Il calo dei tassi promette di rilanciare le surroghe
Il 2024 si annuncia come l'anno dell'inversione di tendenza in materia di tassi. Dopo un biennio di rialzi da parte della Banca centrale europea, l'attesa è per i primi tagli, soprattutto se verrà confermato il rallentamento dell'inflazione registrato da novembre in avanti.
È ancora presto per parlare di un’inversione di rotta vera e propria, ma i segnali arrivati dagli indici negli ultimi giorni evidenziano che la stretta sui tassi si va allentando. Se nelle prossime settimane prenderanno corpo le voci di una politica monetaria espansiva da parte della Bce è lecito attendersi un’accelerazione di questo trend, il che potrebbe riportare in auge il dilemma tra tasso fisso e variabile, oltre a rilanciare le surroghe. Vediamo perché.
Tornano i dilemmi sulla scelta del tasso
La rapidità con la quale la Banca centrale europea ha alzato i tassi ufficiali tra il 2021 e il 2022 non ha precedenti nella storia, tanto da aver creato una situazione anomala, con l’Euribor® (benchmark del tasso variabile) che ha scavalcato l’Irs (riferimento per il fisso), rendendo il mutuo a tasso variabile più costoso rispetto a quello a tasso fisso. Così non sorprende leggere nell’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it che il mutuo a tasso fisso ha assorbito il 93% delle domande contro poco il 5,5% per il variabile, poco più dell’1% per il tasso misto e pochi decimali per il variabile con cap. Surroghe e sostituzioni si sono invece fermate al 21,8% delle richieste totali tra ottobre e novembre.
Detto del passato, lo scenario potrebbe presto cambiare se apparirà più concreto l’avvio dell’allentamento monetario. Infatti, l’Euribor® tornerebbe a essere meno costoso, spingendo i mutuatari a scegliere tra la possibilità di accettare una rata più alta, ma con la certezza che non cambierà durante l’intero piano di rimborso, e il variabile meno costoso, ma con l’alea sul futuro. Fermo restando che vi è sempre la possibilità di rottamare il vecchio mutuo nel momento in cui sul mercato dovessero presentarsi condizioni migliori.
Il possibile rilancio delle surroghe
Ecco perché lo scenario promette di essere positivo anche per le surroghe, che non sono soggette a costi notarili (non toccando l’importo del mutuo e dunque i valori su cui si basa l’ipoteca non si deve fare un nuovo atto) e i possibili oneri sono a carico della nuova banca. La vecchia banca entro 30 giorni dall’avvio della pratica da parte della nuova banca è tenuta a fare il passaggio di consegne e non può opporsi.
Tutto semplice? Non proprio, dato che – come ogni altro strumento a disposizione dei consumatori – anche la surroga va conosciuta nelle sue caratteristiche principali per essere sfruttata al meglio. In particolare occorre sapere che: si possono modificare solo tasso e durata del contratto quindi con benefici sul monte interessi da pagare e non si può ridurre l’importo del debito residuo, obiettivo raggiungibile invece con la sostituzione, che comporta la stipula di un nuovo contratto e un nuovo atto notarile con le spese annesse.
Cosa attendersi dai prossimi mesi
Quanto alle future mosse di politica monetaria, la sensazione è che l’Eurotower attenderà i dati dell’inflazione relativi a gennaio e febbraio prima di sbilanciarsi sulle mosse future, che in ogni caso ci saranno non prima di maggio-giugno. Infatti, anche se nell’ultimo bimestre il carovita ha rallentato bruscamente, questo è dovuto soprattutto alla contrazione dei prezzi relativi alle materie prime energetiche. Da questo mese, invece, il confronto a un anno sarà fatto con un periodo in cui i valori di gas e petrolio erano già in frenata ed è verosimile attendersi quindi un rimbalzo dell’inflazione tendenziale. Anche perché nel frattempo le altre voci che compongono il paniere monitorato dall’Istat continuano a crescere, mettendo a dura prova il potere d’acquisto delle famiglie.
Resta poi da monitorare la variabile salariale, che finora è rimasta sostanzialmente stazionaria nell’Eurozona, mentre negli Stati Uniti è cresciuta sensibilmente. Considerato che spesso il Vecchio Continente segue le dinamiche dell’altra sponda dell’Atlantico con qualche mese di ritardo, non è escluso che anche da noi si assista a un surriscaldamento degli stipendi. Se così non sarà, è lecito attendersi una Bce più accomodante dall’estate in avanti.
I migliori mutui a tasso fisso di oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 3,06% | € 424,85 | 3,34% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,51% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,54% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| UniCredit | 3,45% | € 446,26 | 3,74% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
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