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Come calcolare IMU 2021 e come pagare

L'appuntamento con il versamento della prima rata dell'Imu è entro il 16 giugno. Secondo uno studio della Uil in questa giornata saranno versati 9,8 miliardi di euro. I versamenti verranno effettuati da oltre 25 milioni di proprietari e comproprietari di case differenti dall'abitazione principale.

15/06/2021
Entro il 16 giugno va pagato l'acconto dell'Imu 2021

La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 16 giugno. Entro questa giornata bisognerà versare la prima rata dell’Imu. Il secondo appuntamento è previsto, invece, per il 16 dicembre 2021.

La prima ‘tranche’ corrisponde alla metà di quanto è stato versato a titolo di Imu e Tasi nel 2020. A dicembre si potrà poi effettuare il saldo, salvo che i contribuenti non decidano di versare l’imposta in un’unica soluzione nella giornata del 16 giugno. È possibile, infatti, pagare l’Imu in un’unica rata. I Comuni sono autorizzati a fissare termini diversi per i versamenti in caso di situazioni specifiche.

Secondo uno studio effettuato dalla Uil saranno versati 9,8 miliardi di euro per l’Imu nella giornata del 16 giugno. A dover effettuare i versamenti saranno più di 25 milioni di proprietari e comproprietari di case differenti dall’abitazione principale. Dall’indagine risulta che il 41% dei contribuenti è composto da pensionati e lavoratori dipendenti.

Con la legge di Stabilità 2021 l’Imposta Municipale Unica, prima nota come Ici, è stata abolita sulla prima casa, tranne che per le abitazioni che fanno parte delle categorie catastali A/1, A/8 E A/9. Parliamo di ville, castelli e immobili di pregio. Inoltre a partire dallo scorso anno, Imu e Tasi sono state unificate, assicurando così maggiore fluidità e semplicità dei pagamenti per i contribuenti.

Ma a chi tocca pagare l’Imu 2021? I destinatari dell’Imposta Municipale Unica sono sia i proprietari di prime case di lusso che coloro che risultano proprietari di case diverse dall’abitazione principale.

Sono invece “esonerate” dal pagamento perché assimilate per legge all’abitazione principale:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad oggetti sociali, come definiti dal decreto del ministro delle Infrastrutture, adibiti ad abitazione principale;
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli;
  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del D. Lgs. 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

Ad essere esenti dal versamento dell’Imu sono anche alcuni terreni agricoli, come quelli ubicati nei comuni delle isole minori; quelli a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile o quelli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole.

Come si paga l’Imu

Sono diverse le modalità con cui effettuare il versamento dell’Imu:

  • Modello F24
  • Bollettino di conto corrente postale
  • Utilizzo della piattaforma PagoPA

Il versamento va fatto a favore del Comune in cui è situato l’immobile. Chi è proprietario di più case può utilizzare lo stesso modello F24 e versare l’Imu per più case, situate anche in comuni diversi.

Come calcolare l’Imu

Il calcolo Imu - così come annunciato dal Dipartimento delle Finanze - va fatto applicando alla base imponibile l’aliquota fissata per la particolare fattispecie. Secondo quanto previsto dalla legge, per ciascuna fattispecie viene stabilita l’aliquota dell’Imu in una misura standard che può essere cambiata dal Comune, sia in aumento che in diminuzione, sempre entro i margini di manovrabilità fissati dalla legge stessa.

Nella maggior parte dei casi l’aliquota Imu è pari allo 0,86%. I Comuni hanno il potere di azzerarla o di aumentare l’aliquota fino all’1,06%. Nel caso di abitazione principale o pertinenze l’aliquota Imu è pari allo 0,5%. Anche in questo caso i Comuni possono aumentarla o azzerarla.

A cura di: Tiziana Casciaro

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