agenti interpellati, il covid continua a influenzare il mercato immobiliare, questa volta però in positivo perché si traduce in un aumento della domanda di case: il 26,9% in più dichiara questa tendenza rispetto invece a chi considera la pandemia come deterrente alla crescita.

A una domanda più consistente di potenziali acquirenti che cercano prevalentemente soluzioni abitative più adeguate ai nuovi stili di vita indotti dalla pandemia, corrisponde l’affanno dell’offerta che, specialmente nei centri più grandi, fatica a reagire in maniera adeguata alle crescenti esigenze manifestatesi. Di fatto, il 10% in più di agenti immobiliari sostiene le conseguenze negative della pandemia sull’offerta immobiliare.

Gli standard importanti delle nuove abitazioni

C’è una categoria di immobili che non teme nessuna guerra, né il caro vita dell’inflazione: sono le case nuove o con un buon livello di manutenzione. Al primo posto della qualità più ambita nel mercato per una casa c’è oggi l’efficienza energetica, che si ricollega all’opportunità di affrancarsi in futuro dagli aumenti incontrollati dell’energia e alla possibilità di garantire un margine di risparmio importante non solo in bolletta.

Si cercano inoltre abitazioni decentrate dal cuore delle città, che garantiscano privacy, tranquillità e spazi verdi: adesso più che mai si è disposti a cambiare lavoro e casa, in nome di una qualità della vita migliore, poco disposta a compromessi.

Seconde case che diventano prime

Quella che è stata una soluzione di emergenza dettata dalla pandemia rischia di diventare un nuovo stile di vita. Recuperano campagna e montagna, location del desiderio di molti ex fanatici della città, mentre le recenti regole dello smart working in vigore con il nuovo anno lavorativo segneranno i nuovi esodi verso mercati un tempo insospettabili.

Per chi compra avvalendosi di un finanziamento, le previsioni sui mutui non sono brillanti, ma si può sempre cercare nel mercato le migliori offerte di mutuo delle banche, con tassi ancora convenienti e occasioni dettate dalla sempre accesa concorrenza degli istituti di credito.

A cura di: Paola Campanelli

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