Casa: cresce il desiderio di acquisto
Nella prima metà del 2021 il mercato immobiliare italiano è stato vivacizzato da un boom delle intenzioni di acquisto, con le famiglie alla ricerca della prima casa o intenzionate a soluzioni migliorative. Il Covid, infatti, ha accentuato la ricerca di spazi e servizi.
La pandemia da coronavirus ha stravolto i desideri degli italiani sulla casa da abitare, di riflesso ai fenomeni indotti dalle restrizioni cui sono stati sottoposti per tenere sotto controllo i contagi. Tre, soprattutto, sono stati i fattori che hanno portato al cambiamento: l’accelerazione della digitalizzazione (con lo smart working, la didattica a distanza e l’e-commerce), la socialità condivisa in spazi ristretti e una maggiore sensibilità verso l’ambiente che ha portato alla rivalutazione di realtà tenute in secondo piano fino all’avvento del Covid-19. È questa la fotografia che emerge dall’indagine Nomisma sui desiderata delle famiglie italiane per quanto riguarda la casa in cui ‘vivere’.
Gli italiani ritrovano ottimismo e fiducia
Il 14.mo rapporto sulla Finanza Immobiliare, in particolare, ha evidenziato come l’ottimismo e la fiducia ritrovati dagli italiani stiano caratterizzando questo momento storico, con evidenti riflessi sul settore immobiliare (a cominciare dalla ricerca di nuovi spazi a seguito dell’isolamento forzato).
Dal Covid-19, ha sintetizzato Gilbeto Pichetto Fratin, vice ministro dello Sviluppo Economico, è scaturita una voglia di proprietà nuova e diversa dal passato, ma ha anche sottolineato le difficoltà di anziani, giovani e di altre categorie che il Governo, tramite i Decreti d’emergenza, ha cercato di attenuare.
Nonostante la gravità della crisi generatasi dalla pandemia, il quadro restituisce una apparente “tenuta” delle famiglie italiane: solo una su 4, infatti, ha avuto un calo del reddito, le altre 3 continuano a risparmiare (anche di più di prima), mentre cresce la fiducia nel fronteggiare il futuro anche con il sostegno dell’ingente mole di risorse pubbliche (tra quelle europee classiche e le nuove straordinarie del Recovery Plan).
Come la pandemia ha cambiato la nostra percezione della casa
Come detto il coronavirus ha costretto le famiglie in casa per mesi, obbligandole a “fare il punto” sulla propria abitazione: ma se metà di queste ha riscoperto il piacere della “casa-tana”, l’altra metà – secondo l’analisi di Nomisma - ha vissuto l’incubo della “casa-gabbia”. Questo ha determinato, soprattutto per le coppie con figli, in proprietà e redditi medio-alti, un riflesso sugli acquisti dedicati alla casa, sia per renderla più confortevole che per adeguarla alle nuove esigenze: nell’ultimo anno il 46% delle famiglie ha acquistato elettrodomestici. Tre famiglie su 10 hanno sottoscritto abbonamenti a Internet e piattaforme digitali e una su 4 ha comprato mobili e oggetti di arredamento.
Boom delle intenzioni di acquisto
Nello stesso tempo è emerso un crescente desiderio di casa: non dovrebbe infatti sorprendere l’intenzione di acquisto da parte di ben 3,3 milioni di famiglie (stima basata esclusivamente sulle intenzioni dichiarate dalle persone), passate dal 9,5% nel 2020 al 12,8% nel 2021. Il numero scende a 804 mila famiglie se consideriamo le intenzioni di acquisto credibili (3,1%), filtrate secondo parametri che tengano conto della reale solidità economica e finanziaria dei nuclei familiari e che escludono coloro che non hanno manifestato intenzioni concrete finalizzate all’acquisto, come la presentazione dell’offerta, la partecipazione alle aste giudiziarie, la richiesta di informazioni per mutuo.
Nomisma classifica i potenziali acquirenti in tre categorie: gli “equipaggiati” pari a 1 milione di famiglie (3,9%) che possiedono un reddito adeguato e possono garantire una domanda in sicurezza. Ci sono poi gli “incauti” pari a 1,8 milioni (7%) che presentano un reddito appena sufficiente a soddisfare le esigenze primarie. Infine, gli “sprovveduti” ossia 504 mila famiglie (1,9%) che pur avendo un reddito insufficiente non si fanno problemi e intendono comprare casa.
L’obiettivo principale è la “prima casa”
La propensione d’acquisto per uso primario si conferma l’obiettivo prioritario. Le motivazioni di acquisto di “prima casa” e di “sostituzione prima casa” riguardano complessivamente l’80% delle volontà, in crescita rispetto al 2020 (74,2%).
Tale trend riguarda soprattutto gli under 36 interssati all’acquisto della prima casa, in affitto e con redditi medio bassi, che possono approfittare ora delle agevolazioni varate dal Governo come il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, oppure imprenditori e liberi professionisti interessati alla sostituzione. Le intenzioni per investimento sono in calo (10,2%) e riguardano persone per lo più mature, che vivono da sole o con figli e con un reddito stabile.
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