I fondi immobiliari verso nuovi record
Non solo mattone “fisico”. In Italia continua a crescere il valore dei fondi immobiliari, quelli cioè che consentono di investire nel real estate senza possesso del bene, ma rilevando titoli finanziari di partecipazione. Tali fondi sono protagonisti di molte delle grandi operazioni d’investimento.
Non solo il mattone “fisico”. In Italia continua a crescere il valore dei fondi immobiliari, quelli cioè che consentono di investire nel real estate senza possesso del bene, ma rilevando titoli finanziari di partecipazione.
Un fenomeno positivo se si considera che proprio i fondi sono i protagonisti di molte delle grandi operazioni d’investimento e possono offrire un contributo importante al rinnovamento del parco di edifici esistente nel nostro Paese.
Lo studio
Secondo il rapporto 2021 “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei, il patrimonio immobiliare detenuto direttamente dai 560 fondi attivi nella Penisola chiuderà l’anno in crescita del 4,8% rispetto al 2020, a toccare quota 105 miliardi di euro.
Il trend, sottolinea lo studio, è destinato a proseguire anche nel 2022, con l’ingresso sul mercato di una trentina di nuovi operatori e un patrimonio in gestione destinato a raggiungere i 110 miliardi.
Tendenza globale
La crescita italiana è superiore al trend globale, che comunque vede i fondi sempre più protagonisti del mercato immobiliare. L’anno dovrebbe chiudersi con un patrimonio globale in progresso del 3,7% sul 2020, a quota 3.400 miliardi, con l’Europa che pesa per circa il 40% con 1.360 miliardi in gestione e una crescita del 3,8% nel confronto annuo. Merito anche dell’ingresso sul mercato di 45 nuovi fondi solo nel corso dell’ultimo anno.
Forma d’investimento
La crescita dei fondi immobiliari è favorita, oltre che dalle buone prospettive del real estate, anche dalla crescente domanda d’investimento in una fase in cui sia l’azionario, sia l’obbligazionario perdono appeal. Il primo in quanto reduce da anni di crescita quasi ininterrotta che ha portato i multipli ben oltre le medie storiche, il secondo a causa dei tassi bassi che comprimono i rendimenti. Per altro, con la prospettiva che in un futuro prossimo le banche centrali inizino ad alzarsi, causando perdite a chi ha già le obbligazioni in portafoglio.
I fondi sono un’alternativa d’investimento perché consentono di trasformare investimenti immobiliari, che per loro natura richiedono tempi più lunghi degli investimenti di tipo mobiliare, in quote di attività finanziarie che consentono di generare liquidità senza che l’investitore debba acquisire direttamente un immobile.
I fondi immobiliari investono il patrimonio in misura non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società del settore. Sono chiusi, ovvero prevedono un diritto al rimborso della quota sottoscritta solo ad una certa scadenza. I fondi sono classificati in base ai soggetti ai quali si rivolgono (retail o investitori qualificati), e alla politica di distribuzione dei dividendi (a distribuzione o ad accumulazione).
Il principale vantaggio legato a questi strumenti è dato dalla possibilità di diversificazione rispetto alle asset class più note, per altro in una situazione di ritorno dell’inflazione che tende a favorire gli asset reali rispetto a quelli finanziari. Il principale svantaggio, invece, è legato al fatto che il fondo immobiliare è uno strumento di investimento di medio e lungo periodo, tendenzialmente molto meno liquido delle asset class scambiate su borse ufficiali.
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