Difficoltà con il mutuo o prestito? Arriva il riacquisto con lo sconto
Consentire a chi si è trovato in difficoltà con il pagamento delle rate di rientrare in possesso dell'immobile. È la possibilità alla quale si lavora in Parlamento, con una possibile convergenza tra maggioranza e opposizioni. Ecco le proposte in campo.
Alla fine potrebbero essere tutti d’accordo, maggioranza e opposizioni. Secondo indiscrezioni giornalistiche circolate negli ultimi giorni, il Senato presto potrebbe dare il via libera alle “cartolarizzazioni sociali” per consentire a chi è in mora relativamente a un mutuo o a un prestito ricevuto di riacquistarlo con lo sconto.
Il concetto di “sociale” è riferito al fatto che la cartolarizzazione consente alle banche di vendere in blocco i propri crediti deteriorati a società terze che, a loro volta, si occuperanno in autonomia di attuare le procedure di recupero credito nei confronti dei debitori. Obiettivo del meccanismo sugli immobili è consentire ai proprietari che non riescono a pagare le rate di restare nella propria casa senza dovervi rinunciare in maniera definitiva.
Il funzionamento della cartolarizzazione
La procedura prende il via con la presentazione dell’istanza da parte del debitore. Quindi si procedere a individuare l'ammontare del debito sostenibile e il terzo passaggio riguarda la stima della rata di canone che il debitore è in grado di versare mensilmente. Grazie al processo di cartolarizzazione, l’immobile rimane a disposizione del debitore che si impegna a pagare una rata per lui accessibile. In questo modo, dopo un certo numero di rate, il debitore potrà riscattare il bene acquistandolo a un prezzo prestabilito.
Come funziona il meccanismo di riacquisto
In Italia il settore dei crediti a qualsiasi livello ammalorati vale all’incirca 350 miliardi di euro nominali (cioè a considerare il valore originario degli stessi, non alla luce delle svalutazioni intervenute per le difficoltà di recupero) e riguarda intorno a un milione di soggetti tra famiglie e imprese. Le banche erogatrici dei prestiti, una volta preso atto della difficoltà di recupero, in genere vendono grossi pacchetti di questi crediti ai fondi specializzati nel trattamento e recupero (quanto meno parziale) degli stessi.
Da tempo il governo ha proposto una misura che consenta agli insolventi di estinguere i propri debiti pagando il 20% in più di quanto versato dai fondi che avevano comprato dalle banche. Un ammontare deciso alla luce del fatto che solitamente la cessione dei crediti deteriorati si concretizza a valori tra il 15 e il 30% del nominale. Finora, tuttavia, questo progetto non ha avuto riscontro in Parlamento, complice la resistenza degli operatori finanziari, i quali lo considerano una violazione dei contratti pregressi, nonché una strada che introdurrebbe nuove perdite sulle garanzie offerte dallo Stato alle relative cartolarizzazioni.
La possibile convergenza parlamentare
Intanto, sul progetto iniziale si è innestato un secondo proveniente dalle opposizioni parlamentari, che tra le altre cose estende le cartolarizzazioni sociali a quelle già esistenti, rispetto al progetto iniziale che si riferiva alle sole situazioni in divenire. Un’altra novità è la possibilità concessa al fondo entrato in possesso di un immobile, di cederlo in locazione all’iniziale proprietario-debitore, con la partecipazione di un’associazione di promozione sociale iscritta al registro di settore. Una strada per minimizzare l’impatto sociale dovuto da crisi economiche a capo di famiglie o imprese.
Se il provvedimento riceverà l’ok dei due rami Parlamentari, sarà inoltre possibile convertire il credito in mora in un mutuo a rate, prassi già in uso ma spesso vessatoria a svantaggio dei debitori più fragili. Dunque occorrerà mettere a punto una normativa di dettaglio che consenta di escludere questo rischio.
Resta da capire se davvero alle buone intenzioni seguiranno provvedimenti di legge. Il tempo non è molto sia per la pausa estiva in arrivo, sia perché da settembre in avanti l’attenzione del Parlamento sarà focalizzata dalla Legge di Bilancio 2025 che si annuncia particolarmente difficile, considerato che tornerà in vigore il Patto di Stabilità (sospeso con l’avvio dell’emergenza pandemica), che imporrà una correzione dei conti al nostro Paese.
Le offerte di mutuo a tasso fisso a 30 anni oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| Credem | 3,27% | € 436,30 | 3,66% |
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