Il Superbonus scende al 90%
Il Superbonus va verso la conferma, ma con un ridimensionamento del beneficio fiscale. Secondo gli orientamenti prevalenti nella maggioranza che sostiene il governo, infatti, dal prossimo anno la misura dovrebbe essere ridotta al 90% della spesa complessiva rispetto al 110% attuale.
Il Superbonus 110% per chi effettua lavori di efficientamento energetico degli immobili, ottenendo almeno due salti di categoria, diventa un po' meno super. Secondo gli orientamenti prevalenti nella maggioranza che sostiene il governo, infatti, dal prossimo anno la misura dovrebbe essere ridotta al 90% della spesa complessiva rispetto al 110% attuale. Un modo per ridurre l’esborso a carico dello Stato e disincentivare gli abusi, mantenendo comunque in vita una misura molto amata dagli italiani, che ha mostrato di avere ricadute importanti in termini di PIL e di occupazione, anche se con nuovi costi a carico dello Stato.
Le novità
Il nuovo Superbonus sarà regolamentato dalla manovra di Bilancio 2023, che promette di reintrodurre l’incentivo anche per le villette, a patto però che siano utilizzate come prima casa da proprietari che rientrino in una soglia (ancora da fissare) di reddito, calcolata in base al quoziente familiare. Quest’ultimo costituisce una novità, dato che l’esecutivo pare orientato a far debuttare il quoziente nel sistema fiscale per misurare il reddito della famiglia. L’idea è di testarne gli effetti in questo campo, fare la tara laddove necessario, per poi ampliarne l’utilizzo a tutta l’Irpef, mettendo in soffitta il contestato Isee.
Anche in questo caso siamo nel campo delle ipotesi, dato che lo schema della manovra, che il governo sta mettendo a punto in questi giorni, dovrà passare al vaglio del Parlamento per l’approvazione e spesso in passato questo provvedimento ha visto aggiustamenti in corsa, anche di una certa rilevanza.
Vola il fotovoltaico tra i privati
Il Superbonus 110% vede tra i lavori trainanti (quelli cioè che consentono di accedere al beneficio) la realizzazione di impianti fotovoltaici e questo spiega buona parte della corsa alla quale si assiste negli ultimi tempi. Il Gse segnala che nei primi nove mesi dell’anno la potenza di energia installata presso le abitazioni private è triplicata rispetto allo stesso periodo del 2021. E con un aumento sostenuto soprattutto dalle installazioni di piccola taglia (sotto i 20 kilowatt), che hanno beneficiato dello scatto legislativo e fiscale e della maggiore convenienza indotta dai rincari energetici.
Il bilancio
La misura finora è stata oggetto di differenti valutazioni perché da una parte si è fatto notare che la generosità del bonus favorisce i tentativi di truffe e raggiri, dall’altra vengono sottolineati i benefici per l’economia italiana.
Le indagini della guardia di finanza hanno finora rilevato crediti inesistenti - legati ai diversi bonus edilizi – per 3,4 miliardi di euro. Una cifra che è destinata a salire, visto che crediti per centinaia di milioni sono attualmente oggetto di indagini o di richieste di misura cautelare e che sono circa 7 miliardi i bonus al centro di presunte frodi.
Ma veniamo ai lati positivi, sicuramente da non sottovalutare. Circa tre quarti degli immobili italiani è stato realizzato prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche e sull’efficienza energetica, per cui i lavori di riqualificazione portano non solo maggiore sicurezza e minori consumi, ma anche una crescita del valore di mercato degli stessi immobili.
L’Ance (l’associazione dei costruttori italiani) stima 6 miliardi di euro di ricadute dirette sul settore, che diventano 21 miliardi sull’economia nel suo complesso, tenendo conto che ogni euro investito in costruzioni ne attiva altri 3,5 grazie alla lunga filiera che ne fa parte. Cifre che stanno contribuendo a sostenere l’economia in una fase non proprio brillante per la congiuntura, anche se occorre considerare l’esborso a carico dello Stato, che a sua volta non naviga nell’oro quanto allo stato di salute dei conti pubblici.
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