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Case: ecco i tagli più richiesti dalle famiglie italiane

I trilocali sono il taglio di abitazioni più diffuso in Italia. Ammontano infatti a circa un terzo delle offerte, contro poco meno di un quarto sia per i monolocali, sia per i bilocali. È quanto emerge da uno studio sulla situazione immobiliare in Italia.

29/04/2022
Cartello di vendita immobiliare con scritta for sale
Metrature più richieste nell'acquisto della casa

Una stanza da letto per i genitori, una per i/il figli/o e un soggiorno. È il modello più diffuso di casa in Italia. Il trilocale resiste come modello dominante (quanto meno nelle città di medio-grandi e di grandi dimensioni, anche se l’evoluzione del mercato e un fenomeno dirompente come la pandemia stanno cambiando volto ai bisogni, con le famiglie che cercano nuove soluzioni, nei limiti dei propri budget.

Lo studio

A rivelarlo è un’indagine condotta dall’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa, che si riferisce a gennaio. Lo studio segnala che i trilocali sono un terzo di tutte le case messe in vendita in Italia (per la precisione il 33,1% del totale) contro poco meno di un quarto a testa per bilocali (24,0%) e quadrilocali (24,2% del totale).

Rispetto alla medesima ricerca effettuata a luglio scorso, sale leggermente la percentuale di monolocali, mentre è in calo quella di offerta di trilocali e quattro locali, molto probabilmente perché i tagli più grandi sono ora più desiderati e chi possiede una casa di ampia metratura decide di non venderla. Un risultato che va letto anche alla luce dell’evoluzione del mercato del lavoro. Oggi che molte aziende stanno trasformando il lavoro agile da modalità di svolgimento dell’attività in fase emergenziale nella norma (almeno per uno o due giorni a settimana), cresce infatti l’attenzione agli spazi aggiuntivi in appartamento per poter lavorare.

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Particolarità territoriali

Tornando all’indagine, Bari è la città in cui si è registrato il maggiore incremento di monolocali e bilocali (arrivati a incidere rispettivamente per l’11% e il 28,9%), mentre Roma è quella con la quota più elevata di trilocali presente sul mercato (39,4%).

A Bologna e Genova, invece, c’è una maggiore concentrazione sul quattro locali, rispettivamente con 31,5% e 38,2%. Infine a Milano è il bilocale ad essere più presente (43,0%) e il dato non sorprende, considerato che il capoluogo lombardo è anche la città italiana in cui i prezzi delle case sono più alti.

Confrontando le particolarità territoriali emerse in questa indagine con l’analoga indagine della scorsa estate non emergono differenze particolari, il che dimostra come si tratti di tendenze ormai consolidate nelle rispettive piazze.

Cosa attendersi per il futuro

Fin qui quanto già accaduto, ma quali cambiamenti potranno interessare le abitazioni nel futuro prossimo e non solo? Fermo restando che l’attenzione al benessere è destinata a crescere ulteriormente, data la spiccata sensibilità dei giovani su questo tema, è possibile immaginare che le tendenze future saranno alcune delle novità emerse nelle più recenti manifestazioni di settore. Stando all’ultima edizione del Salone del Mobile, la casa sarà sempre più spesso un luogo di convivialità, oltre che di lavoro.

Da qui la progettazione di spazi in grado di adattarsi alle esigenze che mutano nel tempo e magari anche a breve distanza. Pannelli, muri in cartongesso, buona esposizione alla luce sono caratteristiche destinate a diventare sempre più presenti nelle abitazioni degli italiani e non solo.

Infine, il ricorso sempre più massiccio allo smart working potrebbe provocare un allontanamento dai grandi centri che ospitano gli uffici e le sedi delle grandi aziende. Già negli ultimi mesi si è assistito a una crescita della domanda abitativa nella periferia o nei comuni limitrofi rispetto ai capoluoghi di provincia, mentre non si è vista traccia del prospettato riscatto del Sud. La sensazione è che la concentrazione delle aziende laddove si svolge in prevalenza il business sia destinata a proseguire ancora per diverso tempo.

A cura di: Luigi dell'Olio

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