Decreto Sostegni bis: la moratoria sui mutui di nuovo ad autonomi e piccoli imprenditori
Contenuta nel nuovo Decreto Sostegni la proposta di introdurre nuovamente professionisti, partite Iva e piccoli imprenditori in difficoltà nelle categorie che hanno accesso alla moratoria del mutuo. Il Decreto Cura Italia aveva concesso questo beneficio solo fino al 17 dicembre scorso.
Inizialmente tagliati fuori dalla rosa dei beneficiari, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori tornano ad essere presi in considerazione tra le categorie che potranno accedere alla proroga sulla moratoria mutui prima casa.
È questa una delle misure in discussione nel nuovo Decreto Sostegni, secondo quanto in parte anticipato dalle dichiarazioni dei membri del Governo al lavoro sul Decreto bis. Se così fosse, categorie come professionisti, partite Iva, commercianti e artigiani in gravi difficoltà potrebbero nuovamente avere accesso alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo per un periodo ragionevolmente utile.
Cosa prevede la moratoria sui mutui
Istituita nel 2007 dalla legge 244 con il Fondo di solidarietà prima casa, anche conosciuto con il nome di Fondo Gasparrini dal nome del ministro che l’ha presentata in Parlamento, la moratoria è la sospensione temporanea del pagamento delle rate al verificarsi di una situazione di difficoltà economica, destinata ad incidere per un periodo di tempo sulle disponibilità economiche di una famiglia.
Rivolto originariamente ai lavoratori trovatisi in situazioni di disagio a causa della perdita del posto di lavoro o della riduzione dell’orario, durante la pandemia sono state prese in considerazione anche altre situazioni.
La legge di conversione del Decreto Cura Italia aveva infatti esteso la platea dei beneficiari e dei mutui interessati dalla moratoria, ai finanziamenti di importo fino a 400.000 euro (rispetto ai 250.000 normalmente previsti) e ai mutui concessi tramite il Fondo di Garanzia Consap.
L’elenco delle categorie beneficiarie si era poi così allargato:
- dipendenti che avessero subito una riduzione o sospensione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni consecutivi
- ex beneficiari della sospensione con nuove rate in corso
- soggetti oltre la soglia ISEE di 30.000 euro
- autonomi e liberi professionisti che avessero subito un calo di fatturato di almeno il 33%.
La stessa legge stabiliva la validità della sospensione per la categoria di autonomi e liberi professionisti fino al 17 dicembre 2020, quando invece le altre categorie hanno potuto godere di un prolungamento del periodo di sospensione.
Cosa potrebbe prevedere il Decreto Sostegni bis
Le categorie tagliate fuori nella proroga della moratoria del 2021 potrebbero rientrare nel piano di stanziamento di 15 miliardi previsto dal Decreto Sostegni bis per le imprese in difficoltà, insieme al rinnovo di strumenti di credito agevolato per quelle categorie imprenditoriali.
Come funziona la sospensione
Così come formulata anche dal Decreto Cura Italia e in seguito dal Decreto Liquidità durante il corso dello scorso anno, la sospensione delle rate riguarda non solo la quota capitale delle rate, ma anche gli interessi nella misura del 50%, così che il mutuatario dovrà versare durante il periodo di moratoria soltanto la restante percentuale.
Il tempo massimo concesso per saltare le rate del mutuo è di 18 mesi e per non più di 2 volte in totale, mentre l’ammontare del mutuo non può superare i 250.000 euro.
Cosa può fare chi è in difficoltà con il mutuo
Sospendere il pagamento delle rate del mutuo può rivelarsi molto oneroso a fine periodo, quando si dovrà corrispondere anche la parte di interessi rimasta in sospeso. Nel caso in cui sia sufficiente ottenere una sola riduzione della spesa del mutuo, si può valutare un’operazione di surroga, la cosiddetta portabilità che consente di traslocare il finanziamento presso una nuova banca a condizioni migliori.
Con MutuiOnline.it è possibile anche fare una stima del risparmio della surroga che si andrà a realizzare, senza dimenticare che questa operazione consente di allungare la durata del nuovo mutuo e ridurre così ulteriormente la rata. In più, i tassi sono ancora molto bassi e consentono di strappare condizioni competitive.
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