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Calano i tassi dei mutui a tasso variabile, ma qualcuno dovrà aspettare febbraio

La banca può decidere il momento in cui rilevare l’indice Euribor, visto che non esiste un metodo unico di rilevazione: a fine mese, metà mese o prendendo come riferimento la media mensile dei valori. Questo è uno dei motivi per cui a gennaio alcuni mutui variabili sono aumentati invece di calare.

29/01/2024
pila di monete con casetta
Perché a gennaio le rate di alcuni mutui variabili sono aumentate

Dovranno aspettare il prossimo mese alcuni mutuatari titolari di un finanziamento per la casa a tasso variabile per vedere l’effetto della riduzione dei tassi sulla rata. Perché, nonostante i primi segnali di ribassi, si sono visti aumentare la rata invece che diminuire.

È la categoria che più ha sofferto l’aumento dei tassi di interesse dell’ultimo anno e che ha dovuto accollarsi aumenti della rata fino al 65% rispetto al 2022. Un’impennata dei tassi praticamente senza precedenti, che ha visto il ritorno della finalità surroga al fine di rottamare il vecchio mutuo in cambio di tassi fissi sì alti, ma più convenienti dei tassi variabili.

Tuttavia, nell’ultimo trimestre del 2023 sono il 5,3% i mutuatari che, pur in cerca di uno spread migliore che abbattesse la rata del variabile, hanno continuato a scegliere quel tasso nel quarto trimestre del 2023 (dati Osservatorio MutuiOnline.it), forti delle anticipazioni degli esperti sulle sorti che attendono i nostri mutui.

E se l’inversione di tendenza dei tassi ha già dato i suoi timidi segnali a dicembre, partendo in sordina con lievi riduzioni e gli indici Euribor tendenzialmente tutti in ribasso (l’Euribor a 3 mesi è passato dal 4% al 3,92%), le previsioni parlano di un meno 1,5% a fine 2024, e un ulteriore meno 0,5% nel 2025.

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I motivi dei temporanei aumenti

Per capire il fenomeno contrastante del rialzo dei tassi di alcuni mutui in un momento di calo dei valori del variabile, dobbiamo fare una piccola digressione tecnica.

Il tasso di interesse variabile è dato dalla somma di due valori: l’Euribor e lo spread. Il primo è il tasso interbancario di riferimento sul mercato finanziario europeo, dato dalla media dei tassi di interesse ai quali le primarie banche dell’Ue offrono depositi interbancari a termine in euro ad altre primarie banche. È comunicato giornalmente dalla European Money Markets Institute.

Lo spread invece è la commissione che la banca si riserva per l’operazione di mutuo, in pratica il guadagno per il prestito concesso.

Nel tasso di interesse di un mutuo, la banca può decidere esclusivamente lo spread, perché l’Euribor è un valore indipendente dalla banca che eroga il finanziamento. Tuttavia, quello che può decidere la banca è il momento in cui rilevare l’indice Euribor, visto che non esiste un metodo unico di rilevazione: a fine mese, metà mese o prendendo come riferimento un valore che è dato dalla media mensile.

A questo si deve aggiungere la scadenza dell’Euribor, se a 1, 3, 6 o più mesi: le banche possono aggiornarlo a fine periodo e dunque il valore sarà condizionato dall’indice corrispondente al mese precedente la rata.

È dunque questo il motivo per cui i valori rilevati dell’Euribor possono essere differenti, seppur di poco e non beneficiare immediatamente dei cali dei tassi sul mercato.

Un’ultima considerazione da fare riguarda il tipo di ammortamento proposto dalla banca che concede il mutuo. Se “alla francese”, prevede un primo periodo in cui si corrispondono prevalentemente gli interessi in via anticipata e un secondo periodo (nella seconda metà dell’ammortamento) in cui si paga soprattutto il capitale. Per i mutui più vecchi si deve tenere in considerazione proprio un aumento dovuto all’incremento della quota capitale.

Che tasso scegliere se si accende un mutuo adesso

Partendo dall’assunto che non esiste un tasso conveniente in assoluto, la forbice tra tasso fisso e variabile dovrebbe presto stringersi fino a invertire i pesi, con il variabile che tornerà a costare meno del fisso. Detto questo, c’è una importante considerazione da fare: il tasso va scelto in base alle prospettive di vita, alla condizione economica presunta, al profilo personale.

Non ultimo, a influire sulla scelta del tasso c’è la tipologia di mutuo: se ad esempio ha una durata molto lunga, allora il tasso fisso strappato a buone condizioni di spread è un investimento pari a un’assicurazione sul futuro.

Il tasso fisso vuol dire sapere esattamente per la lunga durata del mutuo quanto si andrà a pagare. Non ci sono sorprese, né un ulteriore risparmio perché la spesa rimarrà sempre la stessa.

Al contrario, un tasso variabile prevede l’incognita del rialzo dei tassi, situazione sostenibile ad esempio se si ha nei piani una crescita professionale ed economica o se il mutuo ha durata breve e dunque con un ciclo dei tassi minimamente prevedibile.

Solo il tasso variabile consente di beneficiare dei ribassi dei valori, e, se si escludono fenomeni come quello verificatosi nel 2023 in cui sono schizzati alle stelle superando di gran lunga i tassi fissi, generalmente si mantengono al di sotto del tasso variabile.

In ogni caso, è bene prima di scegliere il mutuo chiedere una consulenza a un esperto: con MutuiOnline è gratis, così come gratuito è il preventivo mutuo personalizzato che si può richiedere al comparatore in qualsiasi momento, sulla base delle proprie necessità e delle personali attese.

I migliori mutui a tasso fisso di oggi:

Migliori mutui acquisto prima casa: simulazione a tasso fisso, impiegato 35 anni, residente a Milano, reddito € 2.600 euro mensili, importo mutuo € 100.000 euro, valore immobile € 200.000 euro, durata mutuo 30 anni. Rilevazione del 03/03/2024 ore 09:00.
Banca Tasso Rata Taeg
BPER Banca 2,55% € 397,73 2,66%
Banco di Sardegna 2,55% € 397,73 2,69%
Intesa Sanpaolo 2,75% € 408,24 2,87%
Crédit Agricole Italia 2,70% € 405,60 2,87%
Credem 2,70% € 405,60 2,92%
Webank 3,15% € 429,74 3,25%
Banco BPM 3,00% € 421,60 3,26%
Banca Sella 3,15% € 429,74 3,34%
BNL - Gruppo BNP Paribas 3,15% € 429,74 3,34%
Banco di Desio e della Brianza 3,08% € 425,93 3,34%
A cura di: Paola Campanelli

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