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Compravendite in calo sia nei grandi che nei piccoli centri

I primi mesi del 2023 vedono in picchiata, oltre alle compravendite, anche i mutui, i finanziamenti e altre obbligazioni che prevedono la costituzione di ipoteca immobiliare. Dal rapporto Istat emerge che i prestiti ipotecari presentano una flessione già a partire dal secondo trimestre 2022.

29/11/2023
facciata di un palazzo
Mercato immobiliare nel 2023

Mercato immobiliare ancora in terreno negativo. Nel primo trimestre del 2023 l’andamento continua ad essere in flessione, così come già registrato nel terzo e quarto trimestre del 2022. A rivelarlo sono i dati Istat, secondo cui dopo otto trimestri consecutivi di crescita (dal terzo trimestre 2020 al secondo trimestre 2022), i successivi nove mesi hanno presentato un calo legato soprattutto al settore abitativo che rappresenta poi il perno dell’intero mercato immobiliare.

In picchiata, oltre alle compravendite, ci sono anche i mutui, i finanziamenti e altre obbligazioni che prevedono la costituzione di ipoteca immobiliare. Dal rapporto Istat emerge, infatti, che i prestiti ipotecari presentano un trend in calo già a partire dal secondo trimestre 2022. Contrazione che poi è andata ad accentuarsi nel terzo e quarto trimestre 2022 sino a diventare più massiccia nella prima parte del 2023.

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Come va il mercato immobiliare nel 2023?

Si contano 210.691 convenzioni notarili di compravendita e altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari nei primi tre mesi dell’anno. Secondo i dati diffusi dall’Istat si registra un calo pari a -5,0% rispetto al trimestre precedente e a -11,0% su base annua.

Ed è in particolare proprio il settore abitativo a mettere a segno le percentuali maggiormente negative in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-ovest -11,3%. Sud -4,7%, Centro -4,3%, Isole -2,2%. Discorso opposto, invece, per il Nord-est che rappresenta un’eccezione in quanto risulta in crescita: +1,0%. Buone prestazioni anche per il settore economico che risulta in crescita nel Nord-est e nel Centro, con percentuali pari rispettivamente a +13,0% e +6,9%. Tale comparto resta sostanzialmente stabile nelle Isole (-0,1%), nel Nord-ovest (+0,4%) e al Sud (+0,5%).

Secondo i dati Istat il 93,9% delle convenzioni stipulate fa riferimento a trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (197.547), il 5,9% riguarda quelli a uso economico (12.474) e lo 0,3% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (670). Rispetto al primo trimestre 2022 le transazioni immobiliari sono calate dell’11,6% nel comparto abitativo e cresciute dell’1,6% nell’economico.

Se si analizza il settore abitativo a livello territoriale e su base annua, si registrano tali variazioni percentuali: Nord-ovest -16,5%, Centro -16,0%, Nord-est -7,8%, Isole -4,9% e Sud -4,6%. Bene invece il settore economico che risulta positivo nel Sud (+5,5%), nel Nord-est (+2.8%), nelle Isole (+1,0%) e nel Nord-ovest (+0,7%), mentre è in calo nel Centro (-1,8%). Nel settore abitativo le compravendite risultano in flessione sia nei grandi sia nei piccoli centri, con percentuali pari rispettivamente -18,3% e -6,4%. Discorso sempre opposto per il settore economico, dove al contrario i dati sono in aumento: rispettivamente +1,5% e +1,6%.

Qual è andamento dei mutui nel 2023?

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono 73.582 a inizio anno: il dato è pari a -12,6% rispetto al trimestre precedente e -31,0% su base annua. La contrazione – così come si evince dal rapporto Istat - interessa tutto il territorio su base sia congiunturale (Nord-ovest -20,5%, Centro -12,6%, Sud -8,0%, Nord-est -5,9% e Sud -5,0%), sia annua (Nord-ovest -36,5%, Centro -33,9%, Sud -25,6%, Nord-est -25,5%, Isole -25,3%, Città metropolitane -36,4% e piccoli centri -26,6%).

La conferma arriva anche da CRIF, secondo cui il calo del numero di compravendite immobiliari, abbinata all’aumento dei tassi di interesse, ha frenato le erogazioni dei nuovi mutui: -33,3% nel secondo trimestre 2023 e -29,9% nel primo semestre dell’anno. A presentare il segno meno soprattutto i mutui a tasso variabile, complice la crescita degli indici di riferimento Euribor, che è passato da un valore medio del 3,54% del mese di giugno ad un 3,88% medio del mese di settembre.

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A cura di: Tiziana Casciaro

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