Case: in aumento chi vuole spendere più di 250.000 euro
La principale disponibilità di spesa per chi vuole comprare casa è quella della fascia fino a 119mila euro. Negli ultimi tempi aumentano, però, coloro che possono spendere anche più di 250mila euro: a milano la percentuale è del 56,7. Importi più bassi per Genova, Napoli, Palermo e Torino.
L’amore per il ‘mattone’ è qualcosa che da sempre contraddistingue il nostro Paese. Acquistare casa rappresenta un traguardo che tutti, prima o poi, vorremmo tagliare per sentirci più realizzati. Vivere tra le proprie ‘quattro mura’ è una priorità per tantissimi italiani.
Ma quanto sono disposti a spendere gli abitanti del Belpaese per comprare casa? A rispondere al quesito ci ha pensato l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha esaminato la disponibilità di spesa per l’acquisto di un immobile nel mese di luglio.
Attualmente la maggiore concentrazione della disponibilità di spesa è sempre riconducibile alla fascia più bassa, ossia fino a 119mila euro. In questo caso la percentuale si attesta al 26%. A seguire c’è la fascia tra 120 e 169mila euro che si attesta al 23,2% e con il 22,1% il range compreso tra 170 a 249mila euro.
La disponibilità di spesa tra 250 e 349mila euro è pari al 16,4%, mentre si attesta al 7,9% il range compreso tra 350 e 474mila euro. La percentuale è pari al 2,9% per la disponibilità di spesa compresa tra 475 e 629mila euro. Conquista l’ultimo posto con l’1,5% la disponibilità di spesa riconducibile alla fascia più alta, ossia superiore ai 630mila euro. Dall’indagine effettuata emerge che si registra un aumento della percentuale di chi desidera spendere più di 250mila euro per acquistare un appartamento.
La disponibilità di spesa nelle grandi città
A Roma e a Milano la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349mila euro. Le percentuali si attestano al 24,4% per Roma e al 25,2% per Milano. A Milano la percentuale di chi vuole spendere oltre i 250mila euro è del 56,7%.
A Firenze e a Bari si concentrano principalmente gli acquirenti interessati alle abitazioni appartenenti alla fascia compresa tra 170 e 249mila euro. Le percentuali sono pari rispettivamente al 35,4% e al 29,2%. Nelle città di Bologna e Verona la fascia di spesa più gettonata è quella compresa tra 120 e 169mila euro, rispettivamente con il 29,3% e 30,9%. Nelle altre grandi città, come Genova, Napoli, Palermo e Torino, la disponibilità di spesa resta concentrata nella fascia di spesa inferiore a 120 mila euro.
Il ricorso al mutuo per comprare casa resta, intanto, lo strumento più frequente soprattutto quando si tratta di prima casa in quanto il mutuatario ha diritto ad una serie di agevolazioni fiscali. Con i mutui prima casa le banche sono solite offrire fino all’80% del valore dell’immobile.
Va poi scelto il tipo di tasso di interesse, che può essere fisso, variabile o anche misto. Nel primo caso l’ammontare delle rate viene stabilito alla stipula del contratto: l’importo non cambia per tutta la durata del finanziamento. Con un mutuo a tasso variabile invece, c’è un risparmio immediato rispetto al fisso, ma le rate possono essere soggette alle oscillazioni dei mercati finanziari. Con un mutuo a tasso misto è possibile passare dal tasso fisso a quello variabile o viceversa.
In Italia, secondo i dati contenuti nella settima edizione di ‘Gli Immobili in Italia’ a cura dell’Agenzia delle Entrate e Mef in collaborazione con Sogei, solo tre famiglie su quattro vivono in una casa di proprietà nel nostro Paese. Parliamo del 75,2% delle famiglie italiane.
Quasi il 50% dell’intero patrimonio immobiliare nazionale è presente nelle regioni del Nord Italia, mentre il resto degli appartamenti è dislocato tra le regioni del Centro, Sud e Isole. Dallo studio, effettuato ogni due anni, emerge anche che una casa di proprietà in media presenta 5,5 vani e una superficie pari a circa 117 metri quadrati. Il valore medio di un appartamento in Italia è di circa 162mila euro, ma naturalmente cambia a seconda della zona geografica in cui è ubicato.
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