Il mercato immobiliare post Covid-19? Rimandato a settembre
Sono queste settimane decisive per capire quale andamento avrà il mercato immobiliare nella prossima metà di anno e nel 2021. Dipenderà dalla capacità di reddito delle famiglie e da quanto la crisi post Covid-19 ha intaccato le loro attività.
Quello che c’è di sicuro, è che i mesi di stop imposti dall’emergenza sanitaria hanno compromesso i numeri in via definitiva: nel 2019 il valore del mercato immobiliare residenziale nel nostro Paese è stato di 96 miliardi di euro per un totale di 603 mila compravendite, ma per quest’anno si ipotizza un calo dal 10 al 20%, per un valore di 83 miliardi di euro (previsione Scenari Immobiliari).
Chi ci guadagna, chi perde
Gli esperti insistono nel dire che quello che verrà sarà un mercato per chi vuole migliorare la condizione abitativa, dunque case più grandi, con terrazzo, balconi o giardino e possibilmente defilate dal centro città.
Soffrirà invece il mercato delle seconde case e degli investimenti, per due ragioni evidenti: la prima è che gli italiani sono adesso molto cauti nello spendere i risparmi, l’altra è che il settore del turismo è fermo e buona parte delle locazioni erano ormai destinate ai turisti.
C’è da dire però che gli immobili che avevano sfruttato le locazioni brevi destinate ai turisti, andranno a soddisfare la più ampia domanda di affitti, da parte di chi ha abbondonato il progetto di acquistare e chi vorrà semplicemente avere una casa più confortevole, magari destinata anche al lavoro in smart working.
C’è poi il caso Milano, il mercato che aveva trainato l’intero Paese e goduto dell’interesse dei grandi investitori stranieri. Con molta probabilità, sarà il mercato più in sofferenza e secondo le stime di Tecnocasa con transazioni che rischiano di perdere un buon 30% e prezzi in calo.
Come si comporteranno i prezzi
Sul valore che avranno le case in vendita c’è da fare una duplice valutazione: da una parte le case che acquisteranno sempre più valore, quelle che rispecchiano le nuove esigenze delle famiglie, quindi fuori dal centro, luminose, spaziose, con un a,biente esterno da sfruttare e una classe energetica efficiente; dall’altra ci sono gli immobili di minor valore che, tagliati fuori dall’acquisto per investimento, subiranno un calo dei prezzi.
Fabiana Megliola di Tecnocasa sul Sole 24 Ore rimanda il giudizio a settembre, quindi dopo l’estate, quando gli effetti del post Covid-19 saranno più chiari, si potrà dare una valutazione della situazione lavorativa e si avrà più chiara la posizione delle banche: proprio gli istituti di credito potrebbero decidere di stringere le maglie del credito o reagire alla crisi con un aumento degli spread e imponendo paletti più rigidi ai potenziali mutuatari.
La situazione dei mutui
Come abbiamo avuto più volte modo di riportare, mentre noi eravamo chiusi in casa l’andamento dei tassi di interesse sui mutui si preparava a consegnarci i tassi fissi più bassi della storia, tanto da portarli a un costo uguale e spesso minore rispetto al tasso variabile.
Attualmente gran parte dei finanziamenti per la casa a tasso fisso viaggiano sotto l’1%, e se si ha l’accortezza di affidarsi a un comparatore che cerca le migliori occasioni del mercato, si riesce a strappare anche valori di gran lunga inferiori al minimo, sicuramente quando la somma richiesta rimane sotto il 50% del valore dell’immobile finanziato.
A titolo di esempio, ipotizziamo il 29 maggio la richiesta di 100.000 euro a 20 anni per finanziare a Milano un immobile di 200.000 euro. La soluzione più conveniente è di IWBank al costo di 442 euro al mese, Tasso Fisso 0,60% (IRS+0,45%), Taeg 0,72%. Oltre al tasso così basso, la banca offre la perizia gratuita e l’assicurazione casa obbligatoria.
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